Permesso di soggiorno per motivi familiari

Vieni in Italia per ricongiungerti con un tuo familiare o con un visto a seguito del tuo familiare?

Ecco cosa fare:

Dovrai fare richiesta per ottenere un permesso di soggiorno per motivi familiari.

Dove?

Presso un Ufficio Postale dotato di Sportello Amico.

Come?

1. Richiedi il kit a banda gialla;
2. Compila e firma il modulo 1 allegando i seguenti documenti:
– Marca da bollo del valore di 16,00 Euro;
– 4 foto formato tessera;
– Fotocopia di tutto il passaporto;
– Documentazione anagrafica comprovante il legame familiare;
– Fotocopia del codice fiscale;
– Fotocopia della dichiarazione dei redditi del familiare straniero con il quale si richiede la coesione;
– Certificato di idoneità alloggiativa ai sensi dell’art. 29, comma 3, lett. a) Decreto Legislativo n. 286/98 e succ. mod. rapportato alla composizione del nucleo familiare;
– Pagamento del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno pari a:
o 80,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
o 100,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
– Ricevuta del versamento di 27,50 Euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;
– Versamento di 30,00 Euro per le spese postali.

Ricorda:

1. Se la documentazione anagrafica proviene dall’estero deve essere tradotta e legalizzata secondo la corretta procedura;

2. I parametri di reddito, proveniente da fonte lecita, che bisogna dimostrare di avere sono:
– Per 1 familiare: l’importo annuo dell’assegno sociale;
– Per 2 o 3 familiari: il doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale;
– 4 o più familiari: il triplo dell’importo annuo dell’assegno sociale;

3. Allo straniero che effettua coesione familiare con un cittadino italiano o di un Paese membro dell’Unione Europea o con uno straniero che sia titolare di un permesso di soggiorno UE, viene rilasciato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

4. Il permesso di soggiorno per motivi familiari consente l’accesso ai servizi assistenziali; può inoltre essere usato anche per altre attività consentite allo straniero titolare senza bisogno che sia convertito o rettificato, per il periodo di durata dello stesso. Lo straniero potrà dunque iscriversi a corsi di studio o formazione professionale, iscriversi nelle liste di collocamento, esercitare attività di lavoro autonomo o subordinato a condizione che sia iscritto nell’elenco anagrafico o, in caso il rapporto di lavoro sia già in corso, previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione Provinciale del Lavoro nel primo caso, mentre nel secondo, a condizione che lo straniero abbia acquisito il titolo abilitativo se l’attività svolta lo richiede.

5. Il permesso di soggiorno per motivi familiari può essere rilasciato :

– Allo straniero che ha fatto ingresso in Italia con un visto di ingresso per ricongiungimento familiare, ovvero con visto di ingresso al seguito del proprio familiare nei casi previsti dall’articolo 29 del Testo unico sull’Immigrazione, ovvero con visto di ingresso per ricongiungimento al figlio minore;
– Al minore iscritto nel permesso o nel permesso UE per soggiornanti di lungo periodo del genitore o dell’affidatario, al compimento dei 14 anni;
– Allo straniero regolarmente soggiornante ad altro titolo da almeno un anno che abbia contratto matrimonio nel territorio dello Stato con cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero con cittadino straniero regolarmente soggiornante;
– Al familiare straniero regolarmente soggiornante, in possesso dei requisiti per il ricongiungimento con il cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea residenti in Italia, ovvero con straniero regolarmente soggiornante in Italia. In tal caso il permesso del familiare è convertito in permesso di soggiorno per motivi familiari. La conversione può essere richiesta entro un anno dalla data di scadenza del titolo di soggiorno originariamente posseduto dal familiare. Qualora detto cittadino sia un rifugiato si prescinde dal possesso di un valido permesso di soggiorno da parte del familiare;
– Al genitore straniero, anche naturale, di minore italiano residente in Italia. In tal caso il permesso di soggiorno per motivi familiari è rilasciato anche a prescindere dal possesso di un valido titolo di soggiorno, a condizione che il genitore richiedente non sia stato privato della potestà genitoriale secondo la legge italiana;
– Allo straniero inespellibile, parente entro il 2° grado di cittadino italiano;
– In altri casi particolari previsti dalla legge.

Hai figli di età inferiore a 14 anni?

Se si, tuo figlio deve essere iscritto nel tuo permesso di soggiorno o in quello del coniuge fino al compimento del quattordicesimo anno di età e segue la condizione giuridica del genitore con il quale convive.
Per fare ciò, alla documentazione sopraelencata, al momento della richiesta del permesso di soggiorno dovrai aggiungere:

– Fotocopia del passaporto del minore in questione;
– Fotocopia del codice fiscale del minore;
– Certificato di frequenza scolastica se il minore è in età soggetta al diritto-dovere all’istruzione;
– Certificato di maternità/paternità tradotto e legalizzato se proveniente da altro Stato.

Hai figli con un’età compresa tra i 14 e 18 anni?

In questo caso tuo figlio dovrà fare richiesta presso l’Ufficio Postale per ottenere un permesso di soggiorno personale, richiedendo il kit a banda gialla e allegando la seguente documentazione:

– Modulo 1 compilato e firmato;
– 4 foto formato tessera;
– Fotocopia del passaporto;
– Fotocopia del codice fiscale;
– Marca da bollo del valore di 16,00 Euro;
– Fotocopia del permesso di soggiorno del genitore;
– Certificato di stato di famiglia o autocertificazione del rapporto familiare;
– Certificato di frequenza scolastica se il minore è in età soggetta al diritto-dover all’istruzione;
– Ricevuta del versamento di euro 27,50 per il rilascio del titolo di soggiorno elettronico.

Il costo della raccomandata è di 30,00 euro.

Devi rinnovare il tuo permesso di soggiorno?

Ecco come fare:

Devi presentare richiesta presso un Ufficio Postale dotato di Sportello Amico richiedendo il kit a banda gialla e allegando i seguenti documenti:

– Moduli debitamente compilati e firmati;
– Fotocopia di tutto il passaporto;
– 4 foto formato tessera;
– Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
– Fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
– Fotocopia del codice fiscale;
– Dichiarazione del familiare che ha esercitato il ricongiungimento del familiare attestante il possesso dei mezzi necessari per provvedere al sostentamento dell’interessato;
– Fotocopia del titolo di soggiorno del familiare;
– Ricevuta del pagamento del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno pari a:
o 80,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
o 100,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;

– Ricevuta del versamento di euro 27,50 per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico.

Il costo della raccomandata è di 30,00 euro.

Ricorda:

1. La richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di famiglia deve essere inoltrata 60 giorni prima della scadenza di quest’ultimo.

2. Per ottenere il rinnovo lo straniero deve essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per il primo rilascio del permesso.

3. La richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari viene rigettata (e il permesso viene revocato) qualora si accerti che matrimonio/adozione hanno avuto luogo al solo scopo di permettere il soggiorno in Italia dello straniero interessato.

Il visto di ingresso

Ai fini dell’ingresso in Italia e della relativa normativa applicabile, la prima cosa importante da sapere è che l’Italia fa parte dell’Unione Europea – nei cui trattati è stato introdotto e sviluppato il principio di libera circolazione delle persone – e che ha aderito al Trattato di Schengen, avente ad oggetto la creazione di una zona territoriale – lo “spazio Schengen” – di libera circolazione all’interno della quale i controlli alle frontiere sono aboliti, salvo circostanze eccezionali. Regimi normativi differenziati di conseguenza si applicheranno in materia di immigrazione ai cittadini appartenenti ad uno degli Stati che ha sottoscritto gli accordi di Schengen e/o facente parte dell’Unione Europea (comunitari) da un lato e ai cittadini di uno stato che NON fa parte della zona Schengen e/o dell’Unione Europea (extracomunitari) dall’altro. (http://www.schengenvisainfo.com/schengen-visa-countries-list/).

Cittadino extracomunitario

Se si è cittadini extracomunitari non provenienti da un Paese aderente al Trattato di Schengen si potrebbe aver bisogno del visto d’ingresso (http://vistoperitalia.esteri.it/home.aspx).

Secondo il decreto MAE 11.5.2011 (http://www.esteri.it/mae/normative/normativa_consolare/visti/decreto_interministeriale_850_11-5-2011.pdf) il visto può essere rilasciato per uno dei seguenti motivi: adozione, affari, cure mediche, diplomatico, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi familiari, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricerca, studio, transito aeroportuale, transito, trasporto, turismo, vacanze-lavoro, volontariato.

