Au-pair: quali sono i requisiti per l’ingresso in Italia

In questo periodo di ripresa dei viaggi e di ritorno in ufficio dei genitori dopo lo smart working, è cominciata a risalire anche la domanda e l’offerta per la figura dell’Au-pair nel nostro Paese.
È importante sapere che c’è una differenza nel caso la persona in oggetto sia di cittadinanza europea o extra-europea.

Come funziona la regolamentazione al lavoro degli stranieri in Italia

Per i lavoratori extracomunitari è possibile, una volta arrivati in Italia, chiedere alla Questura il permesso di soggiorno e il datore di lavoro può procedere all’assunzione del lavoratore straniero direttamente con le procedure previste per il cittadino italiano.

Per i lavoratori extracomunitari in territorio italiano, il datore di lavoro deve seguire le stesse modalità previste per l’assunzione dei lavoratori italiani e comunitari, dandone comunicazione entro 48 ore alla Questura.

La comunicazione deve contenere: le generalità del datore di lavoro e del lavoratore, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione del lavoratore e l’indirizzo del datore di lavoro presso cui viene prestato servizio.

La mancata comunicazione prevede una sanzione amministrativa da Euro 154,00 a Euro 1.032,00.

Riconoscimento professionale: quali strade sono percorribili

Sei in Italia ed intendi far valere la qualifica professionale conseguita all’Estero?
Quali strade sono percorribili per il riconoscimento?
Nel nostro Paese le professioni si distinguono essenzialmente in due categorie: “non regolamentate” e “regolamentate”.
Le prime sono quelle che si possono esercitare senza un titolo specifico, come ad esempio: arredatore, ballerino, cantante, pittore, regista, musicista, designer, interpreti, traduttori, ruoli nella pubblicità, marketing e comunicazione.
Per le professioni non regolamentate, non è necessario ottenere un riconoscimento legale del proprio titolo di studio ed inserirsi nel mercato lavorativo italiano.
Il discorso cambia se parliamo delle professioni regolamentate, disciplinate da una specifica legislazione nazionale, che definisce il titolo di studio ed i successivi anni di pratica (tirocinio) all’addestramento della professione, indispensabili per esercitare.

In questi casi è indispensabile il riconoscimento del titolo professionale ottenuto all’Estero da parte dell’autorità competente italiana.

L’Italia riconosce le qualifiche professionali estere applicando:

– alle qualifiche di provenienza UE la legislazione comunitaria; si tratta delle Direttive 2005/36/CE e 2013/55/UE, che prevedono il riconoscimento della professione estera: l’autorità italiana competente può subordinare il riconoscimento a una misura compensativa (esame attitudinale o tirocinio di adattamento);

– alle qualifiche di provenienza non-UE, il DPR 394/99, Artt. 49-50, e il successivo DPR 334/04, con cui si estende ai titoli non-comunitari la possibilità del riconoscimento professionale attraverso misure compensative.

Il riconoscimento professionale varia a seconda del settore e delle autorità competenti.

Ministero della Salute

Professioni: Dietista; Educatore professionale; Farmacista; Fisioterapista; Infermiere; Logopedista; Medico/Medico Specialista; Odontoiatra; Ostetrica; Ottico; Podologo; Psicologo; Psicoterapeuta; Tecnico audiometrista; Tecnico audioprotesista; Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione vascolare; Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro; Tecnico della riabilitazione psichiatrica; Tecnico di neurofisiopatologia; Tecnico ortopedico; Tecnico sanitario di laboratorio biomedico; Tecnico sanitario di radiologia medica; Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva; Veterinario.
Ministero della Giustizia

Professioni: Agente di cambio; Agronomo e forestale junior; Agrotecnico; Assistente sociale; Attuario; Attuario junior; Avvocato; Biologo; Biotecnologo agrario; Chimico; Consulente del lavoro; Dottore agronomo e dottore forestale; Dottore commercialista; Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro; Dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità; Geologo; Geometra; Giornalista; Ingegnere; Perito agrario; Perito industriale; Ragioniere; Tecnologo alimentare; Zoonomo.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione

Professioni: Docente di scuola materna; Docente di scuola primaria; Docente di scuola secondaria (inferiore e/o superiore)

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca

Professioni: Architetto, Pianificatore territoriale, Paesaggista, Conservatore dei Beni Architettonici ed Ambientali, Architetto junior e Pianificatore junior

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Professione: Estetista

Ministero dello Sviluppo Economico

Professioni: Installazione impianti elettrici; Installazione impianti elettronici; Installazione impianti idraulici; Installazione impianti termici; Installazione impianti di trasporto del gas; Installazione impianti di sollevamento persone; Installazione impianti antincendio; Attività di pulizia; Attività di disinfestazione; Attività di derattizzazione; Attività di sanificazione; Carrozzeria; Meccanica e motoristica; Elettrauto; Gommista; Facchinaggio e movimentazione merci; Ausiliari del commercio (agente di commercio, agente di affari in mediazione, spedizioniere, mediatore marittimo); Mediatore marittimo; Barbiere; Parrucchiere.

