WAI alla FAO: donne, bioeconomia e innovazione al centro del dialogo internazionale

Su invito di S.E. Ivana Skočajić, Rappresentante Permanente della Serbia presso la FAO, Welcome Association Italy ha partecipato al side event “Women at the Heart of the Bioeconomy – Weaving Innovation in Bio-Based Fashion”, nell’ambito della 28ª Sessione del Committee on Forestry.

Roma, 1 ottobre 2026 – Tradizione, innovazione, sostenibilità e valorizzazione del ruolo delle donne si sono incontrate presso la sede della FAO – Food and Agriculture Organization of the United Nations in occasione dell’evento internazionale “Women at the Heart of the Bioeconomy – Weaving Innovation in Bio-Based Fashion”.

All’iniziativa ha preso parte, in rappresentanza di Welcome Association Italy, Carlo Palumbo, Vice Segretario Nazionale WAI, su cortese invito di S.E. Ivana Skočajić, Rappresentante Permanente della Repubblica di Serbia presso la FAO e le altre Agenzie delle Nazioni Unite a Roma.

L’evento, organizzato da Serbia, Filippine e Svezia in collaborazione con la FAO, si è svolto nell’ambito della 28ª Sessione del Committee on Forestry (COFO 28) e della 10ª World Forest Week, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al futuro delle foreste e al loro ruolo nei sistemi economici, ambientali e sociali.

Dalla tutela delle risorse a nuovi modelli di sviluppo

Il contesto nel quale si è inserito l’incontro è particolarmente significativo. Il Committee on Forestry è il massimo organismo intergovernativo della FAO dedicato alle foreste e riunisce periodicamente governi, responsabili delle politiche forestali, organizzazioni internazionali ed esperti per individuare priorità comuni e orientare il lavoro futuro dell’Organizzazione. La 28ª Sessione, in programma a Roma dal 28 settembre al 2 ottobre, è dedicata al tema “Forests for food, resilience and prosperity”.

All’interno di questo scenario, la bioeconomia assume un significato che va ben oltre il solo utilizzo di materiali naturali. Per la FAO significa mettere risorse biologiche, conoscenza, scienza, tecnologia e innovazione al servizio di una trasformazione più sostenibile dei sistemi economici, creando allo stesso tempo opportunità per i territori e le comunità.

Ed è proprio da questo punto di incontro tra ambiente, sviluppo economico e dimensione sociale che è nato il side event del 1° ottobre.

Le donne al centro della bioeconomia

Women at the Heart of the Bioeconomy è stato organizzato nel quadro dell’International Year of the Woman Farmer 2026, promosso per valorizzare il contributo delle donne lungo le diverse filiere agroalimentari e rurali e per richiamare l’attenzione sulle opportunità di accesso a risorse, tecnologia, formazione e processi decisionali. Nella stessa definizione adottata dalla FAO rientrano non soltanto le agricoltrici, ma anche lavoratrici forestali, artigiane, produttrici, imprenditrici rurali e depositarie di conoscenze tradizionali.

Una prospettiva che durante l’incontro è diventata concreta attraverso il confronto tra rappresentanti istituzionali, diplomatici, innovatori, ricercatori, imprese e giovani.

Tra i protagonisti del programma figuravano, oltre a S.E. Ivana Skočajić, anche Máximo Torero, Chief Economist della FAO, Donna Celeste Feliciano-Gatmaytan dell’Ambasciata delle Filippine, Åsa Degerman di Södra, il ricercatore e youth advocate Ousainou Gaye e Luka Pejić del World Food Forum Serbia Youth Chapter.

Quando la tradizione diventa innovazione

Uno degli elementi più originali dell’iniziativa è stato il passaggio dal confronto teorico alla sua rappresentazione concreta attraverso la moda.

In collaborazione con Maiani Accademia Moda, sono state presentate esperienze provenienti da Serbia e Filippine per mostrare come risorse biologiche locali, conoscenze tradizionali e innovazione possano trasformarsi in prodotti contemporanei e opportunità economiche. Tra gli esempi proposti dalla FAO figurano tessuti ricavati dalla fibra di ananas nelle Filippine e la tradizione della maglieria serba.

