Quando è possibile convertire il permesso in quello per motivi familiari?

La domanda di conversione deve essere presentata presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente per la verifica della disponibilità delle quote di ingresso, allegando:

  • modulo 1 del kit delle poste;
  • fotocopia di tutto il passaporto;
  • documentazione anagrafica comprovante il legame familiare;
  • fotocopia della dichiarazione dei redditi del familiare straniero con il quale si chiede la coesione;
  • certificato di idoneità alloggiativa.

Rinnovo del permesso di soggiorno e matrimonio: che cosa cambia

Per ottenere il permesso di soggiorno, allo straniero extracomunitario basta dimostrare la convivenza con un cittadino italiano.
La sentenza n. 5040/2017 del 19 ottobre 2017 parla chiaro: la persona convivente more uxorio di un cittadino italiano ha diritto al rinnovo del permesso di soggiorno anche in assenza del matrimonio.
Secondo quanto stabilito, infatti, dal Consiglio di Stato è illegittimo il diniego di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato motivato dalla mancanza di un reddito minimo idoneo al suo sostentamento sul territorio nazionale laddove sussista un rapporto di convivenza evidente e dichiarato (anche nel caso di un rapporto di lavoro di natura fittizia come la collaborazione domestica).
La sentenza riprende le indicazioni provenienti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in materia, secondo cui la nozione di “vita privata e familiare” (articolo 8, paragrafo 1, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo) include non solo le relazioni consacrate dal matrimonio, ma anche le unioni di fatto nonché, in generale, i legami esistenti tra i componenti del gruppo designato come famiglia naturale.
Per questo motivo, proprio in virtù della presenza di rapporti affettivi (di natura eterosessuale od omosessuale), l’eventuale applicazione di una misura di allontanamento o di diniego di un permesso di soggiorno è in grado, secondo la Corte di Strasburgo, di provocare un sacrificio sproporzionato del diritto alla vita privata e familiare per il soggetto portatore dell’interesse (Corte europea dei diritti dell’uomo, sentenza del 4 dicembre 2012).

Il ricongiungimento familiare

Sei un cittadino straniero e ti trovi regolarmente in Italia?

Sei titolare di carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno, di durata non inferiore a un anno, per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo, per protezione sussidiaria, per studio o per motivi religiosi?

Vuoi riunire la tua famiglia?

Puoi richiedere l’ingresso in Italia dei tuoi familiari purché siano:

  • Coniuge non legalmente separato di età non inferiore ai 18 anni;
  • Figli minorenni che non siano coniugati, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, purchè l’altro genitore, qualora esista, ne abbia dato il suo consenso;
  • Figli maggiorenni a carico, qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale.
  • Genitore a carico, che non abbia altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori con oltre 65 anni di età, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per gravi documentati motivi di salute.

Per poter avviare l’iter di ricongiungimento devi fare richiesta di Nulla Osta per il tuo familiare allo Sportello Unico per l’Immigrazione (Ministero dell’Interno)
Sportello Unico: Clicca qui

Importante: è necessario l’utilizzo di un computer e della connessione Internet perché la richiesta deve essere compilata ed inviata con procedura informatica.

I requisiti necessari per ottenere il nulla osta sono:

1) avere un permesso di soggiorno CE per soggiornanti in corso di validità con durata non inferiore ad 1 anno;

2) avere un reddito annuo lordo, da fonti lecite, che non sia inferiore all’importo annuo previsto per l’assegno sociale aumentato della metà dell’importo per ogni familiare  per cui si chiede il ricongiungimento;

3) dimostrare di essere proprietario, affittuario o comodatario di una abitazione che presenti i necessari requisiti igienico-sanitari e che abbia ottenuto l’idoneità abitativa;

4) allegare, se lavoratore, la documentazione comprovante il reddito proveniente dall’attività svolta, si precisa che la determinazione del reddito è determinata dal cumulo di tutti i redditi dei familiari conviventi;

5) per i familiari con più di 65 anni è necessaria una polizza di durata annuale per la copertura dei rischi di malattia e infortunio, oppure l’iscrizione al SSN con pagamento in un’unica soluzione di un contributo forfettario annuale.

Una volta ottenuto il Nulla Osta (entro 180 giorni dalla richiesta), il familiare dovrà presentare all’ Autorità consolare italiana sul proprio territorio (Ambasciata/Consolato) la certificazione, tradotta e validata, attestante il rapporto di parentela.

Lo Sportello Unico trasmetterà il Nulla Osta all’Autorità consolare che, sentito anche il parere della Questura su eventuali motivi che impediscono il ricongiungimento sul territorio italiano, rilascerà il Permesso di Soggiorno per Motivi Familiari, che avrà durata uguale al permesso di soggiorno del familiare che ne ha richiesto il ricongiungimento.

N.B.: Il permesso di Soggiorno decade per la morte del familiare che ha richiesto il ricongiungimento o separazione legale e scioglimento del matrimonio.

Ricorda: il Nulla Osta ha durata di 6 mesi dalla data di rilascio, pertanto la richiesta di Visto di Ingresso in Italia deve essere avanzata entro tale termine.

Importante: qualora la richiesta di ricongiungimento fosse negata è possibile presentare opposizione al diniego presso il tribunale di residenza del richiedente il ricongiungimento.

Devi presentare la richiesta di ricongiungimento di un tuo familiare?

Scrivici a info@waitaly.net avrei tutta l’assistenza di cui hai bisogno.