Il nuovo permesso di soggiorno elettronico

Se sei un cittadino extracomunitario e stai progettando di venire in Italia per un periodo superiore a 90 giorni, allora ci sono alcune cose che devi sapere.

Il permesso di soggiorno elettronico

Per poter soggiornare in Italia per un periodo tanto lungo, devi obbligatoriamente richiedere il Permesso di soggiorno. In base al motivo del tuo soggiorno in Italia, variano i documenti che dovrai consegnare.

Fino a poco tempo fa, il permesso di soggiorno era in formato cartaceo e solo in alcune questure italiane era stato introdotto il nuovo permesso di soggiorno in formato elettronico in via sperimentale.

A partire dal 10 Novembre 2015 tutte le questure italiane devono obbligatoriamente rilasciare il permesso di soggiorno elettronico, conforme al Regolamento CE n. 1030/2002, così come modificato dal Regolamento CE n. 380/2008.

Cosa cambia[1]?

Il nuovo permesso di soggiorno elettronico avrà le sembianze di una carta di credito e sarà dotato di un microprocessore a radiofrequenza non visibile esternamente, che memorizzerà i dati anagrafici e biometrici (una fotografia del volto e le impronte digitali) del titolare del documento. Tale sistema garantirà maggiori standard di sicurezza e consentirà una più facile verifica dei dati da parte delle autorità su tutto il territorio dell’Unione Europea. L’immagine del volto sarà in bianco e nero e realizzata con la tecnologia Laser engraving che ne renderà meno possibile la contraffazione.

I minori

Per quanto riguarda i bambini a partire da 6 anni, mentre finora bastava fossero iscritti nel documento dei genitori grazie all’ “allegato minore” che li accompagnava fino ai 14 anni (al compimento dei quali avrebbero dovuto richiedere un loro permesso di soggiorno fino ai 18 anni), adesso dovranno avere anche loro un proprio documento individuale (si tratta di una tessera complementare che costituisce un allegato dell’autorizzazione del famigliare e non costituisce, singolarmente, un titolo valido per il soggiorno in Italia e per l’attraversamento delle frontiere) che li autorizzi a soggiornare in Italia per un periodo superiore a 90 giorni. All’età di sei anni, dunque, i bambini dovranno essere accompagnati in questura dai genitori per la rilevazione delle impronte digitali.

Cosa accade se ho già il permesso di soggiorno in formato cartaceo?

Nessun problema:

tutti coloro che faranno richiesta di permesso di soggiorno dopo il 10 Novembre 2015 avranno dunque il nuovo permesso di soggiorno elettronico. Per coloro i quali, invece, possiedono il permesso precedente, quest’ultimo verrà automaticamente sostituito in fase di rinnovo.


[1] Decreto 23 luglio 2013 del Ministero dell’Interno (Clicca qui.)

Italia: una panoramica

Sconfinati spazi verdi, sole, cordialità, buon cibo e buon vino. Generalmente è questo che immagina uno straniero che si appresta a visitare l’Italia o che si trova semplicemente a pensare a essa. Pensieri leciti, dettati da un’immagine forte che viene costantemente pubblicizzata al meglio, difficile da mettere in dubbio o da sminuire. Non a caso denominata da secoli Il Bel Paese, l’Italia gode, infatti, di fama mondiale per essere una delle nazioni europee più calde e accoglienti. E, grazie al suo importantissimo patrimonio storico e artistico, è meta ponderata e gradita di migliaia di turisti, nonostante i suoi difetti, piccoli o grandi che siano.

Oltre alla parte culturale, è però necessario addentrarsi un po’ più a fondo in questa ambita nazione, per far sì che tutti coloro che decidono di recarvisi, per i più svariati motivi, possano scegliere la parte dell’Italia che più gli piace o gli si addice, conoscendo dunque non solo la sua struttura geografica, ma anche quella politico/economica, in modo tale da non trovarsi spaesati o impreparati una volta arrivati.