Particolare attenzione è stata dedicata alla tradizione di Sirogojno, nella regione serba di Zlatibor.

Qui la lavorazione della lana racconta una storia profondamente legata al lavoro e all’emancipazione femminile. Nel 1963 venne organizzata una produzione artigianale all’interno della cooperativa agricola locale e, nel corso degli anni, le creazioni sviluppate sotto la guida della designer Dobrila Vasiljević-Smiljanić raggiunsero mercati e manifestazioni internazionali. Entro il 1991 il sistema aveva coinvolto circa 2.500 donne della regione di Užice.

Accanto alla tradizione, l’esperienza di Maridruna mostra invece come quelle competenze possano essere reinterpretate in chiave contemporanea. Il marchio serbo, fondato nel 2015, nasce con l’obiettivo di recuperare e modernizzare l’arte della maglieria e collabora con comunità di artigiane, alcune delle quali portatrici di oltre sessant’anni di esperienza.

È forse proprio questo uno dei messaggi più interessanti emersi dall’iniziativa: innovare non significa necessariamente abbandonare ciò che viene dal passato. La conoscenza tramandata tra generazioni può diventare parte di nuovi modelli produttivi, creare opportunità economiche e, allo stesso tempo, preservare identità e patrimonio culturale.

WAI: continuare a costruire ponti tra istituzioni e nuove generazioni

Per Welcome Association Italy, la partecipazione all’incontro rappresenta un ulteriore tassello del percorso di dialogo sviluppato negli ultimi anni con Ambasciate, rappresentanze diplomatiche, università, associazioni studentesche e comunità internazionali.

Un percorso nel quale mobilità internazionale, cultura e confronto tra nuove generazioni e istituzioni sono sempre più strettamente collegati.

La presenza alla FAO assume inoltre un significato particolare per WAI perché incontra temi già affrontati nel dialogo promosso dall’Associazione sul ruolo delle donne nelle relazioni internazionali, a partire dalla Tavola Rotonda internazionale “Donne e Diplomazia: Voci dal Mondo”.

L’incontro del 1° ottobre aggiunge a quel percorso una prospettiva ulteriore: quella di donne che, attraverso conoscenze, impresa, creatività e innovazione, contribuiscono alla trasformazione economica e sociale dei propri territori.

«Partecipare a questa iniziativa è stata un’occasione preziosa per osservare come diplomazia, innovazione, cultura e sviluppo sostenibile possano incontrarsi intorno a esperienze concrete. Mi ha colpito in particolare la capacità di mettere in dialogo conoscenze tramandate nel tempo e nuove prospettive economiche, riconoscendo alle donne un ruolo da protagoniste. È esattamente questo tipo di confronto internazionale, capace di collegare istituzioni, territori e nuove generazioni, che riteniamo importante continuare a promuovere anche attraverso il lavoro di Welcome Association Italy.»

Carlo Palumbo
Vice Segretario Nazionale – Welcome Association Italy

Un dialogo che continua

La partecipazione di WAI alla giornata della FAO rappresenta quindi non soltanto la presenza a un appuntamento internazionale, ma un’ulteriore occasione di ascolto, relazione e apertura verso esperienze che possono parlare anche alle nuove generazioni internazionali che hanno scelto l’Italia per costruire il proprio percorso di studio e di vita.

Welcome Association Italy ringrazia S.E. Ivana Skočajić per il cortese invito e per l’opportunità di prendere parte all’iniziativa, nonché le Rappresentanze Permanenti di Serbia, Filippine e Svezia e la FAO per aver creato uno spazio nel quale sostenibilità, innovazione, cultura e leadership femminile hanno potuto incontrarsi e dialogare.

Per WAI, continuare a essere presenti in questi luoghi significa continuare a costruire ponti: tra Paesi, istituzioni e comunità, ma soprattutto tra esperienze e nuove generazioni.

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