Nulla osta al matrimonio per cittadini stranieri

Stai preparando il tuo matrimonio nel nostro Paese? Il tuo coniuge è italiano?
I matrimoni misti in Italia sono regolati da alcuni specifici iter burocratici da completare per tempo.
È consigliabile quindi muoversi con largo anticipo, per evitare spiacevoli imprevisti.
Secondo quanto stabilito dalle comunicazioni ufficiali della Farnesina, il matrimonio celebrato nel nostro Paese tra un cittadino straniero (di qualsiasi nazionalità) e un cittadino italiano verrà svolto seguendo l’ordinamento in vigore sul territorio italiano.

Quali sono i documenti che il futuro coniuge (straniero) dovrà fornire?
In primis carta d’identità o passaporto in vigore, accompagnato dal nulla osta al matrimonio (ex art.116 del Codice Civile) tradotto e apostillato, da richiedere all’autorità competente del proprio paese di origine o attraverso l’ente consolare di riferimento in Italia.
Il nulla-osta è un certificato che attesta l’assenza di impedimenti per contrarre matrimonio secondo le leggi italiane.
Il documento presentato dovrà contenere le seguenti informazioni:Nulla

  • Indicazione che non vi sono impedimenti al matrimonio secondo le leggi dello Stato di appartenenza
  • Cognome e nome
  • Luogo e data di nascita
  • Generalità dei genitori del nubendo
  • Cittadinanza
  • Residenza (Comune di residenza italiano o Comune estero di residenza)
  • Stato civile

Eccezione fatta per gli stati stranieri appartenenti alla Convenzione di Monaco del 1980 (Austria, Germania, Grecia, Lussemburgo, Moldavia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera e Turchia): per le persone provenienti da questi paesi il nulla-osta sarà sostituito dal Certificato di capacità matrimoniale rilasciato dalle autorità competenti del proprio paese in formato plurilingue.

Caso a parte ancora se il futuro marito o moglie proviene dagli Usa o dall’Australia: in sostituzione del nulla-osta dovrà essere presentata una dichiarazione giurata davanti all’autorità del Consolato competente nel territorio italiano, insieme agli altri documenti (tradotti e apostillati) che vengono solitamente rilasciati dalle autorità del proprio paese di origine, quando si contrae matrimonio.

Per alcuni paesi come l’India non sono stati ancora definiti degli accordi specifici con l’Italia o l’Unione Europea: è consigliabile informarsi con molto anticipo presso l’entità consolare di riferimento in Italia.

Bonus mamma: valido anche senza carta di soggiorno?

Che cos’è il Bonus Mamma?
La legge 11 dicembre 2016, n. 232, entrata in vigore lo scorso 1° gennaio 2017, ha stabilito un bonus di 800 euro – corrisposto in un’unica soluzione – per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017.
La domanda deve essere presentata dalla futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affido.
L’assegno è volto a sostenere i costi per i primi mesi della nascita, per il mantenimento del neonato e le relative visite mediche.

Chi può fare richiesta del bonus?

È rivolto alle mamme o future mamme che:
– abbiano compiuto il settimo mese di gravidanza
– appena partorito
– adottato un minore (adozione nazionale o internazionale ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184;)
– avuto un bimbo in affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell’art. 22, c. 6, l. 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell’art. 34, l. 184/1983.

Quali sono i requisiti di cittadinanza per accedere al bonus mamma?

È necessario possedere la residenza in Italia e/o la cittadinanza italiana/comunitaria. Le cittadine non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane.

Per quanto riguarda le cittadine non comunitarie, devono essere in possesso del permesso di soggiorno UE per lunghi periodi, di cui all’articolo 9, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE previste dagli artt. 10 e 17, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, come da indicazioni ministeriali relative all’estensione della disciplina prevista in materia di assegno di natalità alla misura in argomento. (Circolare Inps del 6 dicembre 2016)

Quando bisogna presentare la domanda?

La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque entro un anno dalla nascita, adozione o affidamento.

