Riconoscimento non accademico

Sei in Italia ed intendi partecipare ad un concorso pubblico?
Vuoi iscriverti ad un centro per l’impiego, ma non sai come far valere il tuo titolo di studio conseguito all’Estero?
In Italia le procedure per il riconoscimento dei titoli di studio per scopi non accademici, come per il riconoscimento accademico, variano a seconda dell’esigenza.

1 – Concorsi Pubblici

Per accedere, come lavoratore, alla Pubblica Amministrazione in Italia in genere è necessario superare un concorso pubblico. Anche i possessori di un titolo di studio estero di qualsiasi livello (come la scuola secondaria o l’istruzione superiore), fermi restando i requisiti previsti dalla legge, possono partecipare a concorsi per accedere a posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche italiane, grazie ad una procedura di riconoscimento indicata all’art. 2 del DPR 189/2009.

Il procedimento di riconoscimento è finalizzato alla valutazione del titolo principale richiesto dal bando di concorso, ovvero valutare l’equivalenza del titolo straniero a quello italiano, senza che venga rilasciato un titolo italiano (equipollenza), pertanto è necessario allegare il bando di concorso specifico alla domanda di equivalenza

Tale procedura non si applica nel caso di “concorsi” riferiti a professioni regolamentate (es. insegnante) o nel caso di accesso a corsi di Dottorato di ricerca.

L’ente responsabile per questa procedura è la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – UOLP – Servizio per le assunzioni e la mobilità.

Se invece si è già in possesso di un titolo italiano principale e si desidera far valutare altri titoli esteri, si potrà applicare quanto disposto dall’art. 3 comma 1 lettera a) del DPR 30 luglio 2009, n. 189. Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.

2 – Fini Previdenziali

È possibile far valutare titoli di studio esteri a fini previdenziali, per il riscatto del relativo periodo di studio. Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.
La domanda dovrà essere presentata direttamente all’INPS che a sua volta invierà la documentazione al MIUR che emanerà entro 90 giorni il provvedimento conclusivo e lo comunicherà sia all’amministrazione, sia all’interessato.
Nel caso di esito negativo, è possibile presentare un’ istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

3 – Iscrizione ai Centri per l’impiego

La procedura per valutare titoli di studio esteri per l’iscrizione ai Centri per l’impiego, si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona.

La domanda dovrà essere presentata direttamente ai Centri per l’Impiego che la invieranno al MIUR. Il provvedimento conclusivo sarà emanato entro 90 giorni e comunicato sia all’amministrazione, sia all’interessato. Nel caso la valutazione del titolo estero sia negativa, è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

4 – Accesso al praticantato/tirocinio con titolo estero

Per l’accesso al praticantato o al tirocinio è richiesta la valutazione dei titoli di studio come requisito per alcune professioni regolamentate. Tale valutazione è svolta dal MIUR sentito il Consiglio universitario nazionale e il Consiglio o Collegio nazionale della relativa categoria professionale, nel caso esista.

Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in Paesi UE, SEE/EFTA e nella Confederazione svizzera.

5 – Assegnazione di borse di studio e altri benefici

È possibile far valutare titoli di studio esteri per l’assegnazione di borse di studio e altri benefici erogati o riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni.
Tale procedura si applica ai soli titoli esteri rilasciati in uno dei Paesi aderenti alla Convenzione di Lisbona. La domanda dovrà essere presentata direttamente all’amministrazione interessata che sarà competente della valutazione del titolo estero, acquisito il parere del MIUR. Nel caso di esito negativo è possibile presentare una istanza di riesame producendo ulteriore documentazione, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento conclusivo.

6 – Valutazione di titoli e certificazioni comunitarie

Le  amministrazioni italiane possono valutare, per Legge, qualifiche rilasciate da istituzioni di un Paese dell’Unione europea, nei casi di procedimento nel quale è richiesto il possesso di un titolo di studio, corso di perfezionamento, certificazione di esperienza professionale e ogni altro attestato per il riconoscimento di competenze acquisite.

L’amministrazione responsabile valuta la corrispondenza dei titoli o certificati acquisiti in altri Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo o nella Confederazione elvetica tramite la preventiva acquisizione del parere favorevole espresso dal MIUR.

Per informazioni sulla procedura e sulla documentazione richiesta contattare WAI:
info@waitaly.net 
Tel. 06 3611676

Sei in Italia e vuoi richiedere il riconoscimento del tuo titolo di studio?

Come specificato nell’articolo precedente, esistono diversi percorsi per richiedere tale riconoscimento, si differenziano in base al titolo di studio e all’obiettivo che si intende raggiungere.

Uno dei più consueti e richiesti è il Riconoscimento accademico, volto a:

  • accedere all’istruzione superiore,
  • attuare il proseguimento degli studi universitari,
  • conseguire dei titoli universitari italiani.

A quale ente/istituto è attribuita la competenza per il riconoscimento di tale titolo?

La competenza è dell’Università  e degli Istituti di istruzione universitaria, “che la esercitano nell’ambito della loro autonomia e in conformità ai rispettivi ordinamenti, fatti salvi gli accordi bilaterali in materia” (art. 2 della Legge 148 del 2002).

Nello specifico avremo le seguenti sottocategorie di richiesta ed accesso:

1 – Accesso all’istruzione superiore
È l’accesso ai corsi di primo ciclo (Laurea o Diploma accademico di primo livello).
Questa procedura non trasforma il titolo estero di scuola secondaria in un titolo italiano, ma consente l’ingresso a corsi di primo ciclo.

Per poter accedere a tale riconoscimento il titolo estero deve presentare tutte le seguenti caratteristiche:

  • deve essere il titolo finale ufficiale di scuola secondaria del sistema estero di riferimento;
  • deve consentire nel sistema estero di riferimento l’ingresso a corsi di primo ciclo di medesima natura (es. accademica);
  • deve essere stato ottenuto dopo un percorso complessivo di almeno 12 anni di scolarità;
  • nel caso esista un esame finale al fine dell’ingresso all’istruzione superiore, tale requisito è richiesto anche per l’ingresso ai corsi italiani.

2 – Proseguimento degli studi
Si tratta della valutazione dei titoli finali esteri di primo e di secondo ciclo volta all’accesso ai corsi di secondo (es. Laurea Magistrale) e terzo ciclo (es. Dottorato di Ricerca).
Come la precedente, tale procedura non trasforma il titolo estero in un titolo italiano, ma consente l’ingresso a corsi di Laurea Magistrale e ai Dottorati di Ricerca.

Per poter accedere a tale riconoscimento il titolo estero deve presentare tutte le seguenti caratteristiche:

  • è necessario possedere il titolo ufficiale rispettivamente di primo o di secondo ciclo del sistema estero di riferimento, rilasciato da istituzione ufficiale del sistema estero;
  • il titolo in possesso deve consentire nel sistema estero di riferimento l’ingresso a medesimi corsi di Laurea Magistrale e Dottorato di Ricerca;
  • il titolo deve presentare gli elementi di natura e disciplinari corrispondenti a quelli del titolo italiano richiesto per l’ingresso (come la natura accademica o gli elementi di ricerca).