Esistono tre tipologie di visto:

  1. VISTO SCHENGEN UNIFORME (VSU): che ha validità su tutto il territorio Schengen e permette dunque al cittadino straniero di entrare nel territorio di un qualunque stato che sia parte di tale area. Questa tipologia di visto può a sua volta essere:
    1. TIPO A: transito aeroportuale
    2. TIPO C: (ex TIPO B) transito, soggiorni di breve durata, o di viaggio, fino a 90 giorni, con uno o più ingressi.
  1. VISTO A VALIDITA’ TERRITORIALE LIMITATA (VTL): che ha validità soltanto sul territorio dello Stato che ha emesso il visto e non consente la possibilità di accesso, neanche per solo transito, al territorio di altri Stati appartenenti all’area Schengen.
  1. VISTO PER SOGGIORNO DI LUNGA DURATA O VISTO NAZIONALE (VN): valido per soggiorni di oltre 90 giorni (TIPO D), con uno o più ingressi nel territorio dello Stato Schengen che ha rilasciato il visto. I titolari di questa tipologia di visto possono circolare liberamente sul territorio degli altri paesi appartenenti all’area Schengen per periodi non superiori a 90 giorni.

Se la durata del soggiorno è inferiore a 90 giorni, per alcuni paesi non è necessario il visto d’ingresso. Per sapere quali sono clicca sul link indicato di seguito:

http://vistoperitalia.esteri.it/home.aspx.

Presentazione della domanda

La domanda di visto deve essere presentata per iscritto, attraverso l’apposito modulo che dovrà essere compilato e sottoscritto dallo straniero in ogni sua parte. Il richiedente deve presentarsi personalmente presso l’ente incaricato del rilascio del visto, così da poter essere ascoltato circa le motivazioni e le circostanze del soggiorno.

Alla domanda dovranno essere obbligatoriamente allegati:

  • una foto dello straniero richiedente formato tessera;
  • un documento di viaggio valido;
  • assicurazione sanitaria valida in Italia e nella zona Schengen
  • documentazione giustificativa (se richiesta).

Lo straniero deve inoltre indicare:

  • le finalità del viaggio;
  • i mezzi di trasporto di andata e ritorno (biglietti aerei, dei treni ecc);
  • le condizioni di alloggio;
  • i mezzi finanziari sufficienti al sostentamento durante il soggiorno (Fidejussione. Per sapere come ottenerla clicca il seguente link: ).

Una volta ricevuta e valutata tutta la documentazione necessaria e le informazioni ricevute durante l’intervista con il richiedente, si procede con l’effettuazione di tutti i controlli di sicurezza.

La domanda va presentata esclusivamente presso l’ambasciata o il consolato italiano presente nel paese di provenienza dello straniero richiedente, i quali sono gli enti incaricati del rilascio del visto. Non è consentito il rilascio o la proroga del visto allo straniero che si trovi già in Italia.

L’ingresso in Italia per motivi di turismo NON può essere prolungato oltre i 3 mesi, e trasformato in un soggiorno stabile: una volta scaduto il visto non è possibile chiedere un permesso di soggiorno, ma il cittadino straniero deve fare ritorno al suo paese di origine pena l’espulsione, a meno che non si abbiano i requisiti per la coesione familiare, oppure non venga dimostrato che il mancato ritorno in patria sia dipeso da gravidanze o gravi motivi di salute.

I lavoratori domestici

lavoratori domestici sono coloro i quali si dedicano all’assistenza o alla gestione dell’attività familiare svolgendo una serie di compiti e attività che sono previsti per contratto.

Possono essere distinti in tre aree specifiche:

  • Area dell’assistenza;
  • Area dei servizi familiari;
  • Area direttiva.

In base all’area in cui un lavoratore viene inserito è possibile determinare il livello di inquadramento, informazione fondamentale per stabilire la retribuzione minima, la durata del periodo di prova e la progressione automatica di carriera.

COSA SONO I LIVELLI DI INQUADRAMENTO?

Sono le categorie contrattuali che vengono suddivise in base alle mansioni prevalenti, l’anzianità di servizio, il grado di responsabilità, qualificazione professionale del lavoratore.

I livelli di inquadramento sono quattro: A, B, C e D, ognuno dei quali ha due parametri retributiviSemplice e Super.

LIVELLO A

Comprende i lavoratori con nessuna esperienza o un’esperienza non superiore a 12 mesi, che svolgono compiti generici, manuali o di fatica, di natura esecutiva, sotto il diretto controllo del datore di lavoro.

SEMPLICE: collaboratore famigliare generico in prima formazione; addetto alle pulizie; addetto alla lavanderia; aiuto di cucina; stalliere; assistente ad animali lavoratori; addetto alla pulizia ed annaffiatura delle aree verdi; operaio comune;

– SUPER: addetto alla mera compagnia di persone autosufficienti; baby-sitter con mansioni occasionali e/o saltuarie di mera vigilanza di bambini in occasione di assenze dei famigliari.

LIVELLO B

Comprende i lavoratori con un’esperienza superiore a 12 mesi, che svolgono mansioni di natura esecutiva che implicano specifiche capacità professionali.

– SEMPLICE: collaboratore polifunzionale; custode; addetto alla stireria; cameriere; giardiniere; operaio qualificato; autista;

– SUPER: assistente a persone (anziani o bambini) autosufficienti, che svolge anche mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.

LIVELLO C

Comprende i lavoratori con una specifica capacità professionale che gli consenta di svolgere l’attività in modo autonomo e responsabile.

– SEMPLICE: cuoco, addetto alla preparazione delle pietanze e all’approvvigionamento delle materie prime;

– SUPER: assistente a persone (anziani o bambini) non autosufficienti, senza diploma professionale, che svolge altresì mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa.

LIVELLO D

Comprende i lavoratori con un diploma professionale nel campo specifico in cui lavorano, che gli permetta di svolgere la propria mansione in piena autonomia decisionale.

– SEMPLICE: amministratore dei beni di famiglia; maggiordomo; governante; capo cuoco; capo giardiniere; istitutore;

– SUPER: assistente a persone (anziani o bambini) non autosufficienti, in possesso di un diploma professionale o di un attestato specifico (es. infermiere diplomato generico, assistente geriatrico), che svolge altresì mansioni connesse al vitto e alla pulizia della casa; direttore di casa.

I lavoratori che prestano assistenza notturna o che garantiscono la presenza notturna costituiscono una categoria a parte.

COLF E BADANTI[1]

È importante conoscere la differenza tra colf e “badanti” ai fini dei livelli di inquadramento.

Si definisce “badante” il lavoratore che, all’interno dell’ambiente domestico, si occupa della cura e dell’assistenza di una persona non autosufficiente e si inquadra nelle categorie contrattuali come segue:

  • Livello C super: assistente a persone non autosufficienti. Svolge mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.
  • Livello D super: assistente a persone non autosufficienti.Ricopre con responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.

Si definisce colf, invece, il lavoratore che, all’interno dell’ambiente domestico, è addetto alla cura della casa e delle pulizie domestiche e si inquadra nelle categorie contrattuali come segue:

  • Livello A semplice: lavoratori generici senza esperienza lavorativa o con un’esperienza professionale non superiore ai 12 mesi
  • Livello B semplice: Lavoratori con esperienza lavorativasuperiore ai 12 mesi, senza autonomia decisionale
  • I lavoratori con diplomi specifici o elevate competenze non vanno inquadrati come colf ma in categorie superiori. Se provvisti di diplomi si configurano come collaboratori specializzati.

CHI SONO I COLLABORATORI SPECIALIZZATI?

Sono i lavoratori in possesso di un diploma nello specifico campo oggetto della propria mansione, conseguito in Italia o all’estero, purché equipollente, anche con corsi di formazione aventi la durata minima prevista dalla legislazione regionale e comunque non inferiore a 500 ore.

A livello contrattuale si inquadrano nel LIVELLO D:

–  SEMPLICE:

Amministratore dei beni di famiglia: svolge mansioni connesse all’amministrazione del patrimonio familiare;

Maggiordomo: svolge mansioni di gestione e di coordinamento relative a tutte le esigenze connesse ai servizi rivolti alla vita familiare;

Governante: svolge mansioni di coordinamento relative alle attività di cameriere di camera, di stireria, di lavanderia, di guardaroba e simili;

Capo cuoco: svolge mansioni di gestione e di coordinamento relative a tutte le esigenze connesse alla preparazione dei cibi e, in generale, ai compiti della cucina e della dispensa;

Capo giardiniere: svolge mansioni di gestione e di coordinamento relative a tutte le esigenze connesse alla cura delle aree verdi e relativi interventi di manutenzione;

Istitutore: svolge mansioni di istruzione e/o educazione dei componenti il nucleo familiare.

_______________________

[1] FONTE: http://www.colfebadantionline.it/colf-e-badanti/colf-e-badanti/badanti/badanti.html

– SUPER:

Assistente a persone non autosufficienti: svolge mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti;

Direttore di casa: svolge mansioni di gestione e di coordinamento relative a tutte le esigenze connesse all’andamento della casa.

INGRESSO IN ITALIA E REGOLARIZZAZIONE DEL LAVORATORE DOMESTICO

In Italia le assunzioni dei lavoratori stranieri sono regolate dal Decreto Flussi che viene pubblicato annualmente dal Governo sulla Gazzetta Ufficiale e stabilisce il numero massimo di lavoratori stranieri che possono essere assunti in base alle necessità del mercato italiano.