Con quali modalità di pagamento verranno versati i soldi?

– bonifico domiciliato presso ufficio postale;

– accredito su conto corrente bancario;

– accredito su conto corrente postale;

– libretto postale;

– carta prepagata con IBAN.

 

Se  non sai come presentare la domanda, contatta WAI!
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Riconoscimento professionale: quali strade sono percorribili?

Sei in Italia ed intendi far valere la qualifica professionale conseguita all’Estero?
Quali strade sono percorribili per il riconoscimento?
Nel nostro Paese le professioni si distinguono essenzialmente in due categorie: “non regolamentate” e “regolamentate”.
Le prime sono quelle che si possono esercitare senza un titolo specifico, come ad esempio: arredatore, ballerino, cantante, pittore, regista, musicista, designer, interpreti, traduttori, ruoli nella pubblicità, marketing e comunicazione.
Per le professioni non regolamentate, non è necessario ottenere un riconoscimento legale del proprio titolo di studio ed inserirsi nel mercato lavorativo italiano.
Il discorso cambia se parliamo delle professioni regolamentate, disciplinate da una specifica legislazione nazionale, che definisce il titolo di studio ed i successivi anni di pratica (tirocinio) all’addestramento della professione, indispensabili per esercitare.

In questi casi è indispensabile il riconoscimento del titolo professionale ottenuto all’Estero da parte dell’autorità competente italiana.

L’Italia riconosce le qualifiche professionali estere applicando:

– alle qualifiche di provenienza UE la legislazione comunitaria; si tratta delle Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE, che prevedono il riconoscimento della professione estera: l’autorità italiana competente può subordinare il riconoscimento a una misura compensativa (esame attitudinale o tirocinio di adattamento);

– alle qualifiche di provenienza non-UE, il DPR 394/99, Artt. 49-50, e il successivo DPR 334/04, con cui si estende ai titoli non-comunitari la possibilità del riconoscimento professionale attraverso misure compensative.

Il riconoscimento professionale varia a seconda del settore e delle autorità competenti.

Ministero della Salute

Professioni: Dietista; Educatore professionale; Farmacista; Fisioterapista; Infermiere; Logopedista; Medico/Medico Specialista; Odontoiatra; Ostetrica; Ottico; Podologo; Psicologo; Psicoterapeuta; Tecnico audiometrista; Tecnico audioprotesista; Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione vascolare; Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro; Tecnico della riabilitazione psichiatrica; Tecnico di neurofisiopatologia; Tecnico ortopedico; Tecnico sanitario di laboratorio biomedico; Tecnico sanitario di radiologia medica; Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva; Veterinario.
Ministero della Giustizia

Professioni: Agente di cambio; Agronomo e forestale junior; Agrotecnico; Assistente sociale; Attuario; Attuario junior; Avvocato; Biologo; Biotecnologo agrario; Chimico; Consulente del lavoro; Dottore agronomo e dottore forestale; Dottore commercialista; Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro; Dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità; Geologo; Geometra; Giornalista; Ingegnere; Perito agrario; Perito industriale; Ragioniere; Tecnologo alimentare; Zoonomo.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

Professioni: Docente di scuola materna; Docente di scuola primaria; Docente di scuola secondaria (inferiore e/o superiore)

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca

Professioni: Architetto, Pianificatore territoriale, Paesaggista, Conservatore dei Beni Architettonici ed Ambientali, Architetto junior e Pianificatore junior

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Professione: Estetista

Ministero dello Sviluppo Economico

Professioni: Installazione impianti elettrici; Installazione impianti elettronici; Installazione impianti idraulici; Installazione impianti termici; Installazione impianti di trasporto del gas; Installazione impianti di sollevamento persone; Installazione impianti antincendio; Attività di pulizia; Attività di disinfestazione; Attività di derattizzazione; Attività di sanificazione; Carrozzeria; Meccanica e motoristica; Elettrauto; Gommista; Facchinaggio e movimentazione merci; Ausiliari del commercio (agente di commercio, agente di affari in mediazione, spedizioniere, mediatore marittimo); Mediatore marittimo; Barbiere; Parrucchiere.