Questi requisiti valgono per tutti gli studenti con titolo estero, indipendentemente dalla loro nazionalità, sia per le qualifiche rilasciate nei Paesi dell’Unione Europea (UE) che in quelli non-UE.

3 – Conseguimento dei titoli di Laurea italiani

Si tratta della procedura di valutazione dei titoli finali esteri di Laurea Magistrale e Dottorato di Ricerca per l’ottenimento del corrispondente titolo finale italiano.
Il fine è quello di rilasciare un titolo finale italiano, avente valore legale nel nostro sistema.

La valutazione di un titolo estero per questo scopo può produrre differenti risultati:

  1. a) riconoscimento diretto (in pochissimi casi): rilascio del corrispondente titolo italiano, senza il bisogno di sostenere ulteriori esami o di presentare elaborati finali;
  2. b) abbreviazione di corso: viene richiesto di sostenere ulteriori esami e/o presentare elaborati finali per colmare la parte del corso degli studi non coperta dal titolo estero.

Per poter accedere a tale riconoscimento il titolo estero deve presentare tutte le seguenti caratteristiche:

  • il titolo in possesso deve essere rispettivamente di primo o secondo ciclo del sistema estero di riferimento, rilasciato da istituzione ufficiale del sistema estero;
  • Il titolo deve consentire nel sistema estero di riferimento l’ingresso a medesimi corsi di secondo o terzo ciclo;
  • Il titolo deve presentare i medesimi elementi di natura e disciplinari del titolo italiano corrispondente (numero di crediti, durata, natura accademica e/o elementi di ricerca, ecc.);
  • deve esistere un titolo italiano con cui si possa comparare il titolo estero, sia per tipologia che per ambito disciplinare.

Questi requisiti valgono per tutti gli studenti con titolo estero, indipendentemente dalla loro nazionalità, sia per le qualifiche rilasciati nei Paesi dell’Unione Europea (UE) che in quelli non-UE.

4 – Equipollenza del Dottorato di ricerca

Se si presentano determinate condizioni, i titoli di dottorato (PhD) rilasciati da università estere possono essere riconosciuti equivalenti al Dottorato di Ricerca italiano secondo quanto stabilito dall’art. 74 del DPR 382/80.
Il titolo di dottorato conseguito all’Estero, per poter essere ammesso a riconoscimento, deve essere conseguito al termine di un corso di Laurea di secondo livello (Laurea vecchio ordinamento o Laurea specialistica/magistrale).
È fondamentale che il diploma o il certificato del Dottorato di Ricerca sia accompagnato da:
– una traduzione giurata italiana;
– il timbro Postilla dell’Aja per i Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell’Aja rilasciata dai competenti Organi del Paese ove ha sede l’Università;
– dichiarazione di valore, rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’Estero competente per il territorio presso il quale ha sede l’Università;
– certificazione dell’Università estera.

Per tutte le informazioni inerenti ai requisiti da possedere si consiglia di contattare WAI:

info@waitaly.net
Tel. 06 3611676

Riconoscimento titolo di studio

Quanti sono gli stranieri nel mercato del lavoro italiano?

Secondo quanto riportato dal Settimo Rapporto Annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia” (curato dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la collaborazione della Direzione Generale dei sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione, di INPS, lNAIL, Unioncamere e con il coordinamento esecutivo di Anpal Servizi), presentato lo scorso 20 Luglio, ci sarebbe stato un incremento superiore alle 19mila unità nel caso dei cittadini UE (+2,4%), di 22.758 unità nel caso dei cittadini non UE (+1,4%), di 250mila unità per gli occupati italiani (+1,2%).
Uno degli ostacoli più grossi all’inserimento lavorativo degli stranieri in posizioni qualificate potrebbe essere proprio la difficoltà di far valere in Italia titoli di studio e qualifiche professionali acquisite all’estero.

È possibile, per chi intende lavorare in Italia, chiedere il riconoscimento del titolo di studio? Assolutamente sì.

L’Italia ha infatti adottato, come specificato dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, un sistema di norme finalizzato al riconoscimento dei titoli accademici e professionali conseguiti all’estero.

Esistono in realtà diverse strade e percorsi per richiedere il riconoscimento, che variano in base al titolo di studio e all’obiettivo che si vuole perseguire:

1. il riconoscimento accademico (per il quale gli enti responsabili sono: Università e Istituzioni AFAM, Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – Ufficio P.P.A.)
2. il riconoscimento non accademico (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) tramite domanda rivolta all’amministrazione interessata, Amministrazione interessata, Amministrazione interessata con parere del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR)).
3. il riconoscimento professionale (Ministero che vigila la professione o dal Datore di lavoro).
Un’eccezione particolare è fatta per i titolari di protezione internazionale, che possono avvalersi dei servizi del Ministero degli Affari Esteri, che riceve la documentazione dal candidato e la invia alla Rappresentanza Diplomatica italiana competente, la quale rilascia la Dichiarazione di Valore in loco.

Parlando di riconoscimento dei titoli di studio è impossibile non far riferimento al Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche (Cimea), che dal 1984 svolge proprio questo servizio: informazione e consulenza sulle procedure di riconoscimento dei titoli di studio e sulla formazione superiore italiana e internazionale.
Nello specifico il Cimea funziona come una enorme banca dati, volta ad approfondire i sistemi di istruzione superiore di ogni paese e la corrispettiva legislazione nazionale.

Conversione patente estera: ecco tutti i passaggi

Sei un cittadino straniero in Italia e desideri convertire la tua patente di guida?
Il procedimento per la conversione patente estera è molto più semplice del previsto: è infatti possibile effettuare il passaggio senza dover sostenere alcun esame.

Questo criterio è valido solo per i titolari di patente EXTRACOMUNITARIA residenti in Italia da meno di quattro anni (al momento di presentazione della domanda – circolare MIT prot. n° 47905/23.18.01 del 28/05/2010).

Eccezione fatta per coloro che al momento di istanza della richiesta, siano residenti in Italia da più di quattro anni: questi potranno procedere alla conversione della patente extracomunitaria soltanto dopo aver superato gli esami di revisione della patente di guida.

Per chi non è residente in Italia? Tutti i cittadini titolari di patente di guida extracomunitaria, se non residenti in Italia da più di un anno, potranno guidare veicoli per i quali è valida la loro patente, allegando alla stessa una traduzione integrale ed ufficiale.
Una volta acquisita la residenza, potranno richiedere il rilascio di una nuova patente italiana corrispondente a quella estera.

E’ necessario però che il documento originale sia stato rilasciato da uno Stato extracomunitario con cui sussistono rapporti di reciprocità: Albania , Algeria, Argentina, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca Ecuador (5), Estonia, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islaele, Islanda, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Moldova, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Romania, Repubblica di San Marino, Serbia, Slovenia, Spagna, Sli Lanka, Svezia, Svizzera, Taiwan, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay.