Innanzitutto occorre sapere che l’Italia è una penisola, situata nella parte meridionale del continente Europeo. Delimitata dall’arco alpino, confina a nord (partendo da ovest e procedendo verso est) con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia ed è percorsa lungo tutto il suo territorio, da nord a sud, dalla catena montuosa degli Appennini. Il resto del territorio è bagnato dai mari Ligure, Tirreno, Ionio, Adriatico e Mediterraneo, anticamente denominato Mare Nostrum e da sempre centro nevralgico e importante sbocco di navigazione per la penisola. È proprio la sua posizione geografica che favorisce il clima denominato Mediterraneo. L’Italia è, infatti, posizionata nella zona temperata dell’emisfero boreale, e grazie ai mari da cui è bagnata gode di un clima mite e temperato e può essere suddivisa in tre fasce climatiche: temperato, temperato freddo e freddo, ovvero partendo da sud con un clima subtropicale salendo gradualmente verso nord fino ad arrivare al clima glaciale delle vette più alte delle Alpi.

Unificata nel 1861, L’Italia è, oggi, suddivisa in 20 regioni amministrative di cui 15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale, che godono cioè di particolari forme e condizioni di autonomia (Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Valle D’Aosta). Ogni regione è divisa a sua volta in province. La capitale dello Stato italiano è Roma. Sono presenti inoltre sul territorio due stati enclave, ossia lo Stato del Vaticano e la Repubblica di San Marino.

Importante è sapere, inoltre, che l’Italia è una Repubblica Parlamentare, fondata su un sistema democratico e regolata dalla Costituzione italiana approvata dall’Assemblea costituente nel 1947. Le istituzioni di maggiore importanza sono: Il Presidente della Repubblica (carica attualmente ricoperta da Sergio Mattarella), che viene eletto dal parlamento ed è il capo dello Stato; Il Governo, costituito dal Presidente del Consiglio (carica attualmente ricoperta da Matteo Renzi), i Ministri e il Consiglio dei ministri, che esercita il potere esecutivo; la Magistratura, organo indipendente, che esercita il potere giudiziario e il Parlamento bicamerale, composto dalla camera dei deputati e dal Senato, che esercita il potere legislativo.

La lingua ufficiale dello Stato italiano è l’italiano, ma sono riconosciute come ufficiali a livello locale le seguenti lingue: francese in Valle D’Aosta, sloveno nelle province di Trieste, Gorizia e Udine, tedesco in provincia di Bolzano. L’Italia è membro dell’unione europea dal 1958 e parte dello spazio Schengen dal 1997. La moneta utilizzata è l’euro, in vigore dal 2002.

In Italia non c’è una religione ufficiale in quanto vige il principio di laicità dello Stato e sono presenti sul territorio persone di differenti religioni, la maggioranza delle quali si professa cristiano cattolico.

Questa, dunque, una panoramica generale sull’Italia e la sua situazione socio-politica, contenente nozioni utili da sapere per tutti coloro che voglio studiare qui, semplicemente visitarla o, perché no, trasferirvisi. Sono informazioni che possono sembrare scontate o banali, ma che costituiscono la base per una conoscenza approfondita del Bel Paese, utili per decidere dove andare, in quale periodo e, magari, anche per quale ragione andarci.

Diritti e doveri dello straniero

Tutti i cittadini stranieri che intendono recarsi in Italia godono, come disciplinato dall’art. 2 del Testo Unico sull’Immigrazione, degli stessi diritti fondamentali dei cittadini italiani e, proprio come questi ultimi, devono adempiere ai propri doveri. A chiunque, purché sia in possesso dei requisiti previsti dalla legge, è consentito vivere in Italia e/o diventare cittadino italiano a tutti gli effetti, ma, per farlo, bisogna conoscere tali diritti e i doveri da rispettare.

A questo proposito, il 23 Aprile del 2007 è stata presentata, dall’allora Ministro dell’Interno Giuliano Amato, la Carta dei valori della Cittadinanza e dell’Integrazione, al fine di raccogliere in un unico testo tutti i valori e i principi validi per coloro che vogliono soggiornare regolarmente in Italia.