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Professioni: Accompagnatore turistico; Guida turistica; Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento affari regionali, le autonomie e lo sport

Professione: Maestro di sci; Guida alpina.

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Riconoscimento non accademico

Sei in Italia ed intendi partecipare ad un concorso pubblico?
Vuoi iscriverti ad un centro per l’impiego, ma non sai come far valere il tuo titolo di studio conseguito all’Estero?
In Italia le procedure per il riconoscimento dei titoli di studio per scopi non accademici, come per il riconoscimento accademico, variano a seconda dell’esigenza.

1 – Concorsi Pubblici

Per accedere, come lavoratore, alla Pubblica Amministrazione in Italia in genere è necessario superare un concorso pubblico. Anche i possessori di un titolo di studio estero di qualsiasi livello (come la scuola secondaria o l’istruzione superiore), fermi restando i requisiti previsti dalla legge, possono partecipare a concorsi per accedere a posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche italiane, grazie ad una procedura di riconoscimento indicata all’art. 2 del DPR 189/2009.

Il procedimento di riconoscimento è finalizzato alla valutazione del titolo principale richiesto dal bando di concorso, ovvero valutare l’equivalenza del titolo straniero a quello italiano, senza che venga rilasciato un titolo italiano (equipollenza), pertanto è necessario allegare il bando di concorso specifico alla domanda di equivalenza

Tale procedura non si applica nel caso di “concorsi” riferiti a professioni regolamentate (es. insegnante) o nel caso di accesso a corsi di Dottorato di ricerca.

L’ente responsabile per questa procedura è la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – UOLP – Servizio per le assunzioni e la mobilità.

Se invece si è già in possesso di un titolo italiano principale e si desidera far valutare altri titoli esteri, si potrà applicare quanto disposto dall’art. 3 comma 1 lettera a) del DPR 30 luglio 2009, n. 189. Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.

2 – Fini Previdenziali

È possibile far valutare titoli di studio esteri a fini previdenziali, per il riscatto del relativo periodo di studio. Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.
La domanda dovrà essere presentata direttamente all’INPS che a sua volta invierà la documentazione al MIUR che emanerà entro 90 giorni il provvedimento conclusivo e lo comunicherà sia all’amministrazione, sia all’interessato.
Nel caso di esito negativo, è possibile presentare un’ istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

3 – Iscrizione ai Centri per l’impiego

La procedura per valutare titoli di studio esteri per l’iscrizione ai Centri per l’impiego, si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.

La domanda dovrà essere presentata direttamente ai Centri per l’Impiego che la invieranno al MIUR. Il provvedimento conclusivo sarà emanato entro 90 giorni e comunicato sia all’amministrazione, sia all’interessato. Nel caso la valutazione del titolo estero sia negativa, è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

4 – Accesso al praticantato/tirocinio con titolo estero

Per l’accesso al praticantato o al tirocinio è richiesta la valutazione dei titoli di studio come requisito per alcune professioni regolamentate. Tale valutazione è svolta dal MIUR sentito il Consiglio universitario nazionale e il Consiglio o Collegio nazionale della relativa categoria professionale, nel caso esista.

Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in Paesi UE, SEE/EFTA e nella Confederazione svizzera.

5 – Assegnazione di borse di studio e altri benefici

È possibile far valutare titoli di studio esteri per l’assegnazione di borse di studio e altri benefici erogati o riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni.
Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona. La domanda dovrà essere presentata direttamente all’amministrazione interessata che sarà competente della valutazione del titolo estero, acquisito il parere del MIUR. Nel caso di esito negativo è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

6 – Valutazione di titoli e certificazioni comunitarie

Le  amministrazioni italiane possono valutare, per Legge, qualifiche rilasciate da istituzioni di un Paese dell’Unione europea, nei casi di procedimento nel quale è richiesto il possesso di un titolo di studio, corso di perfezionamento, certificazione di esperienza professionale e ogni altro attestato per il riconoscimento di competenze acquisite.