Dopo aver visto il Decreto Flussi il datore di lavoro può assumere un lavoratore domestico a condizione che:

– Il Datore di lavoro dimostri di avere una disponibilità economica sufficiente a sostenere gli oneri retributivi e assicurativi legati all’assunzione del lavoratore;

– Il Lavoratore sia residente all’estero e non sia mai stato condannato, né in Italia né nell’area Schengen, per reati come l’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione o in materia di stupefacenti, la rapina, il furto, l’estorsione, ecc. Inoltre, non deve aver mai subito un provvedimento di espulsione dall’Italia o dall’area Schengen;

– La durata dell’orario di lavoro non sia inferiore alle 20 ore settimanali e la retribuzione minima mensile da garantire sia almeno pari all’importo dell’assegno sociale dell’anno di riferimento.

COME EFFETTUARE LA DOMANDA

Il datore di lavoro potrà assumere lo straniero presentando la richiesta nominativa per l’autorizzazione al lavoro. La domanda va presentata online su questo sito. Una volta registrato, il datore di lavoro dovrà compilare l’apposito modulo per l’assunzione dei lavoratori domestici. È un contratto particolare chiamato contratto di soggiorno che, oltre a contenere le informazioni riguardanti l’orario, il luogo di lavoro e la retribuzione, impegna il datore di lavoro a rispettare determinati obblighi, quali:

  • Garantire al lavoratore una retribuzione mensile non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale;
  • Garantire un orario di lavoro settimanale non inferiore a 20 ore;
  • Dimostrare di possedere un reddito annuo di importo almeno il doppio rispetto all’ammontare della retribuzione annua dovuta al lavoratore da assumere;
  • Assicurare ladisponibilità di un alloggio idoneo, conformemente alle norme sull’edilizia residenziale pubblica o ai parametri igienico-sanitari fissati dal Ministero della Salute. Al momento della compilazione del modulo deve semplicemente indicare che l’alloggio è idoneo; successivamente, quando il lavoratore andrà a firmare il contratto di soggiorno, dovrà essere esibito il certificato che comprova l’idoneità;
  • Obbligarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza e alla comunicazione di ogni variazione concernente il rapporto di lavoro.

Inoltre, bisognerà inserire l’identificativo del pagamento di una marca da bollo del valore di 16,00 euro.

Acquisiti tutti i pareri, lo Sportello Unico per l’Immigrazione convoca il datore di lavoro per il rilascio dell’autorizzazione al lavoro definitiva, il cosiddetto nulla osta.

QUALI DOCUMENTI DEVE PRESENTARE IL DATORE DI LAVORO AL MOMENTO DEL RITIRO DEL NULLA OSTA?

  • Fotocopia del proprio documento di identità;
  • Fotocopia del passaporto del lavoratore;
  • Certificato di idoneità alloggiativa;
  • La marca da bollo utilizzata per l’invio telematico della domanda.

Al momento della consegna del nulla osta al datore di lavoro, lo Sportello Unico provvede a inoltrarne una copia anche al Consolato Italiano nel luogo di residenza del lavoratore.

Entro 6 mesi dalla consegna di quest’ultimo il lavoratore deve provvedere alla richiesta del visto di ingresso per lavoro.

Entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia lo straniero deve recarsi presso lo Sportello Unico per l’immigrazione per la firma del contratto di soggiorno e per la richiesta del permesso di soggiorno.

IL LAVORATORE DOMESTICO COMUNITARIO

I cittadini dell’Unione Europea godono degli stessi diritti riconosciuti ai cittadini italiani. Oltre ai documenti richiesti per l’iscrizione anagrafica  (se il periodo lavorativo e dunque di soggiorno in Italia è superiore a 90 giorni), non sono richiesti documenti aggiuntivi all’atto dell’assunzione.

Assunzione di un lavoratore domestico extracomunitario già residente in Italia

In questo caso, oltre ai documenti validi di norma, è richiesto solo il permesso di soggiorno valido per motivi di lavoro o che consenta lo svolgimento di attività lavorative, ossia:

Il rapporto di lavoro può essere a tempo determinato o indeterminato.

IL LAVORATORE MINORENNE

In Italia è ammessa l’assunzione di minori nei servizi familiari all’età minima di 16 anni compiuti, a condizione che tale assunzione sia compatibile con le esigenze particolari di tutela della salute del minore e non comporti trasgressione dell’obbligo scolastico.

QUALI DOCUMENTI CONSEGNARE[1]:

  • per i minori ad ore o a mezzo servizio:la semplice autorizzazione scritta di chi esercita la patria potestà;
  • per i minori in regime di convivenza: la dichiarazione scritta dei genitori o di chi esercita la potestà familiare, vidimata dal Sindaco del Comune di residenza, con cui si acconsente che il lavoratore minorenne viva presso la famiglia del datore di lavoro;
  • per tutti i minori:il certificato di idoneità al lavoro, rilasciato dopo la visita medica dell’Ufficiale sanitario, effettuata a cura e a spese del datore di lavoro presso l’ASL di zona.

IL LAVORATORE OCCASIONALE

Il lavoro occasionale è caratterizzato dallo svolgimento dell’attività lavorativa in maniera saltuaria e dalla semplificazione del pagamento e presenta le seguenti caratteristiche:

–          Il lavoro svolto deve essere saltuario e non continuativo;
–          La durata complessiva dell’attività non deve superare 30 giorni annuali;
–          Il compenso annuale non deve essere superiore a 5 mila euro;
–          Non richiede la sottoscrizione di un contratto di lavoro;

_______________________

[1] Legge 17/10/1967 n. 977 (e successive modifiche ed integrazioni)

–          Consente il pagamento dello stipendio e dei contributi per mezzo dei “buoni lavoro” (voucher);
–          Non dà diritto alle prestazioni di malattia, maternità, disoccupazione e assegni familiari;
–          Non consente né il rilascio né il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro ai cittadini extracomunitari;
–          Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale;
–          Non incide sullo status di disoccupato;
–          Gode della copertura INAIL in caso di infortunio del lavoratore occasionale domestico.

Può definirsi lavoratore domestico occasionale, quindi, chi svolge piccoli lavori domestici di straordinario, compresa l’assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap.

CHI PUÒ ESSERE ASSUNTO PER LAVORO OCCASIONALE?

–          I disoccupati da oltre un anno;
–          Le casalinghe;
–          Gli studenti;
–          I pensionati;
–          I disabili;
–          I lavoratori extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia nei sei mesi successivi alla perdita del posto di lavoro.

In qualunque caso il datore di lavoro deve obbligatoriamente comunicare l’assunzione all’Inps, almeno 24 ore prima dell’inizio del rapporto di lavoro (incluso il periodo di prova), anche se festivo.

Il rifiuto e la revoca del permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno può essere rifiutato o revocato qualora lo straniero richiedente sia considerato pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato Italiano o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone[1].

Per quanto riguarda il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno per motivi di famiglia[2] si tiene conto anche di eventuali condanne per i reati previsti dagli articoli 380, commi 1 e 2, e 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, ovvero per i reati di cui all’articolo 12, commi 1 e 3 del Testo Unico sull’Immigrazione. Lo stesso permesso è inoltre revocato qualora sia accertato che il matrimonio o l’adozione abbiano avuto luogo allo scopo esclusivo di permettere all’interessato di soggiornare nel territorio dello Stato.

In ultimo, il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato quando risulta che lo straniero abbia interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi o, per i permessi di soggiorno di durata biennale, per un periodo continuativo superiore alla metà del periodo di validità del permesso di soggiorno, a meno che l’interruzione sia dipesa da gravi e comprovati motivi.

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può essere revocato nel caso in cui:

  • Sia stato acquisito fraudolentemente: lo straniero richiedente abbia quindi fornito documenti falsi o false dichiarazioni finalizzate all’ottenimento del titolo di soggiorno di lungo periodo non avendone diritto o, ancora, secondo la circolare del Ministero dell’Interno del 27 maggio 2009, qualora il permesso sia stato acquisito mediante la celebrazione di un matrimonio di comodo;
  • In caso di espulsione: come disciplinato dall’art. 9 comma 9 del Testo Unico sull’Immigrazione;
  • Manchino o vengano a mancare le condizioni per il rilascio;
  • Lo straniero manchi dal territorio dello Stato per un periodo superiore a 6 anni.
  • In caso di assenza dal territorio italiano per un periodo di almeno dodici mesi consecutivi;
  • Venga conferito un permesso di soggiorno di lungo periodo da parte di altro Stato membro dell’Unione europea, previa comunicazione da parte di quest’ultimo[3].

In caso di revoca del permesso UE a causa delle ultime due motivazioni elencate, allo straniero viene data la possibilità di riacquisirlo, sempre previa verifica dei requisiti richiesti per il rilascio. Negli altri casi, fatta eccezione per l’espulsione, in seguito alla revoca allo straniero viene rilasciato un permesso di soggiorno non UE.