L’Italia, dunque, accoglie tutti e offre asilo e protezione a coloro i quali sono vittima di persecuzione o impediti nell’esercizio delle libertà fondamentali nel proprio Paese e si impegna perché ogni persona che soggiorna sul suo territorio possa fruire dei diritti fondamentali, qualunque sia la sua comunità, religione, cultura o etnia di appartenenza, nel rispetto dei valori su cui si fonda la società e dei diritti degli altri. Inoltre, la legge italiana offre il suo sostegno a chi è vittima di razzismo e discriminazioni.

Innanzitutto, l’uomo e la donna hanno pari dignità e fruiscono degli stessi diritti dentro e fuori la famiglia. Come si può leggere nella Carta dei valori, tutti gli immigrati godono dei diritti di libertà e dei diritti sociali previsti dall’ordinamento italiano. È garantito, dunque, il diritto alla vita, all’istruzione e alla salute con particolari attenzioni alla maternità e all’infanzia.

Lo straniero può diventare Per leggere il testo integrale della CARTA DEI VALORI clicca QUI.

Per leggere il testo integrale della COSTITUZIONE ITALIANA clicca QUI.

Come ottenere la cittadinanza italiana

In Italia, la competenza a emanare i decreti di concessione della cittadinanza spetta[1]:

  • Al Prefetto per le domande presentate dallo straniero residente legalmente in Italia;
  • Al Ministro dell’Interno nel caso in cui sussistano ragioni riguardanti la sicurezza della Repubblica;
  • al Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero.

Puoi acquisire il diritto di cittadinanza in diversi modi[2]:

  • Per nascita (IUS SANGUINIS);
  • Per adozione: minorenne che venga adottato da cittadini italiani;
  • Per nascita sul territorio italiano (IUS SOLI);
  • Per acquisto volontario:.
  • in base ad una dichiarazione;
  • a seguito di matrimonio[3];
  • per naturalizzazione[4].
  • Acquisizione della cittadinanza per nascita (IUS SANGUINIS):

Avviene nel caso in cui almeno uno dei genitori biologici ha la cittadinanza italiana.

  •  Acquisizione della cittadinanza per adozione:

Se sei stato adottato da genitori italiani e la tua adozione è stata effettuata in Italia, allora acquisti la cittadinanza italiana tramite provvedimento dell’Autorità Giudiziaria italiana. Se, invece, la tua adozione è stata effettuata all’estero, allora il provvedimento dovrà essere emanato dall’Autorità straniera e reso valido in Italia con ordine di trascrizione nei registri dello Stato civile emanato dal Tribunale dei minorenni.

Se sei maggiorenne, puoi acquisire la cittadinanza italiana per naturalizzazione, una volta trascorsi 5 anni di residenza legale in Italia dal momento della tua adozione.

  • Acquisizione della cittadinanza per nascita sul territorio italiano (IUS SOLI):

 In Italia trova applicazione in circostanze eccezionali: se i genitori sono ignoti o apolidi, oppure se i genitori non trasmettono la propria cittadinanza al figlio secondo le disposizioni della legge dello Stato di appartenenza o se il minore è stato rinvenuto in una condizione di abbandono sul territorio italiano.

  • Acquisizione volontaria della cittadinanza:
  • In base a una dichiarazione:

Se sei nato in Italia e hai vissuto legalmente e senza interruzioni sul territorio italiano, allora puoi richiedere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento della maggiore età[5]. Ti sarà sufficiente presentare una dichiarazione di volontà, che deve essere resa presso l’ufficiale di Stato Civile entro il compimento del diciannovesimo anno di età. Dopo la verifica dei requisiti da parte dell’Ufficio di Stato civile, dovrai prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana[6].

Se discendi da un cittadino italiano per nascita, o svolgi il servizio militare nelle Forze armate o assumi un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, oppure se risiedi in Italia nei due anni precedenti la maggiore età.