L’amministrazione responsabile valuta la corrispondenza dei titoli o certificati acquisiti in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo o nella Confederazione elvetica tramite la preventiva acquisizione del parere favorevole espresso dal MIUR.

Per informazioni sulla procedura e sulla documentazione richiesta contattare WAI:
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Sei in Italia e vuoi richiedere il riconoscimento del tuo titolo di studio?

Come specificato nell’articolo precedente, esistono diversi percorsi per richiedere tale riconoscimento, si differenziano in base al titolo di studio e all’obiettivo che si intende raggiungere.

Uno dei più consueti e richiesti è il Riconoscimento accademico, volto a:

  • accedere all’istruzione superiore,
  • attuare il proseguimento degli studi universitari,
  • conseguire dei titoli universitari italiani.

A quale ente/istituto è attribuita la competenza per il riconoscimento di tale titolo?

La competenza è dell’Università  e degli Istituti di istruzione universitaria, “che la esercitano nell’ambito della loro autonomia e in conformità ai rispettivi ordinamenti, fatti salvi gli accordi bilaterali in materia” (art. 2 della Legge 148 del 2002).

Nello specifico avremo le seguenti sottocategorie di richiesta ed accesso:

1 – Accesso all’istruzione superiore
È l’accesso ai corsi di primo ciclo (Laurea o Diploma accademico di primo livello).
Questa procedura non trasforma il titolo estero di scuola secondaria in un titolo italiano, ma consente l’ingresso a corsi di primo ciclo.

Per poter accedere a tale riconoscimento il titolo estero deve presentare tutte le seguenti caratteristiche:

  • deve essere il titolo finale ufficiale di scuola secondaria del sistema estero di riferimento;
  • deve consentire nel sistema estero di riferimento l’ingresso a corsi di primo ciclo di medesima natura (es. accademica);
  • deve essere stato ottenuto dopo un percorso complessivo di almeno 12 anni di scolarità;
  • nel caso esista un esame finale al fine dell’ingresso all’istruzione superiore, tale requisito è richiesto anche per l’ingresso ai corsi italiani.

2 – Proseguimento degli studi
Si tratta della valutazione dei titoli finali esteri di primo e di secondo ciclo volta all’accesso ai corsi di secondo (es. Laurea Magistrale) e terzo ciclo (es. Dottorato di Ricerca).
Come la precedente, tale procedura non trasforma il titolo estero in un titolo italiano, ma consente l’ingresso a corsi di Laurea Magistrale e ai Dottorati di Ricerca.

Per poter accedere a tale riconoscimento il titolo estero deve presentare tutte le seguenti caratteristiche:

  • è necessario possedere il titolo ufficiale rispettivamente di primo o di secondo ciclo del sistema estero di riferimento, rilasciato da istituzione ufficiale del sistema estero;
  • il titolo in possesso deve consentire nel sistema estero di riferimento l’ingresso a medesimi corsi di Laurea Magistrale e Dottorato di Ricerca;
  • il titolo deve presentare gli elementi di natura e disciplinari corrispondenti a quelli del titolo italiano richiesto per l’ingresso (come la natura accademica o gli elementi di ricerca).

Questi requisiti valgono per tutti gli studenti con titolo estero, indipendentemente dalla loro nazionalità, sia per le qualifiche rilasciate nei Paesi dell’Unione Europea (UE) che in quelli non-UE.

3 – Conseguimento dei titoli di Laurea italiani

Si tratta della procedura di valutazione dei titoli finali esteri di Laurea Magistrale e Dottorato di Ricerca per l’ottenimento del corrispondente titolo finale italiano.
Il fine è quello di rilasciare un titolo finale italiano, avente valore legale nel nostro sistema.

La valutazione di un titolo estero per questo scopo può produrre differenti risultati:

  1. a) riconoscimento diretto (in pochissimi casi): rilascio del corrispondente titolo italiano, senza il bisogno di sostenere ulteriori esami o di presentare elaborati finali;
  2. b) abbreviazione di corso: viene richiesto di sostenere ulteriori esami e/o presentare elaborati finali per colmare la parte del corso degli studi non coperta dal titolo estero.