_______________________

[1] Art. 5, comma 5 del Testo Unico sull’Immigrazione.

[2] Art 5 comma 5 bis del Testo Unico sull’Immigrazione

[3] Art. 9 comma 7 del Testo Unico sull’Immigrazione

Il permesso di soggiorno

Se sei un cittadino extracomunitario e vuoi soggiornare in Italia per un periodo superiore a 90 giorni, una volta ottenuto il VISTO NAZIONALE devi procurarti il  PERMESSO DI SOGGIORNO, che avrà la stessa durata del visto, attraverso il quale è autorizzata la permanenza del cittadino straniero sul territorio italiano.

Se rilasciati per motivi di lavoro, essi possono avere validità di:

  • 6 o 9 mesi nei casi di lavoro stagionale;
  • un anno se la motivazione è lo studio o formazione;
  • due anni per lavoro autonomo o subordinato a tempo indeterminato o per ricongiungimenti familiari.

La durata del permesso di soggiorno non rilasciato per motivi di lavoro è quella prevista dal visto d’ingresso.

Tale durata non può comunque essere:

  • superiore a tre mesi, per visite, affari e turismo;
  • superiore ad un anno, in relazione alla frequenza di un corso per studio o per formazione debitamente certificata; il permesso è tuttavia rinnovabile annualmente nel caso di corsi pluriennali;
  • superiore alle necessità specificatamente documentate, negli altri casi consentiti dalla legge.

Il permesso di soggiorno va richiesto presso la questura della provincia nella quale lo straniero intende soggiornare entro 8 giorni lavorativi dal suo ingresso in Italia. È un documento che contiene i dati anagrafici, l’immagine del volto e le impronte digitali del titolare, e viene rilasciato generalmente entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda, così come il rinnovo.

Le domande di rilascio e rinnovo di permesso di soggiorno per cittadini extracomunitari rientranti in determinate tipologie, (vedi link seguente: http://www.poste.it/altri-servizi/servizi-cittadino/guida-1.shtml) dovranno essere presentate dall’interessato presso gli Uffici Postali abilitati utilizzando l’apposito kit a banda gialla disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati e i Comuni abilitati.

Presentazione della domanda

La documentazione necessaria per presentare la domanda per la richiesta di soggiorno è:

  • il modulo di richiesta;
  • il passaporto o un documento di identità equivalente, con relativo visto di ingresso;
  • una copia del documento stesso;
  • 4 foto formato tessera recenti;
  • Una marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • Versamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;
  • La documentazione necessaria al tipo di permesso di soggiorno richiesto;
  • Il versamento di un contributo compreso tra 80,00 e 200,00 euro.

*il versamento del contributo NON è richiesto nei casi in cui:

– il permesso di soggiorno è rilasciato o rinnovato per asilo, per richiesta asilo, per protezione umanitaria, per protezione sussidiaria;
– lo straniero o l’apolide sono minori;
– l’ingresso è per ricevere cure mediche; la stessa esenzione si applica anche agli eventuali accompagnatori;
– è richiesto l’aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validità.

La Questura può disporre un supplemento d’indagine e richiedere, in determinati casi, una integrazione della documentazione che sia idonea a precisare:

– il motivo per cui è richiesto il permesso di soggiorno;
– i mezzi di sussistenza per il periodo di permanenza in Italia.

Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto alla questura competente per provincia di residenza 60 giorni prima della data di scadenza.

Per quanto riguarda la conversione del permesso già in possesso, questa può avvenire mediante la richiesta di nulla osta presso lo sportello unico per l’immigrazione della prefettura competente per territorio di residenza dello straniero e, successivamente, la richiesta di conversione presso la questura.

Tutti i documenti e le procedure qui descritte sono necessarie ai fini della regolare integrazione di uno straniero in Italia, sia esso comunitario che extracomunitario. Per ulteriori informazioni e chiarimenti si consiglia di consultare il sito della Polizia di Stato nell’apposita sezione “stranieri” o quello del Ministero degli Affari Esteri.

DOVE RICHIEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO:

Permessi di soggiorno da richiedere presso l’Ufficio Postale

  1. Lavoro Autonomo;
  2. Lavoro Subordinato;
  3. Lavoro Stagionale;
  4. Attesa occupazione;
  5. Motivi familiari;
  6. Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  7. Attesa riacquisto cittadinanza;
  8. Missione;
  9. Motivi Religiosi;
  10. Residenza elettiva;
  11. Studio;
  12. Tirocinio/formazione professionale;
  13. Ricerca scientifica.

Permessi di soggiorno da richiedere presso la Questura

  1. Affari;
  2. Cure mediche;
  3. Gara sportiva;
  4. Motivi umanitari;
  5. Lavoro subordinato stagionale pluriennale;
  6. Asilo politico;
  7. Status apolide.

Presso gli Uffici Postali è possibile svolgere inoltre le seguenti operazioni:

  • Rinnovo del permesso di soggiorno rientrante tra quelli la cui istanza di rilascio viene presentata presso gli Uffici Postali (sono inclusi in questo caso i permessi di soggiorno per Asilo politico e per Status Apolide);
  • Aggiornamento del permesso di soggiorno;
  • Conversione del permesso di soggiorno;
  • Duplicato del permesso di soggiorno.

In base a quanto stabilito dalla Direttiva 21/02/2007 del Ministero dell’Interno (http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/13/direttiva_amato_bindi_straniero_soggiorno_minore.pdf), non è più necessario richiedere il permesso di soggiorno per adozione o per affidamento di un minore straniero.

  • Permesso di soggiorno per lavoro autonomo 
  • Permesso di soggiorno per lavoro subordinato 
  • Permesso di soggiorno per lavoro stagionale 
  • Permesso di soggiorno per attesa occupazione

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Certificazione della dichiarazione resa al centro per l’impiego oppure la comunicazione INPS attestante la misura di sostegno al reddito.
  • Permesso di soggiorno per attesa riacquisto cittadinanza

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Fotocopia della documentazione attestante l’avvio del procedimento di concessione o riconoscimento della cittadinanza italiana.
  • Permesso di soggiorno per missione
Secondo quanto stabilito dal Decreto Interministeriale In Materia Di Visti D’ingresso del 12 Luglio 2000

(http://www.esteri.it/mae/normative/normativa_consolare/visti/decreto120700.pdf), hanno diritto a richiedere tale tipologia di permesso gli stranieri titolari di visto per missione, ossia “gli stranieri che rivestano cariche governative o siano dipendenti di pubblica amministrazione, di enti pubblici, o di Organizzazioni internazionali, inviati in Italia nell’espletamento delle loro funzioni, ovvero i privati cittadini che per l’importanza della loro attività e per gli scopi del soggiorno possano ritenersi di pubblica utilità per le relazioni tra lo Stato di appartenenza e l’Italia”.

Per ottenerlo bisogna inviare tutta la documentazione necessaria per presentare richiesta di permesso di soggiorno.

Per il rinnovo, oltre a tutta la documentazione necessaria bisognerà allegare inoltre la dichiarazione della Pubblica Amministrazione/Ente Pubblico o Privato/Organizzazione Internazionale che attesti l’attualità dell’incarico ricoperto.

  • Permesso di soggiorno per motivi religiosi

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Dichiarazione del responsabile della Comunità religiosa in Italia che attesti la natura dell’incarico ricoperto, l’assunzione dell’onere del vitto e alloggio, vistato dalla Curia vescovile o da un’Autorità religiosa equivalente presente in Italia;
  • Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida in Italia. (Per sapere come ottenerla clicca qui).

Tale documentazione sarà necessaria anche per un’eventuale richiesta di rinnovo di tale tipologia di permesso.

  • Permesso di soggiorno per residenza elettiva

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Fotocopia della documentazione attestante idonea disponibilità alloggiativa;
  • Fotocopia della documentazione attestante disponibilità economiche;
  • Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida in Italia. (Per sapere come ottenerla clicca qui).

Nel caso in cui sia valutata come adeguata la disponibilità economica necessaria, il permesso di soggiorno per residenza elettiva può essere richiesto anche:

-Dal coniuge convivente;
-Da figli minori;
-Da figli maggiorenni a carico;
-Da genitori a carico.

  • Permesso di soggiorno per studio 
  • Permesso di soggiorno per tirocinio/formazione professionale

Se l’ingresso in Italia è nell’ambito di un rapporto di tirocinio funzionale, lo straniero deve fare
ingresso in Italia con un visto per studio, e al momento della presentazione della domanda per l’ottenimento del permesso di soggiorno, dovrà allegare, oltre alla documentazione necessaria, anche il progetto formativo vistato dalla regione, nell’ambito del quale si svolge il tirocinio.