Per i sopracitati Stati extracomunitari, la conversione di alcuni tipi di modelli di patenti extracomunitarie deve sempre essere preventivamente verificata presso gli sportelli degli Uffici Motorizzazione.

Situazione diversa perle patenti rilasciate da Stati appartenenti all’Unione Europea o SEE: il documento di guida è equiparato alla patente italiana ed il titolare può circolare munito del proprio documento, fino alla data della scadenza.
Alla scadenza è necessario rivolgersi all’Ufficio della Motorizzazione e richiede la conversione della patente estera, che ovviamente deve essere ritirata e restituita alle competenti Autorità, come di prassi.

Ecco la documentazione necessaria per la conversione della patente:

– modello TT2112 da compilare;

– ricevute di due versamenti: € 9,00 su c/c 9001; € 32,00 su c/c 4028;

– due fotografie, di cui una autenticata (l’autentica si può ottenere direttamente allo sportello presso cui si presenta la domanda, altrimenti ci si deve rivolgere al Comune o a un notaio);

– patente straniera in corso di validità (originale e una copia): a discrezione dell’ufficio che riceve la domanda, può anche essere richiesta la traduzione della patente estera e/o l’attestazione di autenticità;

– carta d’identità (originale e una copia);

– codice fiscale (originale e una copia);

– esibizione del permesso di soggiorno o della richiesta di rinnovo.

La Motorizzazione, valutata la documentazione presentata, rilascia al richiedente la patente italiana, ritirando la patente straniera.

 

Per tutti i possessori di una patente di guida non convertibile (che vogliono rimanere in Italia per più di un anno), devono necessariamente sostenere gli esami per prendere la patente, come un qualsiasi cittadino italiano.
Possono prendere la patente anche gli stranieri in attesa del primo rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno.

Il ricongiungimento familiare

Sei un cittadino straniero e ti trovi regolarmente in Italia?

Sei titolare di carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno, di durata non inferiore a un anno, per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo, per protezione sussidiaria, per studio o per motivi religiosi?

Vuoi riunire la tua famiglia?

Puoi richiedere l’ingresso in Italia dei tuoi familiari purché siano:

  • Coniuge non legalmente separato di età non inferiore ai 18 anni;
  • Figli minorenni che non siano coniugati, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, purchè l’altro genitore, qualora esista, ne abbia dato il suo consenso;
  • Figli maggiorenni a carico, qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale.
  • Genitore a carico, che non abbia altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori con oltre 65 anni di età, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per gravi documentati motivi di salute.

Per poter avviare l’iter di ricongiungimento devi fare richiesta di Nulla Osta per il tuo familiare allo Sportello Unico per l’Immigrazione (Ministero dell’Interno)
Sportello Unico: Clicca qui

Importante: è necessario l’utilizzo di un computer e della connessione Internet perché la richiesta deve essere compilata ed inviata con procedura informatica.

I requisiti necessari per ottenere il nulla osta sono:

1) avere un permesso di soggiorno CE per soggiornanti in corso di validità con durata non inferiore ad 1 anno;

2) avere un reddito annuo lordo, da fonti lecite, che non sia inferiore all’importo annuo previsto per l’assegno sociale aumentato della metà dell’importo per ogni familiare  per cui si chiede il ricongiungimento;

3) dimostrare di essere proprietario, affittuario o comodatario di una abitazione che presenti i necessari requisiti igienico-sanitari e che abbia ottenuto l’idoneità abitativa;

4) allegare, se lavoratore, la documentazione comprovante il reddito proveniente dall’attività svolta, si precisa che la determinazione del reddito è determinata dal cumulo di tutti i redditi dei familiari conviventi;

5) per i familiari con più di 65 anni è necessaria una polizza di durata annuale per la copertura dei rischi di malattia e infortunio, oppure l’iscrizione al SSN con pagamento in un’unica soluzione di un contributo forfettario annuale.

Una volta ottenuto il Nulla Osta (entro 180 giorni dalla richiesta), il familiare dovrà presentare all’ Autorità consolare italiana sul proprio territorio (Ambasciata/Consolato) la certificazione, tradotta e validata, attestante il rapporto di parentela.

Lo Sportello Unico trasmetterà il Nulla Osta all’Autorità consolare che, sentito anche il parere della Questura su eventuali motivi che impediscono il ricongiungimento sul territorio italiano, rilascerà il Permesso di Soggiorno per Motivi Familiari, che avrà durata uguale al permesso di soggiorno del familiare che ne ha richiesto il ricongiungimento.

N.B.: Il permesso di Soggiorno decade per la morte del familiare che ha richiesto il ricongiungimento o separazione legale e scioglimento del matrimonio.

Ricorda: il Nulla Osta ha durata di 6 mesi dalla data di rilascio, pertanto la richiesta di Visto di Ingresso in Italia deve essere avanzata entro tale termine.

Importante: qualora la richiesta di ricongiungimento fosse negata è possibile presentare opposizione al diniego presso il tribunale di residenza del richiedente il ricongiungimento.

Devi presentare la richiesta di ricongiungimento di un tuo familiare?

Scrivici a info@waitaly.net avrei tutta l’assistenza di cui hai bisogno.

Convocazione dell’Assemblea dell’Associazione

I Signori Soci dell’Associazione Welcome Association Italy – W.A.I. sono convocati in Assemblea che si terrà presso la sede sociale di Viale dell’Università n.25 – 00185 Roma, alle ore 02:00, del giorno 12/01/2017 per discutere sul seguente ordine del giorno:

1) servizi compresi nella quota associativa;
2) quantificazione quota associativa;
3) varie ed eventuali.

Nel caso in cui l’assemblea non risultasse in numero legale in prima convocazione, fin d’ora viene fissata la seconda convocazione per il giorno 13/01/2017 nel medesimo luogo alle ore 09:30.

Il Vicepresidente
Michele Tita

Roma, 02/01/2017

Scarica il pdf della convocazione

Richiesta residenza anagrafica per cittadini comunitari

L’attuale normativa italiana[1] distingue tra soggiorni di durata fino a tre mesi e soggiorni di durata superiore. Se si è cittadini comunitari e si desidera soggiornare in Italia per un periodo inferiore a 3 mesi, l’unica cosa di cui si ha bisogno è un documento di identità valido per l’espatrio.

Se il motivo del soggiorno italiano è prettamente turistico o di studio, all’arrivo in Italia, nel caso in cui si alloggi a casa di amici o in strutture non alberghiere, sarà sufficiente presentare in questura una dichiarazione di presenza entro 8 giorni dall’arrivo (scarica il modulo da compilare https://www.poliziadistato.it/statics/39/modulo_dichiarazione_presenz_cittadini_ue.pdf). Per coloro che alloggiano invece presso strutture alberghiere è sufficiente firmare l’apposita scheda per alloggiati. Una copia di tale documento resta allo straniero come attestazione di adempimento dell’obbligo e va presentata ogni qualvolta richiesta da un pubblico ufficiale.