Per poter accedere a tale riconoscimento il titolo estero deve presentare tutte le seguenti caratteristiche:

  • il titolo in possesso deve essere rispettivamente di primo o secondo ciclo del sistema estero di riferimento, rilasciato da istituzione ufficiale del sistema estero;
  • Il titolo deve consentire nel sistema estero di riferimento l’ingresso a medesimi corsi di secondo o terzo ciclo;
  • Il titolo deve presentare i medesimi elementi di natura e disciplinari del titolo italiano corrispondente (numero di crediti, durata, natura accademica e/o elementi di ricerca, ecc.);
  • deve esistere un titolo italiano con cui si possa comparare il titolo estero, sia per tipologia che per ambito disciplinare.

Questi requisiti valgono per tutti gli studenti con titolo estero, indipendentemente dalla loro nazionalità, sia per le qualifiche rilasciati nei Paesi dell’Unione Europea (UE) che in quelli non-UE.

4 – Equipollenza del Dottorato di ricerca

Se si presentano determinate condizioni, i titoli di dottorato (PhD) rilasciati da università estere possono essere riconosciuti equivalenti al Dottorato di Ricerca italiano secondo quanto stabilito dall’art. 74 del DPR 382/80.
Il titolo di dottorato conseguito all’Estero, per poter essere ammesso a riconoscimento, deve essere conseguito al termine di un corso di Laurea di secondo livello (Laurea vecchio ordinamento o Laurea specialistica/magistrale).
È fondamentale che il diploma o il certificato del Dottorato di Ricerca sia accompagnato da:
– una traduzione giurata italiana;
– il timbro Postilla dell’Aja per i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja rilasciata dai competenti Organi del Paese ove ha sede l’Università;
– dichiarazione di valore, rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’Estero competente per il territorio presso il quale ha sede l’Università;
– certificazione dell’Università estera.

Per tutte le informazioni inerenti ai requisiti da possedere si consiglia di contattare WAI:

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Riconoscimento titolo di studio

Quanti sono gli stranieri nel mercato del lavoro italiano?

Secondo quanto riportato dal Settimo Rapporto Annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia” (curato dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la collaborazione della Direzione Generale dei sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione, di INPS, lNAIL, Unioncamere e con il coordinamento esecutivo di Anpal Servizi), presentato lo scorso 20 Luglio, ci sarebbe stato un incremento superiore alle 19mila unità nel caso dei cittadini UE (+2,4%), di 22.758 unità nel caso dei cittadini non UE (+1,4%), di 250mila unità per gli occupati italiani (+1,2%).
Uno degli ostacoli più grossi all’inserimento lavorativo degli stranieri in posizioni qualificate potrebbe essere proprio la difficoltà di far valere in Italia titoli di studio e qualifiche professionali acquisite all’estero.

È possibile, per chi intende lavorare in Italia, chiedere il riconoscimento del titolo di studio? Assolutamente sì.

L’Italia ha infatti adottato, come specificato dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, un sistema di norme finalizzato al riconoscimento dei titoli accademici e professionali conseguiti all’estero.

Esistono in realtà diverse strade e percorsi per richiedere il riconoscimento, che variano in base al titolo di studio e all’obiettivo che si vuole perseguire:

1. il riconoscimento accademico (per il quale gli enti responsabili sono: Università e Istituzioni AFAM, Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – Ufficio P.P.A.)
2. il riconoscimento non accademico (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) tramite domanda rivolta all’amministrazione interessata, Amministrazione interessata, Amministrazione interessata con parere del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR)).
3. il riconoscimento professionale (Ministero che vigila la professione o dal Datore di lavoro).
Un’eccezione particolare è fatta per i titolari di protezione internazionale, che possono avvalersi dei servizi del Ministero degli Affari Esteri, che riceve la documentazione dal candidato e la invia alla Rappresentanza Diplomatica italiana competente, la quale rilascia la Dichiarazione di Valore in loco.