Se l’ingresso in Italia è per la frequenza di un corso di formazione professionale (organizzato
da enti di formazione accreditati ai sensi del Decreto Legislativo 31/3/98 n. 112) finalizzato al
riconoscimento di una qualifica o comunque alla certificazione delle competenze acquisite di
durata non superiore a 24 mesi, lo straniero deve essere in possesso di un visto per studio. In tal caso per la domanda per questa tipologia di permesso di soggiorno bisognerà allegare oltre la documentazione necessaria, anche il documento attestante l’iscrizione al corso di formazione professionale rilasciato dall’Ente accreditato. Quest’ultimo documento dovrà essere allegato anche alla domanda per un’ulteriore rinnovo del permesso di soggiorno.

  • Permesso di soggiorno per ricerca scientifica

Se l’ingresso in Italia è nell’ambito di ricerca scientifica, lo straniero deve fare
ingresso in Italia con un visto per studio, e al momento della presentazione della domanda per l’ottenimento del permesso di soggiorno, dovrà allegare, oltre alla documentazione necessaria, anche la fotocopia di documentazione attestante l’incarico svolto presso l’Ente di Ricerca.

  • Permesso di soggiorno per affari

Questo tipo di permesso è rilasciato allo straniero che intenda viaggiare per finalità economico – commerciali per un periodo superiore a 3 mesi.

-Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:
-Dichiarazione della società relativa ai rapporti di affari in corso (dichiarazione dell’operatore economico di riferimento o dell’interessato inerente le finalità del viaggio con indicato il periodo di permanenza).

  • Permesso di soggiorno per cure mediche

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

-Dichiarazione della struttura sanitaria italiana prescelta che indichi il tipo di cura, la data di inizio e la durata presunta del trattamento terapeutico;

– Attestazione dell’avvenuto deposito cauzionale in base al costo presumibile delle prestazioni sanitarie richieste.

In caso ci fosse un accompagnatore, è necessario allegare la documentazione attestante la disponibilità in Italia di vitto e alloggio per quest’ultimo, per tutto il periodo di convalescenza dell’interessato.

  • Permesso di soggiorno per gara sportiva

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

Attestazione della società sportiva con la quale si svolgerà l’attività;

Dichiarazione della società attestante l’alloggio e la copertura assicurativa.

  • Permesso di soggiorno per motivi umanitari

Il permesso di soggiorno per motivi umanitari viene rilasciato in seguito alla richiesta di protezione internazionale alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Per ottenere tale permesso bisogna presentare la seguente documentazione:

-4 foto formato tessera;
-Fotocopia del codice fiscale;
-Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
-Copia della decisione della Commissione territoriale;
-Dichiarazione di ospitalità.

Il permesso di soggiorno per motivi umanitari ha validità di un anno e, per poter essere rinnovato, è necessario avere tutti i requisiti richiesti per il primo rilascio.

  • Permesso di soggiorno per asilo politico

Il permesso di soggiorno asilo politico viene rilasciato in seguito al riconoscimento dello status di rifugiato dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Dichiarazione di ospitalità;
  • Decisione della Commissione territoriale.
  • Permesso di soggiorno per status di apolide

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Copia del provvedimento di riconoscimento dello status di apolide. Tale riconoscimento può essere richiesto presso la Prefettura della provincia di residenza presentando domanda con allegata la seguente documentazione:
    • Atto di nascita;
    • Documentazione relativa alla residenza in Italia;
    • Tutti i documenti idonei a dimostrare lo status di apolide;
    • Permesso di soggiorno in corso di validità in Italia;
    • Eventuale altra documentazione nel caso di situazioni specifiche.
  • Duplicato del Permesso di soggiorno

 Per richiedere il duplicato del permesso di soggiorno bisogna presentare la seguente documentazione:

-Istanza compilata e sottoscritta dall’interessato (Modulo 1 del kit a banda gialla);
-Fotocopia di tutto il passaporto o di altro documento equipollente;
-Fotocopia della denuncia di furto o smarrimento presentata presso gli Uffici delle Forze di Polizia.

Conversione del permesso di soggiorno

Sei in Italia e hai un permesso di soggiorno valido, ma la tipologia non risponde più alle tue esigenze?

Puoi convertirlo! Scopri come fare, ma RICORDA: puoi convertire il tuo permesso di soggiorno solo in caso ci siano le quote di ingresso previste dal Decreto Flussi.

DOVE PRESENTARE LA DOMANDA?

Presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente per la verifica della disponibilità di quote di ingresso.

ALCUNI CASI NEL DETTAGLIO:

  1. Conversione del permesso di soggiorno per motivi di studio a:
  • Lavoro autonomo: inoltra allo Sportello Unico per L’immigrazione della tua provincia di residenza il Modello Z  adeguatamente compilato e, successivamente, presenta la richiesta di certificazione attestante il possesso dei requisiti per lavoro autonomo[1].

RICORDA! La domanda dovrà essere corredata della documentazione indicata nella stessa modulistica e variabile in base alla tipologia di lavoro autonomo per la quale si richiede la certificazione.

Se hai completato uno dei seguenti corsi di studi in Italia:

  • Laurea triennale (180 crediti formativi universitari o CFU);
  • Laurea specialistica biennale (120 CFU);
  • Laurea magistrale (300 CFU);
  • Diploma di specializzazione (durata minima 2 anni);
  • Dottorato di ricerca universitaria (durata minima 3 anni);
  • Master universitario di I livello, post laurea triennale (durata minima 1 anno);
  • Master universitario di II livello, post laurea specialistica o magistrale (durata minima 1 anno);
  • Attestato o diploma di perfezionamento, post laurea specialistica o magistrale (durata 1 anno),

potrai ottenere la conversione del tuo permesso per studio in un permesso per lavoro autonomo al di fuori delle quote flussi presentando, oltre alla documentazione sopraindicata, una copia del diploma o attestato che certifichi il conseguimento del titolo di studio o il completamento del tirocinio.

  • Lavoro subordinato: se lavori per una quantità di ore superiori a quelle consentite dal tuo permesso di soggiorno puoi richiederne la conversione in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, compilando il modello V2  per la domanda di verifica della sussistenza di quote per lavoro subordinato, sul sito dedicato del Ministero dell’Interno (https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp) e presentando la seguente documentazione:
  • Copia di un documento di identità in corso di validità;
  • Copia del permesso di soggiorno del quale si richiede la conversione;

________________________

[1]Art. 6, comma 1 del Testo Unico Immigrazione.

  • Copia del documento di identità del datore di lavoro;
  • Copia del contratto di assunzione, firmato dal solo datore di lavoro e la proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato (tipologia di contratto, orario di lavoro, località di impiego, ecc.);
  • Certificato di idoneità alloggiativa e copia del contratto d’affitto;
  • Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • Copia della dichiarazione del reddito dell’azienda.

In entrambi i casi, lo Sportello Unico per l’Immigrazione verifica la sussistenza dei requisiti e in caso di esito positivo consegna, sia al datore di lavoro che all’interessato, una copia del contratto di soggiorno firmato da entrambi le parti e timbrato dall’autorità e il modulo già compilato per la richiesta del permesso di soggiorno da inviare alla Questura tramite il kit delle poste. La Questura, infine, dopo tutti gli accertamenti necessari, rilascia il permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo a seconda del caso.

  1. Conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale a lavoro subordinato:

Presenta la tua domanda di conversione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione compilando il modello VB sul sito dedicato del Ministero dell’Interno, allegando la seguente documentazione:

  • Due marche da bollo del valore di 16,00 euro cadauna (da apporre sulla domanda e sul nulla osta);
  • Copia del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in corso di validità;
  • Copia del contratto di lavoro subordinato non stagionale;
  • Copia del documento di identità del datore di lavoro;
  • Copia del passaporto del richiedente in corso di validità;
  • Comunicazione obbligatoria di assunzione relativa al primo ingresso (modello Unilav di assunzione).

Successivamente, lo Sportello Unico per l’Immigrazione fisserà un appuntamento per la firma del contratto di soggiorno e rilascerà il modulo per la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato da inviare alla Questura tramite il kit delle poste.

La Questura poi rilascerà il permesso di soggiorno per lavoro subordinato dopo aver completato la procedura necessaria per il rilascio.

Tutta la procedura viene completata direttamente in Italia, senza il bisogno che tu rientri in Patria per fare il visto per motivi di lavoro subordinato.[1] http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Documents/conversione%20del%20permesso%20di%20soggiorno%20stagionale%20per%20lavoro%20subordinato.pdf).

  1. Conversione del permesso di soggiorno di altro tipo in permesso di soggiorno per motivi familiari:

Chi può richiederla?

________________________

[1] Circolare del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 35 del 5 novembre 2013. Per vederla clicca qui.

  • Lo straniero, regolarmente soggiornante in Italia da almeno un anno, che abbia contratto matrimonio in Italia con cittadino italiano o con cittadino di un altro Stato membro dell’Unione Europea o con cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia;
  • Il familiare straniero regolarmente soggiornante in Italia, che sia in possesso dei requisiti per il ricongiungimento familiare con straniero regolarmente soggiornante in Italia;
  • Il familiare straniero regolarmente soggiornante in Italia, che sia in possesso dei requisiti per il ricongiungimento con il cittadino italiano o di uno stato membro dell’Unione Europea residente in Italia o con straniero regolarmente soggiornante.