  • In seguito a matrimonio con un cittadino italiano:

Se hai sposato un cittadino italiano e sono passati due anni (tre se residenti all’estero) dal tuo matrimonio, durante i quali sei stato residente in Italia, puoi fare richiesta per l’ottenimento della cittadinanza italiana. In caso tu e il tuo coniuge abbiate uno o più figli, i termini per presentare la domanda sono dimezzati.

Come effettuare la domanda di cittadinanza

Collegati al sito https://cittadinanza.dlci.interno.it, e registrati al portale per ottenere le credenziali di accesso. Dopo aver effettuato il login dovrai compilare tutti i campi previsti dal modulo e inserire i seguenti documenti obbligatori[7]:

  • Regolarità della residenza legale (iscrizione anagrafica o titolo di soggiorno) da almeno due anni nel territorio della Repubblica dopo il matrimonio o altri termini previsti dalla legge;
  • Certificato di nascita del Paese di origine completo di tutte le generalità;
  • Certificato penale del tuo Paese e, nel caso in cui tu abbia vissuto in un altro Paese (oltre a quello di origine e all’Italia) dopo aver compiuto 14 anni, dovrai presentare anche quello del Paese terzo;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro.
  • Copia del documento di riconoscimento autenticata dalla Rappresentanza diplomatico/consolare dello Stato che lo ha rilasciato.

Una volta inoltrata la domanda telematica, verrai convocato presso la Rappresentanza diplomatica che ha ricevuto la richiesta per l’identificazione e il completamento della domanda, alla quale bisognerà consegnare copia cartacea dei documenti precedentemente inseriti online più i seguenti documenti:

  • Estratto dell’atto di matrimonio;
  • Certificato di stato di famiglia;
  • Certificato di cittadinanza italiana del coniuge.

Questi ultimi documenti sono sostituiti, in caso il richiedente sia cittadino comunitario, da autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 e da ultimo dalla legge 183/2011.

Tutti i documenti prodotti nel Paese di origine devono essere tradotti in italiano e legalizzati secondo la procedura per poter essere validi legalmente in Italia.

La cittadinanza per matrimonio è riconosciuta dal Prefetto della provincia di residenza del richiedente.

In base all’art. 4, comma 5 del D.P.R. n. 572/93 (Regolamento di esecuzione) il Ministero dell’Interno può richiedere, a seconda dei casi, altri documenti.

NB: Al momento dell’adozione del decreto di concessione, non ci deve essere stato lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve  sussistere  la separazione personale dei coniugi, il  rapporto coniugale non deve essere meramente strumentale ma  certo, effettivo e duraturo.

  • Naturalizzazione:

Se risiedi sul territorio italiano da almeno dieci anni puoi richiedere la cittadinanza italiana[8]. Ci sono comunque alcune eccezioni. Puoi richiedere la cittadinanza se risiedi in Italia da:

  • 3 anni se sei nato e risiedi in Italia o se tuo padre, tua madre o uno dei tuoi ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati italiani per nascita;
  • 4 anni se sei cittadino di uno stato membro dell’Unione Europea;
  • 5 anni se sei apolide o rifugiato politico oppure se vieni adottato e sei maggiorenne.
  • non è richiesto alcun periodo di residenza per gli stranieri che hanno prestato servizio allo Stato per un periodo di almeno cinque anni, anche all’estero.

Come effettuare la domanda di cittadinanza

Collegati al sito https://cittadinanza.dlci.interno.it, e registrati al portale per ottenere le credenziali di accesso. Dopo aver effettuato il login dovrai compilare tutti i campi previsti dal modulo e inserire i seguenti documenti obbligatori:

  • Documento di riconoscimento in corso di validità;
  • Certificato penale del Paese di origine (ed eventualmente di Paesi terzi di residenza) completo di traduzione legalizzata;
  • Certificato di nascita e relativa traduzione legalizzata nel caso fosse scritto in una lingua differente dall’italiano;
  • Permesso di soggiorno o attestazione di soggiorno;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro per il contributo;
  • Estremi di una marca da bollo telematica del valore di 16,00 euro;
  • Autocertificazione di possesso di un reddito sufficiente all’auto sostentamento, secondo il parametro fissato per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, che dovrà essere minimo:
    • 263,31 euro annui per richiedenti senza persone a carico;
    • 362,05 euro annui per i richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico;
  • Se sei straniero apolide o rifugiato politico dovrai allegare il certificato di riconoscimento di tale stato. Bisognerà inoltre portare in visione l’originale.