Parlando di riconoscimento dei titoli di studio è impossibile non far riferimento al Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche (Cimea), che dal 1984 svolge proprio questo servizio: informazione e consulenza sulle procedure di riconoscimento dei titoli di studio e sulla formazione superiore italiana e internazionale.
Nello specifico il Cimea funziona come una enorme banca dati, volta ad approfondire i sistemi di istruzione superiore di ogni paese e la corrispettiva legislazione nazionale.

Conversione patente estera: ecco tutti i passaggi

Sei un cittadino straniero in Italia e desideri convertire la tua patente di guida?
Il procedimento per la conversione patente estera è molto più semplice del previsto: è infatti possibile effettuare il passaggio senza dover sostenere alcun esame.

Questo criterio è valido solo per i titolari di patente EXTRACOMUNITARIA residenti in Italia da meno di quattro anni (al momento di presentazione della domanda – circolare MIT prot. n° 47905/23.18.01 del 28/05/2010).

Eccezione fatta per coloro che al momento di istanza della richiesta, siano residenti in Italia da più di quattro anni: questi potranno procedere alla conversione della patente extracomunitaria soltanto dopo aver superato gli esami di revisione della patente di guida.

Per chi non è residente in Italia? Tutti i cittadini titolari di patente di guida extracomunitaria, se non residenti in Italia da più di un anno, potranno guidare veicoli per i quali è valida la loro patente, allegando alla stessa una traduzione integrale ed ufficiale.
Una volta acquisita la residenza, potranno richiedere il rilascio di una nuova patente italiana corrispondente a quella estera.

E’ necessario però che il documento originale sia stato rilasciato da uno Stato extracomunitario con cui sussistono rapporti di reciprocità: Albania , Algeria, Argentina, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca Ecuador (5), Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islaele, Islanda, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Moldova, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Romania, Repubblica di San Marino, Serbia, Slovenia, Spagna, Sli Lanka, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay.

Per i sopracitati Stati extracomunitari, la conversione di alcuni tipi di modelli di patenti extracomunitarie deve sempre essere preventivamente verificata presso gli sportelli degli Uffici Motorizzazione.

Situazione diversa perle patenti rilasciate da Stati appartenenti all’Unione Europea o SEE: il documento di guida è equiparato alla patente italiana ed il titolare può circolare munito del proprio documento, fino alla data della scadenza.
Alla scadenza è necessario rivolgersi all’Ufficio della Motorizzazione e richiede la conversione della patente estera, che ovviamente deve essere ritirata e restituita alle competenti Autorità, come di prassi.

Ecco la documentazione necessaria per la conversione della patente:

– modello TT2112 da compilare;

– ricevute di due versamenti: € 9,00 su c/c 9001; € 32,00 su c/c 4028;

– due fotografie, di cui una autenticata (l’autentica si può ottenere direttamente allo sportello presso cui si presenta la domanda, altrimenti ci si deve rivolgere al Comune o a un notaio);

– patente straniera in corso di validità (originale e una copia): a discrezione dell’ufficio che riceve la domanda, può anche essere richiesta la traduzione della patente estera e/o l’attestazione di autenticità;

– carta d’identità (originale e una copia);

– codice fiscale (originale e una copia);

– esibizione del permesso di soggiorno o della richiesta di rinnovo.

La Motorizzazione, valutata la documentazione presentata, rilascia al richiedente la patente italiana, ritirando la patente straniera.

 

Per tutti i possessori di una patente di guida non convertibile (che vogliono rimanere in Italia per più di un anno), devono necessariamente sostenere gli esami per prendere la patente, come un qualsiasi cittadino italiano.
Possono prendere la patente anche gli stranieri in attesa del primo rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno.

Il ricongiungimento familiare

Sei un cittadino straniero e ti trovi regolarmente in Italia?

Sei titolare di carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno, di durata non inferiore a un anno, per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo, per protezione sussidiaria, per studio o per motivi religiosi?