Diverso è se si desidera soggiornare in Italia per un periodo superiore a 3 mesi. In questo caso, infatti, è necessario richiedere la residenza, ovvero effettuare l’iscrizione anagrafica presso l’ufficio anagrafe del comune di dimora abituale, qualunque sia il motivo del soggiorno, entro tre mesi dall’ingresso in Italia.

Iscrizione all’anagrafe

Viene effettuata su richiesta presentata personalmente dall’interessato compilando l’apposito modulo di dichiarazione di residenza (scaricabile dal portale del comune in cui si effettua la richiesta), a cui va allegata la seguente documentazione:

  1. copia di un documento di riconoscimento valido;
  2. copia del codice fiscale
  3. dichiarazione di dimora abituale e stato civile;
  4. documenti che attestino l’attività lavorativa esercitata o il corso di studi frequentato;

(in caso in cui manchi un’attività lavorativa documentata (punto 4), sarà necessario allegare:

  • attestazione di disponibilità di risorse economiche sufficienti al soggiorno per sé e i propri famigliari);
  1. una polizza di assicurazione sanitaria

Ai fini dell’iscrizione anagrafica, l’eventuale coniuge, sia i discendenti diretti di età inferiore ai 21 anni o a carico e quelli del coniuge del cittadino straniero avente diritto di soggiorno, che gli ascendenti diretti o a carico e quelli del coniuge che sono cittadini di uno Stato membro della UE devono presentare unitamente alla documentazione sopra indicata:

  1. un documento (in originale e in copia) che attesti la loro qualità di familiare diretto o a carico;
  2. un documento (con funzione di certificazione legalizzata) tradotto dall’Ambasciata italiana dello specifico Stato UE di provenienza che attesta i dati di stato civile e i rapporti di parentela.

__________________________

[1] (D.lgs 30/2007 http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/07030dl.htm)

Se si risiede in Italia in modo continuativo per più di 5 anni si acquisisce il diritto al soggiorno permanente sul territorio nazionale.

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro

PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO

SEI UN CITTADINO EXTRACOMUNITARIO E VUOI LAVORARE IN ITALIA?

ECCO COSA TI SERVE SAPERE!

Hai bisogno del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Dove posso richiederlo?

  • Presso le Poste Italiane, richiedendo il kit a banda gialla;
  • Presso i Patronati e i Comuni in cui è attivo il servizio, compilando il modulo che dovrai spedire tramite raccomandata.

RICORDA!

Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro viene rilasciato nell’ambito delle quote definite annualmente dal Governo con il Decreto Flussi.

Questa tipologia di permesso di soggiorno può essere richiesta per motivi di:

  • LAVORO SUBORDINATO;
  • LAVORO STAGIONALE;
  • LAVORO AUTONOMO.

PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO SUBORDINATO:

Viene rilasciato SE hai sottoscritto un contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’immigrazione presso la Prefettura entro 8 giorni dal tuo ingresso in Italia.

Ha una durata pari a quella dell’offerta di lavoro e non superiore[1] a:

  • Un anno in caso il lavoro sia a tempo determinato;
  • Due anni se il lavoro è a tempo indeterminato.

È sempre rinnovabile alla scadenza.

Quali documenti devo presentare?

  • Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • Ricevuta del versamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico;
  • 30,00 euro per il pagamento delle spese di spedizione postali;
  • Il pagamento del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno pari a:
    • 80,00 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiori o pari a un anno;
    • 100,00 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno o inferiore o pari a due anni.

Dopo aver presentato la domanda, riceverai una comunicazione di convocazione presso la questura, dove dovrai presentarti munito di fototessere per essere sottoposto ai rilevamenti fotodattiloscopici. Nel caso in cui l’istanza debba essere integrata con ulteriore documentazione, sarai avvisato tramite sms o lettera raccomandata.

____________________________

[1] Art. 5 del D.Lgs. 25 Luglio 1998, n. 286

Al momento della domanda di permesso di soggiorno, devi essere già in possesso del visto di ingresso rilasciato dal consolato italiano presso il tuo paese di provenienza.

In caso di perdita del lavoro non perdi il permesso di soggiorno. Sia in caso di licenziamento che di dimissioni volontarie, infatti, potrai iscriverti presso le liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, che non deve comunque essere inferiore a un anno.

Sei un datore di lavoro e vuoi assumere uno straniero extracomunitario?

Ecco cosa fare!

  1. Richiedi il nulla osta presso lo Sportello Unico per l’immigrazione presso la Prefettura, presentando i seguenti documenti:
  • modulo di richiesta nominativa;
  • fotocopia del passaporto o di un documento di identità valido;
  • copia del contratto di lavoro stipulato con lo straniero;
  • dichiarazione del proprio impegno nei confronti dello Stato al pagamento delle spese di viaggio per il rientro in patria del lavoratore in caso di rimpatrio.
  1. Invia all’INPS il modello unificato lav per comunicare l’avvenuta assunzione entro le 24 ore antecedenti a essa.

PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO STAGIONALE

Viene rilasciato SE hai sottoscritto un contratto di soggiorno per lavoro stagionale presso lo Sportello Unico per l’immigrazione e consente l’assunzione alle dipendenze di un’azienda che svolge attività a carattere stagionale. Può avere una validità minima di 20 giorni e massima di 9 mesi e, dalla seconda stagione in Italia, qualora ci fossero le condizioni, puoi chiedere la conversione di tale permesso in un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, sia esso a tempo determinato o indeterminato.

Quali documenti devo presentare?

  • marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • ricevuta del versamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico;
  • 30,00 euro per il pagamento delle spese di spedizione postali
  • Il pagamento del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno pari a 80,00 euro.

Dopo aver presentato la domanda, riceverai una comunicazione di convocazione presso la questura, dove dovrai presentarti munito di fototessere per essere sottoposto ai rilevamenti fotodattiloscopici. Nel caso in cui l’istanza debba essere integrata con ulteriore documentazione, sarai avvisato tramite sms o lettera raccomandata.

Al momento della domanda di permesso di soggiorno, devi essere già in possesso del visto di ingresso rilasciato dal consolato italiano presso il tuo paese di provenienza.

In caso di perdita del lavoro non perdi il permesso di soggiorno. Sia in caso di licenziamento che di dimissioni volontarie, infatti, potrai iscriverti presso le liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno.

Sei un datore di lavoro e vuoi assumere uno straniero extracomunitario?

Ecco cosa fare!