RICORDA!

  • Per completare la procedura e ottenere la cittadinanza italiana entro sei mesi dalla notifica dovrai prestare giuramento alla Repubblica Italiana presso il Comune in cui risiedi[9].

NB: L’atto di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione a seguito di residenza è di natura discrezionale per cui, oltre ai requisiti prescritti dalla legge, si devono valutare tutti quegli elementi che di fatto motivano l’opportunità della concessione. L’accertamento è rivolto all’esistenza di un interesse pubblico generale alla concessione.

Cosa devo fare se sono trascorsi più di 730 giorni?

Se, trascorso tale periodo, la pratica non risultasse conclusa, puoi inviare dei solleciti alla Pubblica Amministrazione entro l’anno da quando sono decorsi i due anni senza ottenere risposta[11].

Se la hai presentato domanda per matrimonio, questa non può essere rigettata oltre i 730 giorni[12]. Diventi quindi titolare di un diritto soggettivo, per far valere il quale puoi ricorrere al giudice ordinario. Quest’ultimo, dopo aver effettuato la verifica dei requisiti, ti riconosce la cittadinanza nel caso in cui il Ministero non abbia adottato il decreto di riconoscimento o di rifiuto della cittadinanza entro i termini stabiliti.

Se, invece, hai presentato domanda per residenza, l’eventuale ritardo della procedura non significa il rifiuto o l’accoglienza della stessa. In questo caso, puoi presentare istanza al Tribunale amministrativo regionale (TAR) il quale, in caso di una tua vittoria della causa, può obbligare il Ministero dell’Interno a concludere la pratica.

CASI PARTICOLARI

  • Concessione della cittadinanza per meriti speciali

Il Presidente della Repubblica può concederti la cittadinanza italiana emanando un decreto[13], dopo aver sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministero dell’interno, nel caso in cui tu abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.

Tale procedura non può essere avviata da te direttamente, ma, dopo una tua dichiarazione di assenso all’acquisto della cittadinanza, c’è bisogno di una proposta presentata da enti, personalità pubbliche o altri che comprovino una diffusa valutazione circa la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge in capo all’eventuale destinatario.

Anche in questo caso il decreto presidenziale di concessione della cittadinanza italiana non ha efficacia se non presti il giuramento di fedeltà alla Repubblica previsto dall’art. 10 della legge.

  • Concessione della cittadinanza in base a leggi speciali

 La Legge 14 dicembre 2000, n. 379[14] riconosce la cittadinanza italiana ai nati e già residenti nei territori dell’ex impero austro-ungarico e ai loro discendenti che abbiano i seguenti requisiti:

  • nascita e residenza dell’avo nei territori già appartenenti all’Impero austro-ungarico e acquisiti dall’Italia alla fine della prima guerra mondiale in attuazione del Trattato di San Germano;
  • emigrazione all’estero dell’avo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 1867 e il 16 luglio 1920.
  • La Legge 8 marzo 2006, n. 124[15] riconosce la cittadinanza italiana a coloro i quali erano residenti in Istria, Fiume e Dalmazia (e ai loro discendenti) nel periodo fra il 1940 e il 1947 avendo perso la cittadinanza italiana a causa della cessione dei suddetti territori alla Repubblica Jugoslava in seguito ai Trattati di Parigi del 10 Febbraio 1947 e a coloro i quali erano residenti fino al 1977 nella zona B dell’ex Territorio Libero di Trieste (e ai loro discendenti) che hanno perso la cittadinanza italiana a causa della cessione del suddetto territorio alla Repubblica Jugoslava in seguito al Trattato di Osimo del 10 Novembre 1975.