Quali documenti devo presentare?

  • Istanza compilata e firmata dall’interessato (Modulo 1 del kit delle poste);
  • Fotocopia di tutto il passaporto o di un documento equipollente;
  • Documentazione anagrafica comprovante il legame familiare;
  • Fotocopia della dichiarazione dei redditi del familiare straniero con il quale si chiede la coesione;
  • Certificato di idoneità alloggiativa ai sensi dell’art. 29, comma 3, lett. a), Decreto Legislativo n. 286/98 e succ. mod. rapportato alla composizione del nucleo familiare.

Quali sono i parametri di reddito da dimostrare[1]?

  • per 1 familiare: l’importo annuo dell’assegno sociale;
  • per 2 o 3 familiari: il doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale;
  • 4 o più: il triplo dell’importo annuo dell’assegno sociale.

Il reddito può essere provato con la copia della dichiarazione dei redditi, oppure nei casi in cui l’ordinamento non disponga l’obbligo della dichiarazione dei redditi, con altra documentazione. Per la determinazione del reddito si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente.

RICORDA!

  1. Si può richiedere la conversione entro un anno dalla data di scadenza del permesso di soggiorno originariamente posseduto dal familiare, cioè entro un anno di validità del permesso di soggiorno[2];
  2. Se la documentazione anagrafica proviene dall’estero deve essere tradotta e legalizzata secondo la corretta procedura.
  3. Se la documentazione anagrafica è registrata nei registri di stato civile italiani la compilazione del Modulo 1 equivale ad autocertificazione;
  4. Se sei in possesso di permesso di soggiorno per cure mediche e vuoi convertirlo in un permesso di soggiorno per motivi di famiglia dovrai presentare domanda presso la Questura;
  5. Se presenti domanda per la conversione del permesso di soggiorno (qualunque sia la tipologia) NON devi pagare il contributo previsto per il rilascio.
  1. Conversione tacita:

Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato, di lavoro autonomo e per motivi di famiglia può essere utilizzato per le altre attività consentite anche senza una formale conversione[3].

________________________

[1] Art. 29, comma 3, lett. b), del decreto legislativo n. 286/98 e succ. mod.

[2]  Art. 30 del Testo Unico sull’Immigrazione

[3] Art. 6 del Testo Unico sull’Immigrazione

Partendo da ciò, l’art. 14, comma 1 del Regolamento Attuativo (Dpr 394/1999) del Testo Unico sull’Immigrazione, disciplina alcuni casi particolari in cui si può parlare di “conversione tacita”.

In questi casi la conversione avviene al momento del rinnovo del permesso di soggiorno attraverso la modifica della motivazione per il quale quest’ultimo viene richiesto e, dunque, non c’è bisogno di recarsi in Questura per effettuare la specifica richiesta.

Quali sono le ipotesi previste dall’art. 14?

  1. a) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato non stagionale consente l’esercizio di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio eventualmente prescritto e sempre che sussistano gli altri requisiti o condizioni previste dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività lavorativa in forma autonoma, nonché l’esercizio di attività lavorativa in qualità di socio lavoratore di cooperative;
  2. b) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo consente l’esercizio di lavoro subordinato, per il periodo di validità dello stesso, previo inserimento nell’elenco anagrafico o, se il rapporto di lavoro è in corso, previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro;
  3. c) il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per ingresso al seguito del lavoratore, per motivi umanitari ovvero per integrazione minore, consente l’esercizio del lavoro subordinato e del lavoro autonomo alle condizioni di cui alle lettere a) e b);
  1. d) il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, autonomo e per motivi di famiglia può essere convertito in permesso di soggiorno per residenza elettiva.

Convocazione dell’Assemblea dell’Associazione

I Signori Soci dell’Associazione Welcome Association Italy – W.A.I. sono convocati in Assemblea che si terrà presso la sede sociale di Viale dell’Università n.25 – 00185 Roma, alle ore 02:00, il giorno 26/07/2016 per discutere sul seguente ordine del giorno:
1) quota associativa e durata iscrizione all’associazione;
2) servizi compresi nella quota associativa;

Nel caso in cui l’assemblea non risultasse in numero legale in prima convocazione, fin d’ora viene fissata la seconda convocazione per il giorno 27/07/2016 nel medesimo luogo alle ore 15:30.

Il Vicepresidente
Michele Tita

Roma, 14/07/2016

Scarica il pdf della convocazione

Come ottenere la cittadinanza italiana

In Italia, la competenza a emanare i decreti di concessione della cittadinanza spetta[1]:

  • Al Prefetto per le domande presentate dallo straniero residente legalmente in Italia;
  • Al Ministro dell’Interno nel caso in cui sussistano ragioni riguardanti la sicurezza della Repubblica;
  • al Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero.

Puoi acquisire il diritto di cittadinanza in diversi modi[2]:

  • Per nascita (IUS SANGUINIS);
  • Per adozione: minorenne che venga adottato da cittadini italiani;
  • Per nascita sul territorio italiano (IUS SOLI);
  • Per acquisto volontario:.
  • in base ad una dichiarazione;
  • a seguito di matrimonio[3];
  • per naturalizzazione[4].
  • Acquisizione della cittadinanza per nascita (IUS SANGUINIS):

Avviene nel caso in cui almeno uno dei genitori biologici ha la cittadinanza italiana.

  •  Acquisizione della cittadinanza per adozione:

Se sei stato adottato da genitori italiani e la tua adozione è stata effettuata in Italia, allora acquisti la cittadinanza italiana tramite provvedimento dell’Autorità Giudiziaria italiana. Se, invece, la tua adozione è stata effettuata all’estero, allora il provvedimento dovrà essere emanato dall’Autorità straniera e reso valido in Italia con ordine di trascrizione nei registri dello Stato civile emanato dal Tribunale dei minorenni.

Se sei maggiorenne, puoi acquisire la cittadinanza italiana per naturalizzazione, una volta trascorsi 5 anni di residenza legale in Italia dal momento della tua adozione.

  • Acquisizione della cittadinanza per nascita sul territorio italiano (IUS SOLI):

 In Italia trova applicazione in circostanze eccezionali: se i genitori sono ignoti o apolidi, oppure se i genitori non trasmettono la propria cittadinanza al figlio secondo le disposizioni della legge dello Stato di appartenenza o se il minore è stato rinvenuto in una condizione di abbandono sul territorio italiano.

  • Acquisizione volontaria della cittadinanza:
  • In base a una dichiarazione:

Se sei nato in Italia e hai vissuto legalmente e senza interruzioni sul territorio italiano, allora puoi richiedere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento della maggiore età[5]. Ti sarà sufficiente presentare una dichiarazione di volontà, che deve essere resa presso l’ufficiale di Stato Civile entro il compimento del diciannovesimo anno di età. Dopo la verifica dei requisiti da parte dell’Ufficio di Stato civile, dovrai prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana[6].

Se discendi da un cittadino italiano per nascita, o svolgi il servizio militare nelle Forze armate o assumi un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, oppure se risiedi in Italia nei due anni precedenti la maggiore età.

  • In seguito a matrimonio con un cittadino italiano:

Se hai sposato un cittadino italiano e sono passati due anni (tre se residenti all’estero) dal tuo matrimonio, durante i quali sei stato residente in Italia, puoi fare richiesta per l’ottenimento della cittadinanza italiana. In caso tu e il tuo coniuge abbiate uno o più figli, i termini per presentare la domanda sono dimezzati.

Come effettuare la domanda di cittadinanza

Collegati al sito https://cittadinanza.dlci.interno.it, e registrati al portale per ottenere le credenziali di accesso. Dopo aver effettuato il login dovrai compilare tutti i campi previsti dal modulo e inserire i seguenti documenti obbligatori[7]:

  • Regolarità della residenza legale (iscrizione anagrafica o titolo di soggiorno) da almeno due anni nel territorio della Repubblica dopo il matrimonio o altri termini previsti dalla legge;
  • Certificato di nascita del Paese di origine completo di tutte le generalità;
  • Certificato penale del tuo Paese e, nel caso in cui tu abbia vissuto in un altro Paese (oltre a quello di origine e all’Italia) dopo aver compiuto 14 anni, dovrai presentare anche quello del Paese terzo;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro.
  • Copia del documento di riconoscimento autenticata dalla Rappresentanza diplomatico/consolare dello Stato che lo ha rilasciato.

Una volta inoltrata la domanda telematica, verrai convocato presso la Rappresentanza diplomatica che ha ricevuto la richiesta per l’identificazione e il completamento della domanda, alla quale bisognerà consegnare copia cartacea dei documenti precedentemente inseriti online più i seguenti documenti:

  • Estratto dell’atto di matrimonio;
  • Certificato di stato di famiglia;
  • Certificato di cittadinanza italiana del coniuge.