  1. Richiedi il nulla osta presso lo Sportello Unico per l’immigrazione presso la Prefettura, presentando i seguenti documenti:
  • modulo di richiesta nominativa;
  • fotocopia del passaporto o di un documento di identità valido;
  • copia del contratto di lavoro stipulato con lo straniero;
  • dichiarazione del proprio impegno nei confronti dello Stato al pagamento delle spese di viaggio per il rientro in patria del lavoratore in caso di rimpatrio.
  1. Invia all’INPS il modello unificato lav per comunicare l’avvenuta assunzione entro le 24 ore antecedenti a essa.
  • Permesso di soggiorno per lavoro stagionale pluriennale

A partire dal secondo permesso di soggiorno per lavoro stagionale, il datore di lavoro può richiedere il nulla osta per il permesso per lavoro stagionale di durata pluriennale attraverso l’apposito modulo da presentare presso lo sportello unico per l’immigrazione, dove bisognerà indicare i due periodi precedenti di attività stagionale.

Può avere validità massima di tre anni, e dovrà essere indicato il periodo di soggiorno per ciascun anno. Sulla base del nulla osta viene rilasciato allo straniero un permesso di soggiorno unico della validità indicata, che non lo esonera dal richiedere il visto di ingresso ogni qualvolta deve fare rientro in Italia.

PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO AUTONOMO

Se vuoi svolgere la tua professione in Italia devi fare richiesta per questa tipologia di permesso di soggiorno.

RICORDA!

  • Per lavoro autonomo si intende un’attività professionale, industriale, artigianale o commerciale, inclusa la costituzione di società di capitali o di persone o l’assunzione di cariche societarie, a condizione che l’esercizio di tali attività non sia riservato dalla legge ai cittadini italiani, o a cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione europea;
  • Al momento della domanda DEVI essere fornito di visto di ingresso, che deve essere rilasciato dall’ambasciata o consolato italiano presente nel paese di provenienza dello straniero entro 120 giorni dalla data di presentazione e deve essere utilizzato entro 180 giorni dalla data di rilascio.

Quali documenti devo presentare?

  • Domanda compilata e sottoscritta;
  • Fotocopia di tutto il passaporto o di un altro documento di viaggio;
  • Attestazione dei parametri finanziari necessari per poter avviare l’attività fornita dalla Camera di Commercio;
  • Possesso dell’eventuale iscrizione in albi e registri;
  • Dimostrazione di possesso di un alloggio idoneo;
  • Attestazione dell’autorità competente che non ci siano motivi ostativi al rilascio di autorizzazioni o licenze per svolgere l’attività;
  • Possesso di un reddito annuo che sia superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione alla spesa sanitaria o, in alternativa, una garanzia da parte di enti o cittadini italiani o stranieri residenti o soggiornanti in Italia;
  • Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • Ricevuta del versamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico;
  • 30,00 euro per il pagamento delle spese di spedizione postali;
  • Il pagamento del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno pari a:
    • 80,00 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiori o pari a un anno;
    • 100,00 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno o inferiore o pari a due anni.

CASI PARTICOLARI: LA CARTA BLU UE

Cos’è?

Si tratta di un permesso di soggiorno particolare che viene rilasciato dalla questura in seguito a un contratto di soggiorno per lavoro e alla relativa comunicazione in questura.

È stata introdotta dal Decreto Legislativo del 28 giugno 2012 n. 108 entrato in vigore l’8 Agosto 2012, che ha recepito la direttiva europea 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini stranieri che desiderano svolgere lavori altamente qualificati.

Possono essere titolari di tale soggiorno gli stranieri altamente qualificati e ha durata:

  • Di due anni: se il lavoro è a tempo indeterminato;
  • Superiore a tre mesi rispetto alla scadenza del contratto: se il lavoro è a tempo determinato.

RICORDA!

Condizione necessaria per ottenere questo tipo di permesso è essere in possesso di un titolo di istruzione superiore rilasciato dall’autorità competente nel paese in cui è stato conseguito, in seguito ad un percorso formativo di almeno 3 anni, concluso con il conseguimento di una qualifica professionale superiore e/o dei requisiti specifici previsti per l’esercizio di una determinata professione.

A chi può essere rilasciato[1]?

  • Agli stranieri residenti in uno stato terzo;
  • Agli stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale;
  • Agli stranieri soggiornanti in uno Stato membro;
  • Agli stranieri titolari di una Carta Blu rilasciata in un altro Stato membro.

Eccezioni al Decreto Flussi:

l’articolo 27 e il 27 quater del Testo Unico sull’Immigrazione che introduce la CARTA BLU UE

Costituiscono eccezione alle quote previste dal decreto flussi le seguenti categorie di lavoratori:

[1] Circolare n. 5209 del 3 agosto 2012 del Ministero dell’Interno (LINK:

http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/24/2012_08_06_Circ._prot._n._5209_del_03.08.2012.PDF)

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[1] Circolare n. 5209 del 3 agosto 2012 del Ministero dell’Interno (LINK:http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/24/2012_08_06_Circ._prot._n._5209_del_03.08.2012.PDF)

“[…] a. dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede o filiali in Italia ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbiano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell’Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell’Unione europea;

  1. lettori universitari di scambio o di madre lingua;
  2. professori universitari e ricercatori destinati a svolgere in Italia un incarico accademico o un’attività retribuita di ricerca presso università, istituti di istruzione e di ricerca operanti in Italia;
  3. traduttori e interpreti;
  4. collaboratori familiari aventi regolarmente in corso all’estero, da almeno un anno, rapporti di lavoro domestico a tempo pieno con cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione europea residenti all’estero, che si trasferiscono in Italia, per la prosecuzione del rapporto di lavoro domestico;
  5. persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani, effettuando anche prestazioni che rientrano nell’ambito del lavoro subordinato;
  6. lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano, che siano stati ammessi temporaneamente, a domanda del datore di lavoro, per adempiere funzioni o compiti specifici, per un periodo limitato o determinato, tenuti a lasciare l’Italia quando tali compiti o funzioni siano terminati;
  7. lavoratori marittimi occupati nella misura e con le modalità stabilite nel regolamento di attuazione;
  8. lavoratori dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede all’estero e da questi direttamente retribuiti, i quali siano temporaneamente trasferiti dall’estero presso persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere, residenti in Italia, al fine di effettuare nel territorio italiano determinate prestazioni oggetto di contratto di appalto stipulato tra le predette persone fisiche o giuridiche residenti o aventi sede in Italia e quelle residenti o aventi sede all’estero, nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 1655 del codice civile, della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, e delle norme internazionali e comunitarie;
  9. lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero;
  10. personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto;
  11. ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento;
  12. artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici o da imprese radiofoniche o televisive, pubbliche o private, o da enti pubblici, nell’ambito di manifestazioni culturali o folcloristiche;
  13. stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91;
  14. giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti regolarmente retribuiti da organi di stampa quotidiani o periodici, ovvero da emittenti radiofoniche o televisive straniere;
  15. persone che, secondo le norme di accordi internazionali in vigore per l’Italia, svolgono in Italia attività di ricerca o un lavoro occasionale nell’ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate “alla pari”;
  16. -bis infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private. […]”

 

Come faccio per ottenere la Carta Blu Ue?