Per ottenere la cittadinanza in base a una delle leggi sopracitate, al momento della domanda dovrai presentare la seguente documentazione:

  1. Atto di nascita;
  2. Certificato attestante il possesso di cittadinanza straniera;
  3. Certificato di attuale residenza;
  4. Certificazione dalla quale risulti che l’interessato alla data di entrata in vigore del Trattato di interesse era cittadino italiano (oppure documentazione equipollente quale foglio matricolare, passaporto, ecc.);
  5. Attestazione rilasciata da eventuali Circoli, Associazioni o Comunità di italiani presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la data di iscrizione, la lingua usuale dell’interessato ed ogni altro utile elemento comprovante la conoscenza della lingua italiana;
  6. Ogni altra documentazione utile a comprovare la conoscenza del richiedente della lingua e della cultura italiana;
  7. Ricevuta del versamento di 200,00 euro;
  8. Solo in caso si richieda la cittadinanza in base alla legge 14 dicembre 2000, n. 379, allegare la certificazione o documentazione idonea a dimostrare la residenza alla data del 10.6.1940 nei territori ceduti.

I figli o discendenti in linea retta dei beneficiari di tali norme, al momento della presentazione della domanda per la cittadinanza italiana dovranno allegare i seguenti documenti:

  • Certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell’ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti 4-5-6 (e 7 in caso di richiesta in base alla legge 14 dicembre 2000, n. 379);
  • Certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente;
  • Certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro;
  • Attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunità di italiani, presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la conoscenza della lingua e cultura italiane in capo ai richiedenti;
  • Ogni altra utile documentazione idonea a comprovare la conoscenza della lingua e cultura italiane.

PERDITA E RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA

ATTENZIONE: LA CITTADINANZA ITALIANA SI PUO’ PERDERE.

COME?

Ci sono due modi:

  1. Automaticamente:
  • Se il cittadino che si arruoli volontariamente nell’esercito di uno Stato straniero o che accetti una carica o un incarico pubblico presso uno Stato straniero o un ente straniero cui l’Italia non partecipa e non ottemperi, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo italiano può rivolgergli di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare[16];
  • In caso di guerra contro uno Stato straniero il cittadino italiano presti servizio militare o svolga un incarico pubblico presso lo stato avversario[17];
  • In caso al cittadino italiano adottato venga revocata l’adozione per un fatto a lui imputabile[18].
  1. Presentando richiesta formale:

Può essere presentata da:

  • Cittadino adottato maggiorenne, in caso di revoca dell’adozione per un fatto imputabile ai genitori adottivi[19];
  • Cittadino italiano che decide di stabilire la propria residenza all’estero e possiede, acquista o riacquista un’altra cittadinanza[20];
  • Cittadino italiano maggiorenne che abbia acquisito la cittadinanza da minorenne a seguito di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte di uno dei genitori[21].

Cosa serve:

  • Certificato di cittadinanza italiana;
  • Documentazione relativa al possesso di cittadinanza straniera;
  • Se richiesta, documentazione relativa alla residenza all’estero;
  • Atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale è stato iscritto o trascritto;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro.

Se entrambi i genitori perdono la cittadinanza italiana o acquistano una cittadinanza straniera il figlio minorenne NON perde la propria cittadinanza italiana.

ATTENZIONE: LA CITTADINANZA ITALIANA, SE PERSA, PUO’ ESSERE RIACQUISTATA[22]

COME?

Presentando una dichiarazione presso l’Ufficio consolare competente, alla quale bisognerà allegare i seguenti documenti:

  • Atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale è stato iscritto o trascritto;
  • Documentazione che attesti il trascorso possesso della cittadinanza italiana;
  • Documentazione che attesti il possesso della cittadinanza straniera o lo stato di apolidia;
  • Certificato di situazione familiare.