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Professioni: Accompagnatore turistico; Guida turistica; Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento affari regionali, le autonomie e lo sport

Professione: Maestro di sci; Guida alpina.

Per ulteriori informazioni, contattare WAI:

E-mail info@waitaly.net | Tel. 06 3611676

Riconoscimento non accademico

Sei in Italia ed intendi partecipare ad un concorso pubblico?
Vuoi iscriverti ad un centro per l’impiego, ma non sai come far valere il tuo titolo di studio conseguito all’Estero?
In Italia le procedure per il riconoscimento dei titoli di studio per scopi non accademici, come per il riconoscimento accademico, variano a seconda dell’esigenza.

1 – Concorsi Pubblici

Per accedere, come lavoratore, alla Pubblica Amministrazione in Italia in genere è necessario superare un concorso pubblico. Anche i possessori di un titolo di studio estero di qualsiasi livello (come la scuola secondaria o l’istruzione superiore), fermi restando i requisiti previsti dalla legge, possono partecipare a concorsi per accedere a posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche italiane, grazie ad una procedura di riconoscimento indicata all’art. 2 del DPR 189/2009.

Il procedimento di riconoscimento è finalizzato alla valutazione del titolo principale richiesto dal bando di concorso, ovvero valutare l’equivalenza del titolo straniero a quello italiano, senza che venga rilasciato un titolo italiano (equipollenza), pertanto è necessario allegare il bando di concorso specifico alla domanda di equivalenza

Tale procedura non si applica nel caso di “concorsi” riferiti a professioni regolamentate (es. insegnante) o nel caso di accesso a corsi di Dottorato di ricerca.

L’ente responsabile per questa procedura è la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – UOLP – Servizio per le assunzioni e la mobilità.

Se invece si è già in possesso di un titolo italiano principale e si desidera far valutare altri titoli esteri, si potrà applicare quanto disposto dall’art. 3 comma 1 lettera a) del DPR 30 luglio 2009, n. 189. Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.

2 – Fini Previdenziali

È possibile far valutare titoli di studio esteri a fini previdenziali, per il riscatto del relativo periodo di studio. Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.
La domanda dovrà essere presentata direttamente all’INPS che a sua volta invierà la documentazione al MIUR che emanerà entro 90 giorni il provvedimento conclusivo e lo comunicherà sia all’amministrazione, sia all’interessato.
Nel caso di esito negativo, è possibile presentare un’ istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

3 – Iscrizione ai Centri per l’impiego

La procedura per valutare titoli di studio esteri per l’iscrizione ai Centri per l’impiego, si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.

La domanda dovrà essere presentata direttamente ai Centri per l’Impiego che la invieranno al MIUR. Il provvedimento conclusivo sarà emanato entro 90 giorni e comunicato sia all’amministrazione, sia all’interessato. Nel caso la valutazione del titolo estero sia negativa, è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

4 – Accesso al praticantato/tirocinio con titolo estero

Per l’accesso al praticantato o al tirocinio è richiesta la valutazione dei titoli di studio come requisito per alcune professioni regolamentate. Tale valutazione è svolta dal MIUR sentito il Consiglio universitario nazionale e il Consiglio o Collegio nazionale della relativa categoria professionale, nel caso esista.

Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in Paesi UE, SEE/EFTA e nella Confederazione svizzera.

5 – Assegnazione di borse di studio e altri benefici

È possibile far valutare titoli di studio esteri per l’assegnazione di borse di studio e altri benefici erogati o riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni.
Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona. La domanda dovrà essere presentata direttamente all’amministrazione interessata che sarà competente della valutazione del titolo estero, acquisito il parere del MIUR. Nel caso di esito negativo è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

6 – Valutazione di titoli e certificazioni comunitarie

Le  amministrazioni italiane possono valutare, per Legge, qualifiche rilasciate da istituzioni di un Paese dell’Unione europea, nei casi di procedimento nel quale è richiesto il possesso di un titolo di studio, corso di perfezionamento, certificazione di esperienza professionale e ogni altro attestato per il riconoscimento di competenze acquisite.

L’amministrazione responsabile valuta la corrispondenza dei titoli o certificati acquisiti in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo o nella Confederazione elvetica tramite la preventiva acquisizione del parere favorevole espresso dal MIUR.

Per informazioni sulla procedura e sulla documentazione richiesta contattare WAI:
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Tel. 06 3611676