  1. Il datore di lavoro:

Deve presentare la richiesta di nulla osta presso lo Sportello Unico per l’immigrazione, presentando i seguenti documenti:

  • Le proprie generalità, quelle del titolare o legale rappresentante dell’impresa, la ragione sociale e la sede del luogo di lavoro;
  • Le generalità del lavoratore straniero;
  • La retribuzione e l’assicurazione;
  • L’impegno a garantire un alloggio idoneo e al pagamento delle spese di viaggio in caso il lavoratore venisse rimpatriato;
  • L’obbligo a comunicare allo sportello unico tutte le eventuali variazioni concernenti il rapporto di lavoro.

Inoltre, alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti:

  • Autocertificazione dell’iscrizione dell’impresa alla Camera di Commercio;
  • La proposta di contratto;
  • Titoli di studio tradotti e legalizzati;
  • Curriculum;
  • Autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale al fine di comprovare, secondo la tipologia di azienda, la capacità occupazionale e reddituale del datore di lavoro;
  • Specifica documentazione, differente per ciascuna categoria, su richiesta dello Sportello Unico.
  1. Il lavoratore straniero:
  • Una volta ottenuto il nulla osta, deve richiedere il visto di ingresso per motivi di lavoro presso l’ambasciata o il consolato italiano;
  • Dopo di che, appena arrivato in Italia, deve recarsi presso lo Sportello Unico per sottoscrivere il contratto e richiedere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.

Il nulla osta può essere sostituito da una comunicazione del datore di lavoro nel caso in cui quest’ultimo abbia sottoscritto con il Ministero dell’Interno uno specifico protocollo d’intesa.

In caso in cui tu sia già in possesso della Carta Blu UE rilasciata da un altro Stato membro dove hai già soggiornato per un periodo non inferiore a 18 mesi, non hai bisogno di richiedere il visto di ingresso in Italia. In quest’ultima ipotesi, il datore di lavoro deve presentare la domanda di nulla osta al lavoro entro un mese dal tuo ingresso in Italia.

RICORDA!

Lo Sportello Unico non è competente per tutte le ipotesi di ingresso al di fuori delle quote. A seconda dell’ipotesi di riferimento, è bene accertare la competenza all’esame della richiesta.

IL RINNOVO[1]

Per poter rinnovare il permesso di soggiorno è necessario che tu abbia tutti i requisiti previsti per l’ingresso in Italia.

La richiesta di rinnovo[2] deve essere presentata almeno 60 giorni prima della scadenza[3] del permesso di soggiorno, richiedendo l’apposito kit presso le Poste Italiane.

Rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Quali documenti servono*:

  • Modulo 1 e Modulo 2 presenti nel kit compilati e firmati;
  • Fotocopia di tutto il passaporto;
  • Fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
  • Attestazione di idoneo alloggio di domicilio;
  • Nel caso in cui il contratto di soggiorno per lavoro abbia subito variazioni rispetto a quello sottoscritto al momento dell’ingresso in Italia bisognerà presentare una copia del contratto di soggiorno per lavoro subordinato sottoscritto tra le parti unitamente alla ricevuta di ritorno della raccomandata con la quale lo stesso è stato inviato allo Sportello Unico Immigrazione competente;
  • Fotocopia del Mod. unificato Lav inviato dal datore di lavoro all’Inps o del Modello Q in caso di lavoro domestico;
  • Fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di un reddito da lavoro o da altra fonte lecita (Cud, Unico, etc): ultima dichiarazione dei redditi oppure buste paga relative al periodo di assunzione;
  • Fotocopie dei versamenti dei contributi previdenziali all’INPS (solo in caso di lavoro domestico);
  • Attestazione che dimostri il possesso di un reddito sufficiente al sostentamento dei propri famigliari (solo in caso di presenza di persone a carico);
  • 4 foto formato tessera che dovranno essere diverse da quelle del precedente permesso di soggiorno;
  • Fotocopia del codice fiscale;
  • Dichiarazione del datore di lavoro attestante l’attualità del rapporto di lavoro, la tipologia e la durata del contratto di lavoro.

___________________________

[1] Decreto Legislativo del 25 Luglio 1998 n. 286, Testo Unico sull’Immigrazione
[2] dell’art. 5, comma 4 Decreto Legislativo del 25 Luglio 1998 n. 286, Testo Unico sull’Immigrazione
[3] Se al momento della scadenza del permesso lo straniero è in possesso di tutti i requisiti per il rinnovo e la mancata richiesta di rinnovo entro il termine di 60 giorni è dovuta a semplice dimenticanza, il permesso può comunque essere rinnovato. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato incostituzionale per scarsa proporzionalità tra l’illiceità del fatto e sanzione prevista la norma nella parte in cui prevedeva la mera circostanza del ritardo nella presentazione della richiesta di rinnovo sanzionabile con un rifiuto della richiesta stessa.

Costi:

  • Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • 30,00 euro per le spese di spedizione postali;
  • Il contributo pari a:
    • Euro 80,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
    • Euro 100,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
  • 27,50 euro per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico.

Rinnovo permesso di soggiorno per lavoro stagionale

Questa tipologia di permesso non è rinnovabile, a meno che non ci si trovi nella situazione in cui più datori di lavoro impieghino lo stesso lavoratore per periodi successivi, purché rispettino il limite minimo di 20 giorni e il limite massimo di 9 mesi stabiliti dalla legge e il suddetto lavoratore, a partire dal secondo rapporto di lavoro, si trovi legittimamente sul territorio italiano in ragione dell’instaurazione del primo rapporto lavorativo[1].

In questo caso il permesso viene rinnovato, anche se sarebbe più opportuno parlare di una proroga del permesso, nel rispetto dei limiti sopraindicati e fino alla scadenza del nuovo rapporto stagionale.

 Quali documenti servono*:

  • Modulo 1 e Modulo 2 presenti nel kit compilati e firmati (Modulo 1 fac simile: http://www.portaleimmigrazione.it/immigrazionenet/docs/italiano/Modulo_1.pdf, Modulo 2 fac simile http://www.portaleimmigrazione.it/immigrazionenet/docs/italiano/Modulo_2.pdf. IMPORTANTE: i moduli qui riportati sono solo esempi. Possono essere utilizzati solo i moduli originali presenti nel kit in quanto fatti di particolare carta filigranata);
  • Fotocopia di tutto il passaporto;
  • Fotocopia del precedente permesso di soggiorno;
  • Attestazione di idoneo alloggio di domicilio;
  • Fotocopia dichiarazione dei redditi;
  • Qualora sia stata modificata una delle clausole del contratto di soggiorno è necessario allegare la fotocopia del contratto di soggiorno sottoscritto tra le parti e copia della ricevuta di raccomandata di invio dello stesso presso lo sportello unico immigrazione competente.