IMPORTANTE: La legge italiana prevede la possibilità di avere doppia cittadinanza. Non è così per tutti gli Stati. Prima di richiedere la cittadinanza italiana è bene informarsi se l’ottenimento della quale comporti la perdita della cittadinanza di origine.


NOTE

[1] Direttiva del Ministro dell’Interno del 7 marzo 2012

[2] Legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[3] Art 5 l. 91/92

[4] Art 9 l.91/92

[5] Art. 4 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[6] Art. 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[7] Circolare del Ministero dell’Interno del 6 agosto 2009

[8] Art. 9 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[9] Art. 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[10] Art. 3 del D.P.R. n.362/1994

[11] Legge 241/90 sulle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi

[12] Art. 8, comma 2 della legge n. 91/92 sulla cittadinanza

[13] Art. 9, comma 2 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[14] http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000;379

[15] http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;124

[16] art. 12, comma 1 legge n. 91/92

[17] art. 12, comma 2 legge n. 91/92

[18] art. 3, comma 3 legge n. 91/92

[19] art. 3, comma 4 legge n. 91/92

[20] art. 11 legge n. 91/92

[21] art. 14 legge n. 91/92

[22] Art. 13 della legge 91/92

Come rendere legalmente valido un documento straniero in Italia

Hai un documento scritto in una lingua diversa dall’italiano e vuoi renderlo legalmente valido in Italia?

Ecco come fare:

LEGALIZZAZIONE: è l’apposizione di un timbro sul documento originale che attesta sia la qualifica del pubblico ufficiale che ha firmato l’atto, sia l’autenticità della sua firma. Per ottenere questo timbro, dovrai recarti presso la Rappresentanza Diplomatica o Consolare Italiana presente sul territorio straniero in cui è stato redatto l’atto da legalizzare. Se l’atto è rilasciato da un’autorità estera in Italia, deve essere legalizzato dal Prefetto nella cui circoscrizione si trova l’autorità stessa (fanno eccezione la Valle D’Aosta, in cui è competente il Presidente della Regione, e le province di Trento e Bolzano, per cui è competente il Commissario di Governo).

TRADUZIONE: nel caso in cui il documento non sia redatto su modello plurilingue previsto da Convenzioni Internazionali, deve essere tradotto in italiano. Gli atti e i documenti formati dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero non devono essere legalizzati.

APOSTILLE : Nei Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione de L’Aia del 5 ottobre 1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri, la necessità di legalizzare gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere è sostituita da un’altra formalità: l’apposizione della “postilla” (o apostille). Pertanto, una persona proveniente da un Paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso la Rappresentanza consolare e chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso la competente autorità interna designata da ciascuno Stato – e indicata per ciascun Paese nell’atto di adesione alla Convenzione stessa (normalmente si tratta del Ministero degli Esteri) – per ottenere l’apposizione dell’apostille sul documento. Così perfezionato, il documento viene riconosciuto in Italia.

Consulta l’elenco aggiornato dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione de L’Aja e delle autorità competenti all’apposizione dell’apostille per ciascuno degli Stati sul sito web della Conferenza de L’Aja di diritto internazionale privato.

ASSEVERAZIONE: è un atto pubblico attraverso il quale viene certificata la corrispondenza dei contenuti della traduzione rispetto al documento originale. Conosciuto anche come “traduzione giurata”, consiste appunto nel giuramento della traduzione presso il tribunale, il quale attesta che la traduzione si attiene fedelmente al documento originale per tutta la sua lunghezza. Il documento tradotto da asseverare deve essere completo di una marca da bollo del valore di 16,00 euro se la traduzione è di massimo 100 righe, verbale di giuramento incluso. Alla riga 101, e successivamente ogni 100 righe, va applicata un’altra marca da 16,00 euro. Le marche verranno annullate in sede di giuramento dal funzionario del tribunale.
Attraverso l’asseverazione, colui che provvede a prestare giuramento si fa carico di tutte le responsabilità derivanti dalla veridicità della propria dichiarazione. Il suddetto funzionario provvede infine a timbrare il documento, che risulta dunque asseverato ed è così valido in territorio italiano.

