Le donne nella diplomazia: il messaggio di S.E. Monica Robelo

Il discorso integrale dell’Ambasciatrice del Nicaragua al convegno “Donne e Diplomazia: Voci dal Mondo”


Introduzione

Durante la Tavola Rotonda Internazionale “Donne e Diplomazia: Voci dal Mondo”, svoltasi il 2 ottobre 2025 presso l’Università LUMSA di Roma, l’Ambasciatrice del Nicaragua, S.E. Monica Robelo Raffone, ha condiviso un intervento profondo e ispirato sul ruolo delle donne nella diplomazia contemporanea.

L’Ambasciatrice ha successivamente inviato a Welcome Association Italy il testo integrale del suo discorso, che pubblichiamo oggi per renderlo accessibile a tutte le persone interessate.

A breve saranno diffusi anche gli atti ufficiali del convegno, che raccoglieranno tutti i contributi diplomatici e accademici della giornata.


Discorso integrale di S.E. Monica Robelo Raffone

Buon pomeriggio a tutte e a tutti.

Desidero iniziare ringraziando gli organizzatori di questa preziosa iniziativa, Welcome Association Italy. La presenza di così tanti giovani studenti sottolinea l’importanza del dialogo interculturale e intergenerazionale.

Allo stesso modo, desidero salutare la partecipazione di tante colleghe di diverse nazioni: ogni testimonianza ci permette di comprendere come la diplomazia stia cambiando attraverso la voce e l’impegno delle donne.

In questo senso, vale la pena ricordare che la Giornata Internazionale delle Donne nella Diplomazia, proclamata dalle Nazioni Unite nel 2022, riconosce il ruolo essenziale che svolgiamo nella costruzione della pace, nella cooperazione internazionale e nello sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, ci ricorda che la parità di genere nella diplomazia non è solo una questione di giustizia, ma una condizione indispensabile per ottenere risultati globali più efficaci.

Questo riconoscimento è sancito anche dalla Risoluzione 13/25 del Consiglio di Sicurezza.

La mia vocazione diplomatica nasce da un profondo senso di identificazione e appartenenza alla storia e ai valori del mio Paese, il Nicaragua, e dal desiderio di rappresentare una nazione che ha sempre posto al centro la dignità del suo popolo, la solidarietà e il dialogo.

Ho intrapreso questo percorso convinta che il dialogo e la cooperazione possano trasformare anche le sfide più complesse in opportunità di comprensione e di azione condivisa.

Da molti anni ho il privilegio di rappresentare il mio Paese in Italia e presso gli organismi delle Nazioni Unite con sede a Roma – FAO, PAM e IFAD – istituzioni centrali nella lotta contro la fame e la povertà.
Da queste sedi ho potuto constatare che affrontare sfide così imponenti richiede non solo competenza e determinazione, ma anche una solida volontà politica, risposte coordinate e una visione condivisa, sempre fondate sui valori di unità, solidarietà e rispetto dell’autodeterminazione.

Il benessere dei popoli e una pace giusta e duratura possono essere raggiunti solo quando i diritti fondamentali vengono garantiti e le nazioni cooperano su basi di uguaglianza e rispetto reciproco.

Essere donna nella diplomazia significa non solo conciliare ruoli diversi, ma anche affrontare stereotipi e barriere culturali che ancora oggi persistono. Tuttavia, credo che la sfida più grande sia riuscire a far sentire la nostra voce in un contesto geopolitico di potere asimmetrico, dove le priorità dei Paesi più piccoli rischiano di essere marginalizzate rispetto agli interessi delle grandi potenze.

Personalmente, ho il privilegio di appartenere a un Paese in cui, storicamente, le donne hanno avuto un ruolo centrale nei processi decisionali, nella politica e nello sviluppo, anche in ambito diplomatico, dimostrando che la visione femminile non solo supera le barriere, ma può imprimere un cambiamento significativo a livello internazionale.

Dopo la Rivoluzione Popolare Sandinista del 1979, il Nicaragua attraversò un periodo di profonda trasformazione politica e sociale, segnato da pressioni internazionali e da una guerra civile durata dieci anni, finanziata e condotta dagli Stati Uniti con l’obiettivo di destabilizzare il Paese.

In quel contesto complesso, le donne diplomatiche svolsero un ruolo fondamentale: difesero il processo rivoluzionario, denunciarono l’interventismo straniero e contribuirono a forgiare alleanze con i Paesi Non Allineati, il blocco socialista e altre nazioni solidali.