Costi:

  • Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • 30,00 euro per le spese di spedizione postali;
  • Il contributo pari a:
    • Euro 80,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
  • 27,50 euro per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico.

____________________________

[1] art 17, Decreto legge del 9/02/2012 n. 5

In tutti gli altri casi devi necessariamente far ritorno al Paese di origine e richiedere un nuovo visto di ingresso in Italia per poter effettuare nuovamente la richiesta di permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

Il Testo Unico sull’Immigrazione prevede che il lavoratore stagionale, ove abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno e sia rientrato nello Stato di provenienza alla scadenza dello stesso, ha diritto di precedenza per il rientro in Italia nell’anno successivo per ragioni di lavoro stagionale, rispetto ai cittadini del suo stesso Paese che non hanno mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi di lavoro.

Altra ipotesi possibile è quella della conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in un permesso di soggiorno per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, qualora ci fossero le condizioni.

Rinnovo permesso di soggiorno per lavoro autonomo o CARTA BLU UE

Quali documenti servono*:

  • Modulo 1 e Modulo 2 presenti nel kit compilati e firmati;
  • Fotocopia di tutto il passaporto;
  • Fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
  • Attestazione di idoneo alloggio di domicilio;
  • Fotocopia dell’autorizzazione o della licenza, o dell’iscrizione in apposito albo o registro, o della presentazione di dichiarazione o denuncia prevista dalla normativa vigente per l’esercizio della attività professionale svolta;
  • Fotocopia iscrizione alla CCIAA;
  • Fotocopia dichiarazione dei redditi;
  • 4 foto formato tessera che dovranno essere diverse da quelle del precedente permesso di soggiorno;
  • Fotocopia del codice fiscale.

Lo straniero che svolge in Italia attività come socio prestatore d’opera presso società, anche cooperative, altre ai suddetti documenti dovrà allegare:

  • La dichiarazione del Presidente della Società in ordine alle mansioni svolte dal socio lavoratore, con allegata fotocopia del documento d’identità del dichiarante;
  • La fotocopia del libro soci (pagina del frontespizio del libro soci unitamente alla pagina relativa alla iscrizione dello straniero socio).

Costi:

  • Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • 30,00 euro per le spese di spedizione postali;
  • Il contributo pari a:
    • Euro 80,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;
    • Euro 100,00 per permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
  • 27,50 euro per il rilascio dei titoli di soggiorno in formato elettronico.

RICORDA!

In attesa del nuovo permesso di soggiorno è possibile esibire la Ricevuta della raccomandata insieme al permesso in scadenza o scaduto, la quale SOSTITUISCE a tutti gli effetti di legge il “CEDOLINO” che rilasciava la Questura con la vecchia procedura (Direttiva Amato del 5 agosto 2006).

*Alcune Questure potrebbero richiedere documentazione aggiuntiva e/o considerare superflui alcuni dei documenti qui riportati. Raccomandiamo di verificare in anticipo, presso le Poste Italiane dotate di Sportello Amico, la documentazione necessaria a seconda del tipo di permesso e del tipo di lavoro svolto.

IL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO

IL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO

CHI PUO’ RICHIEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO UE[1]?

Se risiedi in Italia per un periodo continuativo e stabile puoi richiedere questa particolare tipologia di permesso, a condizione di possedere i seguenti requisiti:

  1. Essere in possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno 5 anni (le assenze dello straniero dal territorio italiano non interrompono la durata del periodo di 5 anni purché non superino i 6 mesi consecutivi o i 10 mesi nel quinquennio, a meno che tale interruzione non dipenda da motivi gravi e documentati di salute o da altri gravi e comprovati motivi). NON può essere rilasciato ai titolari di permesso di soggiorno per motivi di studio, formazione professionale, protezione temporanea, motivi umanitari, asilo, permesso di soggiorno di breve durata;
  2. Avere un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica o che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall’unità sanitaria locale competente;
  3. Non essere pericoloso per la sicurezza dello Stato e l’ordine pubblico (l’eventuale provvedimento di diniego di rilascio dovrà riportare un’articolata motivazione sugli elementi che hanno contribuito a formulare un giudizio di pericolosità attuale e concreta);
  4. Aver superato il test di conoscenza della lingua italiana;
  5. Dimostrare di avere un reddito minimo, pari all’importo dell’assegno sociale. Se si fa richiesta anche per i propri familiari, il reddito è quello indicato di seguito:
  • 2/3 familiari = importo annuo pari al doppio dell’assegno sociale;
  • 4 o più familiari = importo annuo pari al triplo dell’assegno sociale.

I familiari per i quali è possibile richiedere il permesso di soggiorno CE sono gli stessi per i quali si può richiedere il ricongiungimento familiare (coniuge, figli minori anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, figli maggiorenni a carico che non possano permanentemente provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute, genitori a carico).

Il permesso di soggiorno UE è a tempo indeterminato e può essere usato come documento di riconoscimento a condizione che si rinnovi la fotografia ogni 5 anni.

COME RICHIEDERLO?

Bisogna presentare domanda alla Questura tramite una raccomandata da un Ufficio Postale dotato di Sportello Amico.

Qui, puoi richiedere l’apposito kit a banda gialla.

QUALI DOCUMENTI MI SERVONO?

Oltre al modulo presente nel kit, debitamente compilato e firmato dal richiedente, bisogna allegare la seguente documentazione:

– Fotocopia di tutto il passaporto;
– Fotocopia del codice fiscale;
– Fotocopia della dichiarazione dei redditi (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente). Ai collaboratori domestici (colf/badanti) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;

_________________________

[1] Art. 9 del Testo Unico sull’Immigrazione

– Certificato casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali (entrambi devono essere richiesti presso l’Ufficio del Casellario del Tribunale);
– Fotocopia del permesso di soggiorno in corso di validità;
– Certificato di superamento del test di conoscenza della lingua italiana;
– Copia delle buste paga relative all’anno in corso;
– Documentazione relativa alla residenza e allo stato di famiglia;
– Ricevuta del pagamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;
– Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
– Versamento del contributo di 200,00 euro;

Il costo della raccomandata è di 30,00 euro.

RICHIESTA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER CONIUGE CONVIVENTE

Per richiedere un proprio permesso di soggiorno UE, il coniuge di uno straniero già titolare di tale documento, deve presentare personalmente richiesta alla questura competente tramite raccomandata.

Il coniuge può, infatti, richiedere il rilascio del permesso per motivi familiari compilando il modulo 1 dell’apposito kit a banda gialla presso un Ufficio Postale dotato di sportello amico.

DOCUMENTI DA ALLEGARE

– Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
– Modulo 2 compilato SOLO in caso di possesso di reddito proprio;
– Fotocopia di tutto il passaporto;
– 4 foto formato tessera;
– Fotocopia dichiarazione redditi del coniuge (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente) e propria se posseduta. Ai collaboratori domestici (colf/badanti) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;
– Certificato casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali (entrambi devono essere richiesti presso l’Ufficio del Casellario del Tribunale);
– Fotocopia del certificato di idoneità alloggiativa;
– Certificato di superamento del test di conoscenza della lingua italiana;
– Fotocopia documentazione anagrafica attestante il rapporto di unione. Se proveniente dall’estero la certificazione deve essere tradotta e legalizzata dalla Rappresentanza Diplomatica/Consolare italiana; (Clicca qui)
– Ricevuta del pagamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;
– Versamento del contributo di 200,00.