Questi ultimi documenti sono sostituiti, in caso il richiedente sia cittadino comunitario, da autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 e da ultimo dalla legge 183/2011.

Tutti i documenti prodotti nel Paese di origine devono essere tradotti in italiano e legalizzati secondo la procedura per poter essere validi legalmente in Italia.

La cittadinanza per matrimonio è riconosciuta dal Prefetto della provincia di residenza del richiedente.

In base all’art. 4, comma 5 del D.P.R. n. 572/93 (Regolamento di esecuzione) il Ministero dell’Interno può richiedere, a seconda dei casi, altri documenti.

NB: Al momento dell’adozione del decreto di concessione, non ci deve essere stato lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve  sussistere  la separazione personale dei coniugi, il  rapporto coniugale non deve essere meramente strumentale ma  certo, effettivo e duraturo.

  • Naturalizzazione:

Se risiedi sul territorio italiano da almeno dieci anni puoi richiedere la cittadinanza italiana[8]. Ci sono comunque alcune eccezioni. Puoi richiedere la cittadinanza se risiedi in Italia da:

  • 3 anni se sei nato e risiedi in Italia o se tuo padre, tua madre o uno dei tuoi ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati italiani per nascita;
  • 4 anni se sei cittadino di uno stato membro dell’Unione Europea;
  • 5 anni se sei apolide o rifugiato politico oppure se vieni adottato e sei maggiorenne.
  • non è richiesto alcun periodo di residenza per gli stranieri che hanno prestato servizio allo Stato per un periodo di almeno cinque anni, anche all’estero.

Come effettuare la domanda di cittadinanza

Collegati al sito https://cittadinanza.dlci.interno.it, e registrati al portale per ottenere le credenziali di accesso. Dopo aver effettuato il login dovrai compilare tutti i campi previsti dal modulo e inserire i seguenti documenti obbligatori:

  • Documento di riconoscimento in corso di validità;
  • Certificato penale del Paese di origine (ed eventualmente di Paesi terzi di residenza) completo di traduzione legalizzata;
  • Certificato di nascita e relativa traduzione legalizzata nel caso fosse scritto in una lingua differente dall’italiano;
  • Permesso di soggiorno o attestazione di soggiorno;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro per il contributo;
  • Estremi di una marca da bollo telematica del valore di 16,00 euro;
  • Autocertificazione di possesso di un reddito sufficiente all’auto sostentamento, secondo il parametro fissato per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, che dovrà essere minimo:
    • 263,31 euro annui per richiedenti senza persone a carico;
    • 362,05 euro annui per i richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico;
  • Se sei straniero apolide o rifugiato politico dovrai allegare il certificato di riconoscimento di tale stato. Bisognerà inoltre portare in visione l’originale.

RICORDA!

  • Per completare la procedura e ottenere la cittadinanza italiana entro sei mesi dalla notifica dovrai prestare giuramento alla Repubblica Italiana presso il Comune in cui risiedi[9].

NB: L’atto di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione a seguito di residenza è di natura discrezionale per cui, oltre ai requisiti prescritti dalla legge, si devono valutare tutti quegli elementi che di fatto motivano l’opportunità della concessione. L’accertamento è rivolto all’esistenza di un interesse pubblico generale alla concessione.

Cosa devo fare se sono trascorsi più di 730 giorni?

Se, trascorso tale periodo, la pratica non risultasse conclusa, puoi inviare dei solleciti alla Pubblica Amministrazione entro l’anno da quando sono decorsi i due anni senza ottenere risposta[11].

Se la hai presentato domanda per matrimonio, questa non può essere rigettata oltre i 730 giorni[12]. Diventi quindi titolare di un diritto soggettivo, per far valere il quale puoi ricorrere al giudice ordinario. Quest’ultimo, dopo aver effettuato la verifica dei requisiti, ti riconosce la cittadinanza nel caso in cui il Ministero non abbia adottato il decreto di riconoscimento o di rifiuto della cittadinanza entro i termini stabiliti.

Se, invece, hai presentato domanda per residenza, l’eventuale ritardo della procedura non significa il rifiuto o l’accoglienza della stessa. In questo caso, puoi presentare istanza al Tribunale amministrativo regionale (TAR) il quale, in caso di una tua vittoria della causa, può obbligare il Ministero dell’Interno a concludere la pratica.

CASI PARTICOLARI

  • Concessione della cittadinanza per meriti speciali

Il Presidente della Repubblica può concederti la cittadinanza italiana emanando un decreto[13], dopo aver sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministero dell’interno, nel caso in cui tu abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.

Tale procedura non può essere avviata da te direttamente, ma, dopo una tua dichiarazione di assenso all’acquisto della cittadinanza, c’è bisogno di una proposta presentata da enti, personalità pubbliche o altri che comprovino una diffusa valutazione circa la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge in capo all’eventuale destinatario.

Anche in questo caso il decreto presidenziale di concessione della cittadinanza italiana non ha efficacia se non presti il giuramento di fedeltà alla Repubblica previsto dall’art. 10 della legge.

  • Concessione della cittadinanza in base a leggi speciali

 La Legge 14 dicembre 2000, n. 379[14] riconosce la cittadinanza italiana ai nati e già residenti nei territori dell’ex impero austro-ungarico e ai loro discendenti che abbiano i seguenti requisiti:

  • nascita e residenza dell’avo nei territori già appartenenti all’Impero austro-ungarico e acquisiti dall’Italia alla fine della prima guerra mondiale in attuazione del Trattato di San Germano;
  • emigrazione all’estero dell’avo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 1867 e il 16 luglio 1920.
  • La Legge 8 marzo 2006, n. 124[15] riconosce la cittadinanza italiana a coloro i quali erano residenti in Istria, Fiume e Dalmazia (e ai loro discendenti) nel periodo fra il 1940 e il 1947 avendo perso la cittadinanza italiana a causa della cessione dei suddetti territori alla Repubblica Jugoslava in seguito ai Trattati di Parigi del 10 Febbraio 1947 e a coloro i quali erano residenti fino al 1977 nella zona B dell’ex Territorio Libero di Trieste (e ai loro discendenti) che hanno perso la cittadinanza italiana a causa della cessione del suddetto territorio alla Repubblica Jugoslava in seguito al Trattato di Osimo del 10 Novembre 1975.

Per ottenere la cittadinanza in base a una delle leggi sopracitate, al momento della domanda dovrai presentare la seguente documentazione:

  1. Atto di nascita;
  2. Certificato attestante il possesso di cittadinanza straniera;
  3. Certificato di attuale residenza;
  4. Certificazione dalla quale risulti che l’interessato alla data di entrata in vigore del Trattato di interesse era cittadino italiano (oppure documentazione equipollente quale foglio matricolare, passaporto, ecc.);
  5. Attestazione rilasciata da eventuali Circoli, Associazioni o Comunità di italiani presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la data di iscrizione, la lingua usuale dell’interessato ed ogni altro utile elemento comprovante la conoscenza della lingua italiana;
  6. Ogni altra documentazione utile a comprovare la conoscenza del richiedente della lingua e della cultura italiana;
  7. Ricevuta del versamento di 200,00 euro;
  8. Solo in caso si richieda la cittadinanza in base alla legge 14 dicembre 2000, n. 379, allegare la certificazione o documentazione idonea a dimostrare la residenza alla data del 10.6.1940 nei territori ceduti.

I figli o discendenti in linea retta dei beneficiari di tali norme, al momento della presentazione della domanda per la cittadinanza italiana dovranno allegare i seguenti documenti:

  • Certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell’ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti 4-5-6 (e 7 in caso di richiesta in base alla legge 14 dicembre 2000, n. 379);
  • Certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente;
  • Certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro;
  • Attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunità di italiani, presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la conoscenza della lingua e cultura italiane in capo ai richiedenti;
  • Ogni altra utile documentazione idonea a comprovare la conoscenza della lingua e cultura italiane.

PERDITA E RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA

ATTENZIONE: LA CITTADINANZA ITALIANA SI PUO’ PERDERE.

COME?

Ci sono due modi:

  1. Automaticamente:
  • Se il cittadino che si arruoli volontariamente nell’esercito di uno Stato straniero o che accetti una carica o un incarico pubblico presso uno Stato straniero o un ente straniero cui l’Italia non partecipa e non ottemperi, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo italiano può rivolgergli di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare[16];
  • In caso di guerra contro uno Stato straniero il cittadino italiano presti servizio militare o svolga un incarico pubblico presso lo stato avversario[17];
  • In caso al cittadino italiano adottato venga revocata l’adozione per un fatto a lui imputabile[18].
  1. Presentando richiesta formale:

Può essere presentata da:

  • Cittadino adottato maggiorenne, in caso di revoca dell’adozione per un fatto imputabile ai genitori adottivi[19];
  • Cittadino italiano che decide di stabilire la propria residenza all’estero e possiede, acquista o riacquista un’altra cittadinanza[20];
  • Cittadino italiano maggiorenne che abbia acquisito la cittadinanza da minorenne a seguito di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte di uno dei genitori[21].