Queste donne non rappresentavano solo un governo rivoluzionario, ma incarnavano una nuova visione di donna attiva, critica e impegnata nella costruzione di una società più giusta.

Tra loro desidero ricordare Nora Astorga Gadea, guerrigliera, avvocata, giudice e diplomatica, Ambasciatrice del Nicaragua presso le Nazioni Unite dal 1986 fino alla sua prematura scomparsa nel 1988. Il suo contributo fu decisivo nel caso Nicaragua vs. Stati Uniti, che sancì l’illegalità del sostegno americano alla Contra.

Quelle pioniere gettarono le basi di una generazione che, grazie alla volontà politica e alle riforme legislative, consolidò la presenza femminile nella diplomazia nicaraguense, dimostrando che la loro voce può essere determinante.

Oggi, il Nicaragua si distingue a livello globale per il suo impegno nella promozione dell’uguaglianza di genere.
Secondo il rapporto congiunto di ONU Donne e Unione Interparlamentare (UIP) “Donne nella Politica: 2025”, il Nicaragua occupa il primo posto al mondo per la percentuale di ministre (64%) e il terzo posto per rappresentanza femminile in Parlamento.

Si tratta di un risultato straordinario, se si considera che, a livello mondiale, solo il 21% delle ambasciate è guidato da donne e appena il 13,5% dei processi di pace prevede la presenza di mediatrici.

Per noi, la presenza femminile va oltre la questione della parità: è una risorsa essenziale per la giustizia, la stabilità e lo sviluppo.

Ai giovani che aspirano a intraprendere questa carriera, dico: la diplomazia richiede dedizione, studio e una grande capacità di adattamento. È fondamentale coltivare la curiosità intellettuale, imparare le lingue e conoscere culture diverse.

Ricordate che il successo in diplomazia non si misura solo negli accordi firmati, ma nelle relazioni che siamo in grado di costruire e nella capacità di contribuire a un futuro di pace, giustizia e rispetto del diritto internazionale.

Noi, donne, possiamo svolgere un ruolo essenziale nella costruzione della pace e del dialogo. Nel corso della storia e nella diplomazia contemporanea, abbiamo dimostrato che il nostro contributo non è solo quantitativo, ma soprattutto qualitativo.

Portiamo al tavolo negoziale un equilibrio unico: fermezza e capacità di ascolto, realismo e visione, competenza tecnica e sensibilità umana. In un mondo attraversato da conflitti, crisi climatiche e disuguaglianze, questa combinazione è fondamentale per raggiungere soluzioni sostenibili.

Per questo, la presenza femminile nella diplomazia non deve essere considerata un gesto simbolico, ma una scelta strategica per rafforzare la cooperazione, favorire il consenso e generare risultati concreti.


Chi è S.E. Monica Robelo Raffone

Monica Robelo Raffone è Ambasciatrice della Repubblica del Nicaragua presso la Repubblica Italiana e Rappresentante Permanente presso le Agenzie delle Nazioni Unite a Roma (FAO, IFAD e PAM).
Giurista di formazione, laureata all’Università La Sapienza di Roma, ha collaborato con la Commissione Europea su progetti nei settori dei diritti umani e della cooperazione internazionale.
Dal 2015 rappresenta il suo Paese in Italia, promuovendo dialogo, solidarietà e parità di genere nella diplomazia globale.


Verso gli atti ufficiali del convegno

Il discorso dell’Ambasciatrice Robelo farà parte degli atti ufficiali della Tavola Rotonda “Donne e Diplomazia: Voci dal Mondo”, pubblicazione che raccoglierà gli interventi di ambasciatrici, accademici e rappresentanti istituzionali provenienti da tutto il mondo.

L’obiettivo della raccolta è creare una memoria condivisa della diplomazia femminile contemporanea, rafforzando il legame tra Italia, Europa e comunità internazionali.


Conclusione

Le parole di S.E. Monica Robelo ricordano che la diplomazia è un’arte di ascolto, empatia e visione, in cui le donne contribuiscono a costruire una pace più giusta e duratura.

Welcome Association Italy ringrazia l’Ambasciatrice per aver condiviso il suo intervento e per il suo contributo al percorso di valorizzazione del ruolo delle donne nella diplomazia.

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