Il costo della raccomandata è di 30,00 euro.

RICHIESTA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER GENITORI A CARICO CONVIVENTI

Per richiedere un proprio permesso di soggiorno UE, il genitore a carico di uno straniero già titolare di tale documento deve presentare personalmente richiesta alla Questura competente tramite raccomandata.

Il genitore può richiedere il rilascio del permesso per motivi familiari compilando il modulo 1 dell’apposito kit a banda gialla presso un Ufficio Postale dotato di sportello amico.

DOCUMENTI DA ALLEGARE

– Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
– Fotocopia di tutto il passaporto;
– 4 foto formato tessera;
– Certificato di superamento del test di conoscenza della lingua italiana;

– Fotocopia dichiarazione redditi del figlio (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente). Ai collaboratori domestici (colf/badanti) (NOTA: LINK DI RIMANDO AI LAVORATORI ADDETTI ALL’ASS. FAMILIARE) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;

– Certificato casellario giudiziale e certificato delle iscrizioni relative ai procedimenti penali (entrambi devono essere richiesti presso l’Ufficio del Casellario del Tribunale);

– Fotocopia del certificato di idoneità alloggiativa;

– Autocertificazione relativa alla residenza e allo stato di famiglia;

– Fotocopia documentazione anagrafica attestante il rapporto di parentela. Se proveniente dall’estero la certificazione deve essere tradotta e legalizzata dalla Rappresentanza diplomatica/consolare italiana; (Clicca qui)

– Ricevuta del pagamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;

– Versamento del contributo di 200,00 euro.

Il costo della raccomandata è di 30,00 euro.

RICHIESTA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO UE PER FIGLI MINORI CON PIU’ DI 14 ANNI

Per richiedere un proprio permesso di soggiorno UE, il figlio di età superiore ai 14 anni, convivente di uno straniero già titolare di tale documento deve presentare personalmente richiesta alla Questura competente tramite raccomandata.

Il figlio può richiedere il rilascio del permesso per motivi familiari compilando il modulo 1 dell’apposito kit a banda gialla presso un Ufficio Postale dotato di sportello amico e allegando la seguente documentazione:

DOCUMENTI DA ALLEGARE

– Marca da bollo del valore di 16,00 euro;

– Fotocopia di tutto il passaporto;

– 4 foto formato tessera;

– Fotocopia dichiarazione redditi del genitore (Unico, CUD ecc. relativi all’anno precedente). Ai collaboratori domestici (colf/badanti) (NOTA: LINK DI RIMANDO AI LAVORATORI ADDETTI ALL’ASS. FAMILIARE) è richiesta l’esibizione dei bollettini INPS o l’estratto contributivo analitico rilasciato dall’INPS;

– Fotocopia documentazione anagrafica attestante lo stato di figlio minore. Se tale documentazione proviene dall’estero, la certificazione deve essere tradotta e legalizzata dalla Rappresentanza Diplomatica/Consolare italiana (Non è richiesta tale documentazione se il minore ha fatto ingresso con visto per ricongiungimento familiare) (Clicca qui)

– Fotocopia del certificato di idoneità alloggiativa;

– Ricevuta del pagamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico,

– Versamento del contributo di 200,00 euro.

Il costo della raccomandata è di 30,00 euro.

FIGLI MINORI DI 14 ANNI

Non c’è bisogno di fare domanda di permesso di soggiorno UE. È il genitore stesso che, al momento della richiesta del proprio permesso di soggiorno, dovrà richiedere anche l’iscrizione del figlio minore di 14 anni sul proprio, compilando la parte corrispondente nel modulo 1. Dall’entrata in vigore del nuovo permesso di soggiorno elettronico (NOTA: LINKARE ALL’ART. SUL PDS ELETTRONICO), i figli minori già dall’età di 6 anni avranno una loro tessera individuale, che costituisce un allegato dell’autorizzazione del famigliare e non costituisce, singolarmente, un titolo valido per il soggiorno in Italia.

Al compimento del quattordicesimo anno di età che il figlio dovrà fare richiesta per un proprio autonomo permesso di soggiorno.

COSA ACCADE SE SONO GIA’ TITOLARE DI PERMESSO DI SOGGIORNO UE RILASCIATO DA UN ALTRO STATO MEMBRO DELL’UNIONE EUROPEA?

In questo caso puoi richiedere di soggiornare sul territorio italiano per un periodo superiore a 3 mesi al fine di:

– Frequentare un corso di studi o formazione professionale;

– Esercitare un’attività economica in qualità di lavoratore autonomo o subordinato. In quest’ultimo caso, lo straniero dovrà preliminarmente richiedere allo sportello unico per l’immigrazione della prefettura della provincia in cui dimora, la concessione della particolare autorizzazione al lavoro;

– Trattenerti per altro scopo lecito, dimostrando di possedere mezzi di sussistenza sufficienti, pari ad almeno il doppio dell’importo minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria e stipulando una polizza assicurativa sanitaria per il periodo del soggiorno

Otterrai un permesso di soggiorno (non UE) annuale o biennale rinnovabile alla scadenza e ai tuoi familiari viene rilasciato un permesso per motivi di famiglia.

COME FACCIO AD AGGIORNARE IL PERMESSO DI SOGGIORNO UE?

Presenta domanda alla questura tramite una raccomandata da un Ufficio Postale dotato di Sportello Amico, dove è possibile richiedere l’apposito kit a banda gialla.

Il permesso di soggiorno UE deve essere aggiornato allegando l’apposita documentazione per ciascuna delle seguenti motivazioni:

Cambio di domicilio o residenza:

E’ sufficiente compilare il modulo 1;

Inserimento figlio minore di 14 anni:

Compilare modulo 1, inserire il certificato di nascita e, se ha fatto ingresso con ricongiungimento, inserire il passaporto. Inserire inoltre il certificato di frequenza scolastica se il minore è in età soggetta al diritto-dovere all’istruzione;

– Modifica dati del passaporto:

Allegare copia del nuovo passaporto;

Variazione dati anagrafici:

Compilare il modulo 1 e inserire le dichiarazioni delle rappresentanze diplomatiche sulle motivazioni delle variazioni di nome cognome ecc;

– Aggiornamento delle foto:

Compilare il modulo 1. Questa operazione deve obbligatoriamente essere eseguita ogni 5 anni solo nel caso in cui il titolo venga utilizzato come documento di identità.

RICORDA! L’aggiornamento del permesso di soggiorno NON prevede il pagamento del contributo di 200,00 euro.