L’Italia apre le porte ai turisti, ecco quando!

L’Italia dopo quasi due mesi di lockdown ha deciso che il 3 giugno riaprirà le frontiere e gli aeroporti per accogliere i turisti europei.

L’Italia cerca di salvare la stagione turistica chiedendo collaborazione tra i Paesi per consentire la libera circolazione delle persone sul suolo europeo il prima possibile.

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“Italia, lontana e vicina” – La Pizza

Se chiedessimo a qualsiasi cittadino straniero tre caratteristiche del nostro Paese, probabilmente avremmo, nella maggior parte dei casi, le stesse risposte: cultura, moda e cibo.

Certo, potremmo ribattere che ci sono altre centinaia di tratti distintivi, ma nella visione di massa questi tre elementi sono radicati nel pensiero di qualsiasi amante del Belpaese.

Forse quello che più stuzzica è proprio il cibo e, in particolar modo, la Pizza.

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“Italia, lontana e vicina” – Isola di Liri

“La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte” – Omar Khayyam.

Dopo la visita nella città più famosa del mondo, Roma, restando sempre nel Lazio possiamo trovare una gemma ad un ora di macchina di distanza, l’Isola del Liri.

L’Isola del Liri (Lisëra, nel dialetto locale) si trova in provincia di Frosinone. Questo pezzo di terra si è creato a causa del dislivello del letto del fiume Liri, che ad un certo punto si biforca, per poi congiungersi alla fine del borgo.

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La vecchia nuova realtà

Finalmente sono uscito. Dopo due mesi dall’inizio del lockdown, ho riassaporato il gusto fresco e primaverile di passeggiare tra le vie della mia città, che ora mi appaiono più belle che mai.

La prima sensazione che ho avuto quando la mia vista si è trovata di fronte quella pletora di vie, viuzze, palazzi e parchi che sempre mi hanno accompagnato tacitamente e servilmente durante i miei sbagli, le mie vittorie e le mie risa, è stata quella di trovarmi in un’altra città; una città che si presentava a me per la prima volta, esponendomi il suo volto di colori e profumi che mi hanno inondato i sensi. Dentro di me è emerso un sentimento di stupore e meraviglia – come ho fatto a non accorgermi di tutta questa bellezza, di questa via, di quella finestra, di quel negozio, di questa panchina ora rallegrata dal peso di una giovane coppia – come quando fai un viaggio in una città nuova e vieni accarezzato da un flebile tremore lungo la schiena che ti consegna quella sensazione tangibile che ti dice che sei emozionato.

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“medici e infermieri della terra”

Ebbene sì, oggi abbiamo un malato ulteriore: la terra; ma non il pianeta terra che da qualche mese ha scoperto nuovamente cosa significa “respirare”, quanto è bello fare un lungo sospiro e riempirsi i polmoni di aria pulita e di uccellini, quanto è bello sentire sulla pelle delle nuvole i brividi del vento voluttuoso, che ora è più leggiadro più fresco e ribelle. La terra di cui parlo è quella dei nostri avi, delle nostre nostalgiche ed empatiche case di campagna, da dove nascono frutta e ortaggi, che emanano profumi di maturità e fatica, mentre si scrollano di dosso le tenere carezze del terriccio soffice e affabile. Ma dove c’è un parto, c’è un ostetrica che permette alla nascita di avvenire; e i nostri ostetrici silenziosi e solerti (e privi di diritti) – e abbronzati di un sole che controlla duramente il loro operato tutto il giorno – sono la pletora di agricoltori, la maggior parte immigrati irregolari, che si sono presi cura della nostra terra, amandola e rispettandola ogni giorno, più di quanto lo facciamo noi che in quella terra ci siamo nati.

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Il privilegio di vivere dentro una bolla

Una bolla di sapone, delicata sognatrice, mondo di riflessi colorati con un tocco di nostalgica magia, in grado – al primo sguardo come al primo amore – di riportare il tuo Io derelitto ed arcigno nel passato, quando ti bastava un po’ di sapone per dare vita ad avventure di ogni genere e dimensione; non all’altezza dei sogni ma più alte, perché quando si è bambini non esiste metafora che può arginare il flusso dei desideri.

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“Italia lontana e vicina” – 5 Borghi da vedere

Ci sono luoghi che conservano intatte le tracce di un antico passato. Luoghi nei quali ci rifugiamo per scappare dallo stress e dagli impegni quotidiani; stiamo parlando dei borghi: piccoli agglomerati di case, viuzze e chiesette, che rappresentano la spina dorsale del nostro Paese. Quei posti dove la vita scorre lenta, senza la frenesia delle grandi città, e nei quali il vicino di casa non è uno sconosciuto da salutare distrattamente la mattina.

Mettetevi comodi, prendete spunto e iniziate a programmare un fine settimana di scoperta zainetto in spalla. Ovviamente quando sarà terminato questo periodo di “isolamento”!

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Non mettere tutte le uova nello stesso paniere

Mai come oggi ai tempi del coronavirus i nostri soldi depositati sui conti correnti sono a rischio perdite per le minacce di prelievi forzosi, di imposte patrimoniali, di commissioni bancarie in aumento. Da giorni si è iniziato a parlare di una nuova tassa sui soldi, occulta e quindi anche più subdola, quasi invisibile e quindi pericolosa, e dalla quale occorre difenderci anche se è difficile. Partiamo dal fatto che ci sono troppi, tanti soldi sul conto corrente e tanta incertezza su ciò che sta avvenendo nelle nostre storie personali e professionali. L’uomo tendenzialmente ha la necessità di superare un “senso di impotenza” in quanto per natura vorrebbe avere il potere sulle cose, sulle situazioni e cercare soluzioni rapide a tutto. Sicuramente in questi giorni è uno stato collettivo, che ci accomuna, che ci unisce e forse rende simili anche le nostre preoccupazioni che seguono quella primaria: l’esigenza di “sopravvivere”.

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