Cosa serve:

  • Certificato di cittadinanza italiana;
  • Documentazione relativa al possesso di cittadinanza straniera;
  • Se richiesta, documentazione relativa alla residenza all’estero;
  • Atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale è stato iscritto o trascritto;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro.

Se entrambi i genitori perdono la cittadinanza italiana o acquistano una cittadinanza straniera il figlio minorenne NON perde la propria cittadinanza italiana.

ATTENZIONE: LA CITTADINANZA ITALIANA, SE PERSA, PUO’ ESSERE RIACQUISTATA[22]

COME?

Presentando una dichiarazione presso l’Ufficio consolare competente, alla quale bisognerà allegare i seguenti documenti:

  • Atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale è stato iscritto o trascritto;
  • Documentazione che attesti il trascorso possesso della cittadinanza italiana;
  • Documentazione che attesti il possesso della cittadinanza straniera o lo stato di apolidia;
  • Certificato di situazione familiare.

IMPORTANTE: La legge italiana prevede la possibilità di avere doppia cittadinanza. Non è così per tutti gli Stati. Prima di richiedere la cittadinanza italiana è bene informarsi se l’ottenimento della quale comporti la perdita della cittadinanza di origine.


NOTE

[1] Direttiva del Ministro dell’Interno del 7 marzo 2012

[2] Legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[3] Art 5 l. 91/92

[4] Art 9 l.91/92

[5] Art. 4 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[6] Art. 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[7] Circolare del Ministero dell’Interno del 6 agosto 2009

[8] Art. 9 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[9] Art. 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[10] Art. 3 del D.P.R. n.362/1994

[11] Legge 241/90 sulle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi

[12] Art. 8, comma 2 della legge n. 91/92 sulla cittadinanza

[13] Art. 9, comma 2 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[14] http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000;379

[15] http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;124

[16] art. 12, comma 1 legge n. 91/92

[17] art. 12, comma 2 legge n. 91/92

[18] art. 3, comma 3 legge n. 91/92

[19] art. 3, comma 4 legge n. 91/92

[20] art. 11 legge n. 91/92

[21] art. 14 legge n. 91/92

[22] Art. 13 della legge 91/92

Come rendere legalmente valido un documento straniero in Italia

Hai un documento scritto in una lingua diversa dall’italiano e vuoi renderlo legalmente valido in Italia?

Ecco come fare:

LEGALIZZAZIONE: è l’apposizione di un timbro sul documento originale che attesta sia la qualifica del pubblico ufficiale che ha firmato l’atto, sia l’autenticità della sua firma. Per ottenere questo timbro, dovrai recarti presso la Rappresentanza Diplomatica o Consolare Italiana presente sul territorio straniero in cui è stato redatto l’atto da legalizzare. Se l’atto è rilasciato da un’autorità estera in Italia, deve essere legalizzato dal Prefetto nella cui circoscrizione si trova l’autorità stessa (fanno eccezione la Valle D’Aosta, in cui è competente il Presidente della Regione, e le province di Trento e Bolzano, per cui è competente il Commissario di Governo).

TRADUZIONE: nel caso in cui il documento non sia redatto su modello plurilingue previsto da Convenzioni Internazionali, deve essere tradotto in italiano. Gli atti e i documenti formati dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero non devono essere legalizzati.

APOSTILLE : Nei Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione de L’Aia del 5 ottobre 1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri, la necessità di legalizzare gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere è sostituita da un’altra formalità: l’apposizione della “postilla” (o apostille). Pertanto, una persona proveniente da un Paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso la Rappresentanza consolare e chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso la competente autorità interna designata da ciascuno Stato – e indicata per ciascun Paese nell’atto di adesione alla Convenzione stessa (normalmente si tratta del Ministero degli Esteri) – per ottenere l’apposizione dell’apostille sul documento. Così perfezionato, il documento viene riconosciuto in Italia.

Consulta l’elenco aggiornato dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione de L’Aja e delle autorità competenti all’apposizione dell’apostille per ciascuno degli Stati sul sito web della Conferenza de L’Aja di diritto internazionale privato.

ASSEVERAZIONE: è un atto pubblico attraverso il quale viene certificata la corrispondenza dei contenuti della traduzione rispetto al documento originale. Conosciuto anche come “traduzione giurata”, consiste appunto nel giuramento della traduzione presso il tribunale, il quale attesta che la traduzione si attiene fedelmente al documento originale per tutta la sua lunghezza. Il documento tradotto da asseverare deve essere completo di una marca da bollo del valore di 16,00 euro se la traduzione è di massimo 100 righe, verbale di giuramento incluso. Alla riga 101, e successivamente ogni 100 righe, va applicata un’altra marca da 16,00 euro. Le marche verranno annullate in sede di giuramento dal funzionario del tribunale.
Attraverso l’asseverazione, colui che provvede a prestare giuramento si fa carico di tutte le responsabilità derivanti dalla veridicità della propria dichiarazione. Il suddetto funzionario provvede infine a timbrare il documento, che risulta dunque asseverato ed è così valido in territorio italiano.

Permesso di soggiorno per motivi di studio

Sei un cittadino extracomunitario e vuoi studiare in Italia?

Se intendi restare in Italia per più di tre mesi, allora avrai bisogno del permesso di soggiorno per motivi di studio.

• Ecco come ottenerlo:

1. Devi presentare richiesta entro 8 giorno dal tuo arrivo in Italia presso le Poste Italiane che abbiano lo Sportello Amico, compilando il kit a banda gialla che ti verrà fornito.

2. Al modulo 1 compilato e firmato, dovrai allegare i seguenti documenti:

– Fotocopia di tutto il passaporto;
– Fotocopia della certificazione attestante il corso di studi che seguirai in Italia, debitamente visionata dalla Rappresentanza Diplomatica/Consolare Italiana all’atto del rilascio del visto d’ingresso;
– Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida nel territorio nazionale per il periodo di durata del tuo soggiorno;
– 4 foto formato tessera;
– Marca da bollo del valore di 16,00 Euro;
– Ricevuta del contributo pari a :
o 80,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiori o pari a un anno;
o 100,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
– 27,50 Euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico,
– 30,00 Euro per le spese di spedizione postale.

Il permesso di soggiorno ti verrà rilasciato entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.

• Ricorda:

– Il permesso di soggiorno per motivi di studio NON può essere per la frequenza di un corso di studi diverso da quello per il quale è stato concesso il visto d’ingresso ad eccezione del passaggio ad altra facoltà concesso dall’Autorità accademica e dell’accesso ad un corso di tipo universitario intrapreso al termine della frequenza in Italia o ad un corso di livello superiore;

– Il permesso di soggiorno per motivi di studio autorizza lo svolgimento di attività lavorativa part-time per un massimo di 20 ore settimanali e un limite annuale di 1.040 ore . In caso si superino tali limiti, può essere convertito in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Il tuo permesso di soggiorno per motivi di studio è scaduto o sta per scadere?

• Ecco come rinnovarlo:

1. Devi presentare richiesta di rinnovo presso le Poste Italiane.
IMPORTANTE: devi essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per il primo rilascio;

2. Dovrai allegare, inoltre, i seguenti documenti:

– Fotocopia dell’attestazione del possesso di adeguate risorse finanziarie per il proprio sostentamento durante il soggiorno in Italia. Se sei uno studente lavoratore, potrai dichiarare e dimostrare il tuo reddito compilando il modulo 2 presente nel kit;
– Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida nel territorio nazionale per il periodo di durata del tuo soggiorno;
– Fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
– Fotocopia della certificazione attestante il superamento di almeno un esame di profitto se stai rinnovando il tuo permesso di soggiorno per la prima volta. Per i successivi rinnovi sarà necessaria una certificazione che attesti il superamento di almeno due esami, salvo cause di forza maggiore,
– Versamento di 30,00 Euro per le spese di spedizione postale.

In attesa del tuo permesso di soggiorno, potrai esibire la ricevuta della raccomandata che attesta che hai fatto domanda di rinnovo, insieme al permesso di soggiorno scaduto .

• Ricorda:

Il permesso di soggiorno per motivi di studio:

– Può essere rinnovato SOLO SE il visto di ingresso è stato rilasciato per la frequenza di un corso pluriennale e, in ogni caso, NON può essere rinnovato per un periodo superiore alla durata del corso di studi e per un periodo superiore a tre anni oltre la durata del corso di studi pluriennale;

– Viene rinnovato agli studenti che durante il primo anno di corso abbiano superato una verifica di profitto e negli anni successivi almeno due verifiche. Per gravi motivi di salute o di forza maggiore, debitamente documentati, può essere rinnovato anche allo studente che abbia superato una sola verifica, fermo restando il numero complessivo di rinnovi;

– Può essere rinnovato ulteriormente per conseguire il titolo di specializzazione o il dottorato di ricerca, per la durata complessiva del corso, rinnovabile per un anno.