Permesso di soggiorno per motivi di studio

Sei un cittadino extracomunitario e vuoi studiare in Italia?

Se intendi restare in Italia per più di tre mesi, allora avrai bisogno del permesso di soggiorno per motivi di studio.

• Ecco come ottenerlo:

1. Devi presentare richiesta entro 8 giorno dal tuo arrivo in Italia presso le Poste Italiane che abbiano lo Sportello Amico, compilando il kit a banda gialla che ti verrà fornito.

2. Al modulo 1 compilato e firmato, dovrai allegare i seguenti documenti:

– Fotocopia di tutto il passaporto;
– Fotocopia della certificazione attestante il corso di studi che seguirai in Italia, debitamente visionata dalla Rappresentanza Diplomatica/Consolare Italiana all’atto del rilascio del visto d’ingresso;
– Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida nel territorio nazionale per il periodo di durata del tuo soggiorno;
– 4 foto formato tessera;
– Marca da bollo del valore di 16,00 Euro;
– Ricevuta del contributo pari a :
o 80,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiori o pari a un anno;
o 100,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
– 27,50 Euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico,
– 30,00 Euro per le spese di spedizione postale.

Il permesso di soggiorno ti verrà rilasciato entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.

• Ricorda:

– Il permesso di soggiorno per motivi di studio NON può essere per la frequenza di un corso di studi diverso da quello per il quale è stato concesso il visto d’ingresso ad eccezione del passaggio ad altra facoltà concesso dall’Autorità accademica e dell’accesso ad un corso di tipo universitario intrapreso al termine della frequenza in Italia o ad un corso di livello superiore;

– Il permesso di soggiorno per motivi di studio autorizza lo svolgimento di attività lavorativa part-time per un massimo di 20 ore settimanali e un limite annuale di 1.040 ore . In caso si superino tali limiti, può essere convertito in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Il tuo permesso di soggiorno per motivi di studio è scaduto o sta per scadere?

• Ecco come rinnovarlo:

1. Devi presentare richiesta di rinnovo presso le Poste Italiane.
IMPORTANTE: devi essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per il primo rilascio;

2. Dovrai allegare, inoltre, i seguenti documenti:

– Fotocopia dell’attestazione del possesso di adeguate risorse finanziarie per il proprio sostentamento durante il soggiorno in Italia. Se sei uno studente lavoratore, potrai dichiarare e dimostrare il tuo reddito compilando il modulo 2 presente nel kit;
– Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida nel territorio nazionale per il periodo di durata del tuo soggiorno;
– Fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
– Fotocopia della certificazione attestante il superamento di almeno un esame di profitto se stai rinnovando il tuo permesso di soggiorno per la prima volta. Per i successivi rinnovi sarà necessaria una certificazione che attesti il superamento di almeno due esami, salvo cause di forza maggiore,
– Versamento di 30,00 Euro per le spese di spedizione postale.

In attesa del tuo permesso di soggiorno, potrai esibire la ricevuta della raccomandata che attesta che hai fatto domanda di rinnovo, insieme al permesso di soggiorno scaduto .

• Ricorda:

Il permesso di soggiorno per motivi di studio:

– Può essere rinnovato SOLO SE il visto di ingresso è stato rilasciato per la frequenza di un corso pluriennale e, in ogni caso, NON può essere rinnovato per un periodo superiore alla durata del corso di studi e per un periodo superiore a tre anni oltre la durata del corso di studi pluriennale;

– Viene rinnovato agli studenti che durante il primo anno di corso abbiano superato una verifica di profitto e negli anni successivi almeno due verifiche. Per gravi motivi di salute o di forza maggiore, debitamente documentati, può essere rinnovato anche allo studente che abbia superato una sola verifica, fermo restando il numero complessivo di rinnovi;

– Può essere rinnovato ulteriormente per conseguire il titolo di specializzazione o il dottorato di ricerca, per la durata complessiva del corso, rinnovabile per un anno.