Vuoi riunire la tua famiglia?

Puoi richiedere l’ingresso in Italia dei tuoi familiari purché siano:

  • Coniuge non legalmente separato di età non inferiore ai 18 anni;
  • Figli minorenni che non siano coniugati, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, purchè l’altro genitore, qualora esista, ne abbia dato il suo consenso;
  • Figli maggiorenni a carico, qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale.
  • Genitore a carico, che non abbia altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori con oltre 65 anni di età, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per gravi documentati motivi di salute.

Per poter avviare l’iter di ricongiungimento devi fare richiesta di Nulla Osta per il tuo familiare allo Sportello Unico per l’Immigrazione (Ministero dell’Interno)
Sportello Unico: Clicca qui

Importante: è necessario l’utilizzo di un computer e della connessione Internet perché la richiesta deve essere compilata ed inviata con procedura informatica.

I requisiti necessari per ottenere il nulla osta sono:

1) avere un permesso di soggiorno CE per soggiornanti in corso di validità con durata non inferiore ad 1 anno;

2) avere un reddito annuo lordo, da fonti lecite, che non sia inferiore all’importo annuo previsto per l’assegno sociale aumentato della metà dell’importo per ogni familiare  per cui si chiede il ricongiungimento;

3) dimostrare di essere proprietario, affittuario o comodatario di una abitazione che presenti i necessari requisiti igienico-sanitari e che abbia ottenuto l’idoneità abitativa;

4) allegare, se lavoratore, la documentazione comprovante il reddito proveniente dall’attività svolta, si precisa che la determinazione del reddito è determinata dal cumulo di tutti i redditi dei familiari conviventi;

5) per i familiari con più di 65 anni è necessaria una polizza di durata annuale per la copertura dei rischi di malattia e infortunio, oppure l’iscrizione al SSN con pagamento in un’unica soluzione di un contributo forfettario annuale.

Una volta ottenuto il Nulla Osta (entro 180 giorni dalla richiesta), il familiare dovrà presentare all’ Autorità consolare italiana sul proprio territorio (Ambasciata/Consolato) la certificazione, tradotta e validata, attestante il rapporto di parentela.

Lo Sportello Unico trasmetterà il Nulla Osta all’Autorità consolare che, sentito anche il parere della Questura su eventuali motivi che impediscono il ricongiungimento sul territorio italiano, rilascerà il Permesso di Soggiorno per Motivi Familiari, che avrà durata uguale al permesso di soggiorno del familiare che ne ha richiesto il ricongiungimento.

N.B.: Il permesso di Soggiorno decade per la morte del familiare che ha richiesto il ricongiungimento o separazione legale e scioglimento del matrimonio.

Ricorda: il Nulla Osta ha durata di 6 mesi dalla data di rilascio, pertanto la richiesta di Visto di Ingresso in Italia deve essere avanzata entro tale termine.

Importante: qualora la richiesta di ricongiungimento fosse negata è possibile presentare opposizione al diniego presso il tribunale di residenza del richiedente il ricongiungimento.

Devi presentare la richiesta di ricongiungimento di un tuo familiare?

Scrivici a info@waitaly.net avrei tutta l’assistenza di cui hai bisogno.

Convocazione dell’Assemblea dell’Associazione

I Signori Soci dell’Associazione Welcome Association Italy – W.A.I. sono convocati in Assemblea che si terrà presso la sede sociale di Viale dell’Università n.25 – 00185 Roma, alle ore 02:00, del giorno 12/01/2017 per discutere sul seguente ordine del giorno:

1) servizi compresi nella quota associativa;
2) quantificazione quota associativa;
3) varie ed eventuali.

Nel caso in cui l’assemblea non risultasse in numero legale in prima convocazione, fin d’ora viene fissata la seconda convocazione per il giorno 13/01/2017 nel medesimo luogo alle ore 09:30.

Il Vicepresidente
Michele Tita

Roma, 02/01/2017

Scarica il pdf della convocazione